Il Papa Francesco e il senso (da ritrovare) della famiglia

“Serve vicinanza con i figli: quando si confessano coppie giovani o parlo con loro chiedo sempre: ‘tu giochi con i tuoi figli?’ A volte sento risposte dolorose: ‘Padre, quando esco dormono e quando torno pure’. Questa è la società crudele che allontana genitori dai figli”. Il Papa, intervistato in televisione da Fabio Fazio a  Che Tempo che Fa parla dei grandi temi quotidiani. Su tutti, quello della famiglia: “Anche quando i figli fanno qualche scivolata, anche da grandi, bisogna essere loro vicini, bisogna parlare ai figli. I genitori che non sono vicini non operano bene, devono essere quasi complici dei figli, quella complicità che permette di crescere insieme padri e figli”. Se Fazio chiede al pontefice come sopportare tutto quello che succede nella società, il Papa risponde: “Se lei vede tanta gente che sopporta cose brutte quotidiane, gente che sopportano difficoltà familiari e economiche, padri di famiglia che vedono che con il salario non arrivano a fine mese, non sarei onesto a dire che sopporto tanto. Sopporto come tanta altra gente. E poi non sono solo. Ho uomini e donne brave che mi aiutano, non sono un campione di peso che sopporta le cose, sopporto come sopporta tanta gente”.

C’è poi il grande mistero della sofferenza dei bambini che sono malati. “Se mi chiedete perché, non so rispondere”. Quindi il Papa ha parlato di quando lui era bambino: “La prima cosa che volevo fare era il macellaio perché quando andavo a fare la spesa con la nonna vedevo il macellaio che aveva davanti una borsa dove metteva tanti soldi”. E quindi ha scherzato: “sarà la mia radice genovese…”.

“Serve vicinanza con i figli: quando si confessano coppie giovani o parlo con loro chiedo sempre: ‘tu giochi con i tuoi figli?’ A volte sento risposte dolorose: ‘Padre, quando esco dormono e quando torno pure’. Questa è la società crudele che allontana genitori dai figli”. Il Papa, intervistato in televisione da Fabio Fazio a  Che Tempo che Fa parla dei grandi temi quotidiani. Su tutti, quello della famiglia: “Anche quando i figli fanno qualche scivolata, anche da grandi, bisogna essere loro vicini, bisogna parlare ai figli. I genitori che non sono vicini non operano bene, devono essere quasi complici dei figli, quella complicità che permette di crescere insieme padri e figli”. Se Fazio chiede al pontefice come sopportare tutto quello che succede nella società, il Papa risponde: “Se lei vede tanta gente che sopporta cose brutte quotidiane, gente che sopportano difficoltà familiari e economiche, padri di famiglia che vedono che con il salario non arrivano a fine mese, non sarei onesto a dire che sopporto tanto. Sopporto come tanta altra gente. E poi non sono solo. Ho uomini e donne brave che mi aiutano, non sono un campione di peso che sopporta le cose, sopporto come sopporta tanta gente”.

C’è poi il grande mistero della sofferenza dei bambini che sono malati. “Se mi chiedete perché, non so rispondere”. Quindi il Papa ha parlato di quando lui era bambino: “La prima cosa che volevo fare era il macellaio perché quando andavo a fare la spesa con la nonna vedevo il macellaio che aveva davanti una borsa dove metteva tanti soldi”. E quindi ha scherzato: “sarà la mia radice genovese…”.

Pubblicitàspot_img
Pubblicitàspot_img

Ultimi articoli