Il popolo guarda la finale il palazzo medita la rottura con il Qatar

 

Tutti in attesa della finale tra Argentina e Francia, per i Mondiali di calcio in Qatar. Dimentichiamo tutto il resto, qualsiasi problema, forma di discriminazione o necessità. È così che vuole da tempo la Fifa. “Per favore, ora concentriamoci sul calcio”. Dice questo la lettera che proprio la FIFA ha inviato a tutte le 32 nazionali che hanno partecipato ai Mondiali in Qatar, il 4 novembre scorso. Chi non ha seguito il dibattito attorno a questo appuntamento, potrebbe non trovarci nulla di strano: ai Mondiali di calcio ci si concentra sul calcio e si parla della prestazione dei calciatori. Ma Qatar 2022 è ormai qualcosa di molto lontano da un comune evento sportivo: nei quasi dodici anni trascorsi dall’assegnazione del torneo al paese arabo, di tutto si è parlato, fuorché di sport. Da un anno e mezzo circa, Qatar 2022 è associato alla morte, e questa non è affatto un’iperbole: nel febbraio 2021 si è scoperto che i lavoratori migranti morti nei cantieri del Mondiale erano almeno 6500. Se a questo gli si aggiunge il QatarGate, lo scandalo che si è abbattuto sul Parlamento europeo, quello che potrebbe diventare il più grande caso di corruzione della storia dell’istituzione(anche se al momento la corruzione è solo presunta), la frittata è fatta. E come dimenticare l’iniziativa dei capitani delle nazionali di calcio che volevano esporre la fascia ’One Love’, il quali sono stati costretti a un passo indietro. Ma per Gianni Infantino, il presidente della Fifa:”Ognuno è libero di esprimere le proprie convinzioni, in modo rispettoso, ma quando si tratta del campo di gioco bisogna proteggere il calcio. Ci sono culture diverse, modi diversi di vedere le cose. Come Fifa dobbiamo prenderci cura di tutti. Non discriminiamo nessuno in base ai valori e ai sentimenti che ha. Si tratta solo di rispettare i regolamenti. Nel campo di gioco si gioca a calcio. Ed è quello che abbiamo fatto…”. Ma cos’è la fascia One Love e cosa rappresenta? La fascia rappresenta un messaggio di denuncia contro ogni forma di discriminazione e l’iniziativa è nata anche in vista del Mondiale. L’Uefa aveva approvato l’utilizzo della fascia per la Nations League, condividendo il messaggio di rappresentare tutti per “eredità, razza, identità di genere e orientamento sessuale. “Tra una gara e l’altra ognuno può esprimere la propria opinione, ma per 90′ minuti regaliamoci questo momento di gioia”, ha aggiunto Infantino, sottolineando che “i regolamenti sono lì per proteggere 211 squadre di calcio e i loro tifosi, che vogliono venire e godersi il calcio. Credo che stiamo difendendo i valori, stiamo difendendo i diritti umani, stiamo difendendo i diritti di tutti. Ma credo anche che quei tifosi che vengono allo stadio, e a miliardi che guardano i Mondiali in Tv, hanno i loro problemi. Vogliono solo passare 90 minuti, o 120 minuti, o 120 minuti con i rigori, senza dover pensare ad altro che godersi un momento di piacere, gioia ed emozione”. Infantino si è poi detto convinto che l’eredità del Mondiale sia “una migliore conoscenza del mondo arabo”. Insomma: il presidente della Fifa incarna le vesti di Freddie Mercury e canta il ritornello dei Queen: “The show must go on”. Ma chi non vuole soffermarsi solo ad una palla che rotola in un campo d’erba in Qatar è il parlamento europeo a seguito delle ingenti “mazzette” che dal paesi Arabi sono arrivati a Bruxelles. Proprio il Parlamento Ue ha approvato con 541 voti a favore, 2 contrari e 3 astenuti, una risoluzione che chiede la sospensione immediata di tutti i lavori legislativi relativi al Qatar. La presidente del Parlamento europeo, Roberta Metsola, ha annunciato giovedì 15 dicembre riforme “ampie” per il 2023, a seguito del presunto scandalo di corruzione.

 

Tutti in attesa della finale tra Argentina e Francia, per i Mondiali di calcio in Qatar. Dimentichiamo tutto il resto, qualsiasi problema, forma di discriminazione o necessità. È così che vuole da tempo la Fifa. “Per favore, ora concentriamoci sul calcio”. Dice questo la lettera che proprio la FIFA ha inviato a tutte le 32 nazionali che hanno partecipato ai Mondiali in Qatar, il 4 novembre scorso. Chi non ha seguito il dibattito attorno a questo appuntamento, potrebbe non trovarci nulla di strano: ai Mondiali di calcio ci si concentra sul calcio e si parla della prestazione dei calciatori. Ma Qatar 2022 è ormai qualcosa di molto lontano da un comune evento sportivo: nei quasi dodici anni trascorsi dall’assegnazione del torneo al paese arabo, di tutto si è parlato, fuorché di sport. Da un anno e mezzo circa, Qatar 2022 è associato alla morte, e questa non è affatto un’iperbole: nel febbraio 2021 si è scoperto che i lavoratori migranti morti nei cantieri del Mondiale erano almeno 6500. Se a questo gli si aggiunge il QatarGate, lo scandalo che si è abbattuto sul Parlamento europeo, quello che potrebbe diventare il più grande caso di corruzione della storia dell’istituzione(anche se al momento la corruzione è solo presunta), la frittata è fatta. E come dimenticare l’iniziativa dei capitani delle nazionali di calcio che volevano esporre la fascia ’One Love’, il quali sono stati costretti a un passo indietro. Ma per Gianni Infantino, il presidente della Fifa:”Ognuno è libero di esprimere le proprie convinzioni, in modo rispettoso, ma quando si tratta del campo di gioco bisogna proteggere il calcio. Ci sono culture diverse, modi diversi di vedere le cose. Come Fifa dobbiamo prenderci cura di tutti. Non discriminiamo nessuno in base ai valori e ai sentimenti che ha. Si tratta solo di rispettare i regolamenti. Nel campo di gioco si gioca a calcio. Ed è quello che abbiamo fatto…”. Ma cos’è la fascia One Love e cosa rappresenta? La fascia rappresenta un messaggio di denuncia contro ogni forma di discriminazione e l’iniziativa è nata anche in vista del Mondiale. L’Uefa aveva approvato l’utilizzo della fascia per la Nations League, condividendo il messaggio di rappresentare tutti per “eredità, razza, identità di genere e orientamento sessuale. “Tra una gara e l’altra ognuno può esprimere la propria opinione, ma per 90′ minuti regaliamoci questo momento di gioia”, ha aggiunto Infantino, sottolineando che “i regolamenti sono lì per proteggere 211 squadre di calcio e i loro tifosi, che vogliono venire e godersi il calcio. Credo che stiamo difendendo i valori, stiamo difendendo i diritti umani, stiamo difendendo i diritti di tutti. Ma credo anche che quei tifosi che vengono allo stadio, e a miliardi che guardano i Mondiali in Tv, hanno i loro problemi. Vogliono solo passare 90 minuti, o 120 minuti, o 120 minuti con i rigori, senza dover pensare ad altro che godersi un momento di piacere, gioia ed emozione”. Infantino si è poi detto convinto che l’eredità del Mondiale sia “una migliore conoscenza del mondo arabo”. Insomma: il presidente della Fifa incarna le vesti di Freddie Mercury e canta il ritornello dei Queen: “The show must go on”. Ma chi non vuole soffermarsi solo ad una palla che rotola in un campo d’erba in Qatar è il parlamento europeo a seguito delle ingenti “mazzette” che dal paesi Arabi sono arrivati a Bruxelles. Proprio il Parlamento Ue ha approvato con 541 voti a favore, 2 contrari e 3 astenuti, una risoluzione che chiede la sospensione immediata di tutti i lavori legislativi relativi al Qatar. La presidente del Parlamento europeo, Roberta Metsola, ha annunciato giovedì 15 dicembre riforme “ampie” per il 2023, a seguito del presunto scandalo di corruzione.
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