Il Pd ora è nel panico riesuma perfino Conte

l partito piomba nel caos dopo il patto saltato con Calenda e la figuraccia di Letta Da Fratoianni spinte per riaprire con i 5Stelle e il segretario non riesce ad opporsi


Il caos regna in casa Pd. Slitta di qualche giorno la direzione del partito chiamata a esprimersi sul programma e sulle liste per le elezioni. Secondo fonti dem, si terrà probabilmente nel fine settimana, sabato o domenica.

Le ragioni dello slittamento i recenti sondaggi non favorevoli alla grande ammucchiata e soprattutto le preoccupazioni rispetto ad alcuni collegi, considerati prima dello strappo con Calenda “blindati”. La segreteria del cellulare di Enrico Letta, stando a quanto rivelato da alcuni suoi stretti collaboratori, sarebbe da ore stracolma di messaggi di parlamentari uscenti in cerca di garanzie e caselle bloccate. Serve, pertanto, una nuova strategia o meglio ancora un piano per evitare il crollo totale, fatale sia per i vertici del Nazareno che per gli stessi alleati.

Un’indicazione per salvare capre e cavoli, quindi, arriva dal segretario di Sinistra Italiana Nicola Fratoianni: “Allargare al massimo la coalizione, anche al Movimento 5 Stelle”. Un’Italia più giusta, verde e che non mette ai margini i deboli, secondo il rappresentante della sinistra, sarebbe la maniglia a cui aggrapparsi per riaprire un dialogo con quel mondo grillino, che fino a qualche ora fa aveva predicato “mai col Pd”.

La mossa, però, potrebbe rivelarsi un azzardo. Non bisogna dimenticare che la trattativa con Luigi Di Maio è ancora in corso. In caso di ritorno di Conte, sarà quasi impossibile chiudere un accordo con Impegno Civico. Non basterà dare una poltrona sicura, come si vocifera, all’ex titolare della Farnesina o al suo nuovo “padre politico” Tabacci per mettere dentro quel che rimane dell’universo centrista, ormai sempre più schierato tra Renzi e Azione. La proposta di Si, pertanto, rischia di finire subito nel cestino. Gli stessi franceschiniani non si sentirebbero a proprio agio in una coalizione amica di no tav e no global, che con i gialli sarebbe appunto non più un centrosinistra, ma un Pci 2.0. L’unica eccezione sarebbe solo quel che resta di +Europa, forza sempre più radicale e meno liberale. Basti pensare al nuovo volto della Bonino, che fa pensare molto al Pannella della prima ora.

Le questioni romane e il nodo alleanze incideranno e non poco anche in Sicilia. Non è detto che l’accordo delle primarie regga, considerando quanto sta avvenendo nella capitale. L’unica notizia che fa ben sperare è il lavarsi le mani da parte del capo politico del Movimento. Non è un caso che il referente regionale dei pentastellati Nuccio Di Paola ha chiesto un incontro urgente alla candidata dem Caterina Chinnici: “Possiamo andare avanti assieme – ha dichiarato in una nota – ma solo se verranno condivisi determinati punti del programma”. I gialli, ad esempio, chiederanno al nome indicato dal Nazareno, se vuole o meno gli inceneritori.

Il tema rifiuti, pertanto, assume un ruolo sempre più centrale per quanto concerne le trattative. Basti pensare all’appello di Giuseppe Conte al sindaco della capitale Roberto Gualtieri. L’ex premier ha esortato il primo cittadino a rivedere le posizioni sull’ambiente. Abbandonare il progetto del termovalorizzatore potrebbe essere un punto di partenza per mettere nel cassetto le incomprensioni con l’avvocato di Volturara Appula.

Fondamentale per Letta, quindi, sarà mettere al centro dell’agenda dela coalizione quelle battaglie, portate alla ribalta dalla svedese Greta Thunberg. Un messaggio chiaro in tal senso arriva pure dal climatologo Luca Mercalli, presidente della Società Meteorologica Italiana, che chiede ai giovani di “votare una forza ecologista”. Per l’esperto, ci troviamo di fronte a “un paziente che ha avuto la diagnosi della malattia 30 anni fa e non ha voluto fare la cura. Fino a questo momento hanno prevalso chiacchiere e negazioni. Ecco perchè il Parlamento non può tirarsi indietro rispetto a tale sfida”.

Non è un caso la scelta di Luigi Di Maio di candidare la ventisettenne Federica Gasbarro, unica rappresentante italiana ai negoziati sul clima delle Nazioni Unite di Cop 26 e tra le poche europee a figurare nella lista dei leader del futuro stilata da Forbes.

l partito piomba nel caos dopo il patto saltato con Calenda e la figuraccia di Letta Da Fratoianni spinte per riaprire con i 5Stelle e il segretario non riesce ad opporsi


Il caos regna in casa Pd. Slitta di qualche giorno la direzione del partito chiamata a esprimersi sul programma e sulle liste per le elezioni. Secondo fonti dem, si terrà probabilmente nel fine settimana, sabato o domenica.

Le ragioni dello slittamento i recenti sondaggi non favorevoli alla grande ammucchiata e soprattutto le preoccupazioni rispetto ad alcuni collegi, considerati prima dello strappo con Calenda “blindati”. La segreteria del cellulare di Enrico Letta, stando a quanto rivelato da alcuni suoi stretti collaboratori, sarebbe da ore stracolma di messaggi di parlamentari uscenti in cerca di garanzie e caselle bloccate. Serve, pertanto, una nuova strategia o meglio ancora un piano per evitare il crollo totale, fatale sia per i vertici del Nazareno che per gli stessi alleati.

Un’indicazione per salvare capre e cavoli, quindi, arriva dal segretario di Sinistra Italiana Nicola Fratoianni: “Allargare al massimo la coalizione, anche al Movimento 5 Stelle”. Un’Italia più giusta, verde e che non mette ai margini i deboli, secondo il rappresentante della sinistra, sarebbe la maniglia a cui aggrapparsi per riaprire un dialogo con quel mondo grillino, che fino a qualche ora fa aveva predicato “mai col Pd”.

La mossa, però, potrebbe rivelarsi un azzardo. Non bisogna dimenticare che la trattativa con Luigi Di Maio è ancora in corso. In caso di ritorno di Conte, sarà quasi impossibile chiudere un accordo con Impegno Civico. Non basterà dare una poltrona sicura, come si vocifera, all’ex titolare della Farnesina o al suo nuovo “padre politico” Tabacci per mettere dentro quel che rimane dell’universo centrista, ormai sempre più schierato tra Renzi e Azione. La proposta di Si, pertanto, rischia di finire subito nel cestino. Gli stessi franceschiniani non si sentirebbero a proprio agio in una coalizione amica di no tav e no global, che con i gialli sarebbe appunto non più un centrosinistra, ma un Pci 2.0. L’unica eccezione sarebbe solo quel che resta di +Europa, forza sempre più radicale e meno liberale. Basti pensare al nuovo volto della Bonino, che fa pensare molto al Pannella della prima ora.

Le questioni romane e il nodo alleanze incideranno e non poco anche in Sicilia. Non è detto che l’accordo delle primarie regga, considerando quanto sta avvenendo nella capitale. L’unica notizia che fa ben sperare è il lavarsi le mani da parte del capo politico del Movimento. Non è un caso che il referente regionale dei pentastellati Nuccio Di Paola ha chiesto un incontro urgente alla candidata dem Caterina Chinnici: “Possiamo andare avanti assieme – ha dichiarato in una nota – ma solo se verranno condivisi determinati punti del programma”. I gialli, ad esempio, chiederanno al nome indicato dal Nazareno, se vuole o meno gli inceneritori.

Il tema rifiuti, pertanto, assume un ruolo sempre più centrale per quanto concerne le trattative. Basti pensare all’appello di Giuseppe Conte al sindaco della capitale Roberto Gualtieri. L’ex premier ha esortato il primo cittadino a rivedere le posizioni sull’ambiente. Abbandonare il progetto del termovalorizzatore potrebbe essere un punto di partenza per mettere nel cassetto le incomprensioni con l’avvocato di Volturara Appula.

Fondamentale per Letta, quindi, sarà mettere al centro dell’agenda dela coalizione quelle battaglie, portate alla ribalta dalla svedese Greta Thunberg. Un messaggio chiaro in tal senso arriva pure dal climatologo Luca Mercalli, presidente della Società Meteorologica Italiana, che chiede ai giovani di “votare una forza ecologista”. Per l’esperto, ci troviamo di fronte a “un paziente che ha avuto la diagnosi della malattia 30 anni fa e non ha voluto fare la cura. Fino a questo momento hanno prevalso chiacchiere e negazioni. Ecco perchè il Parlamento non può tirarsi indietro rispetto a tale sfida”.

Non è un caso la scelta di Luigi Di Maio di candidare la ventisettenne Federica Gasbarro, unica rappresentante italiana ai negoziati sul clima delle Nazioni Unite di Cop 26 e tra le poche europee a figurare nella lista dei leader del futuro stilata da Forbes.

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