Il presidente serbo Vucic ringrazia il Vaticano per non aver riconosciuto il Kosovo

Il presidente serbo Aleksandar Vucic ha ringraziato il Vaticano “per il rispetto dell’integrità territoriale della Serbia” e la posizione contraria della Santa sede al riconoscimento del Kosovo. Oggi il nunzio apostolico Luciano Suriani è stato in visita di congedo a Belgrado. Vucic ha definito molto buona la collaborazione tra Serbia e Vaticano, “i cui rapporti si basano su un autentico rispetto reciproco”. Come riportato dall’Ansa l’arcivescovo Suriani da parte sua ha osservato come nei sei anni trascorsi in Serbia sia stato testimone dello sviluppo del Paese balcanico, sottolineando al tempo stesso il grande contributo del presidente Vucic alla pace e alla stabilità nella regione.

Nonostante siano passati vent’anni dal conflitto il Kosovo resta un focolaio di instabilità. I rapporti tra Pristina e Belgrado sono ancora tesi, a causa degli scontri al confine legati all’attività di contrabbando, ma anche per l’attivismo del Kosovo nell’ottenere maggiore riconoscimento internazionale. Alcune settimane fa Pristina aveva fatto richiesta ufficiale di adesione al Consiglio d’Europa, scatenando le ire di Belgrado.

Il presidente serbo Aleksandar Vucic ha ringraziato il Vaticano “per il rispetto dell’integrità territoriale della Serbia” e la posizione contraria della Santa sede al riconoscimento del Kosovo. Oggi il nunzio apostolico Luciano Suriani è stato in visita di congedo a Belgrado. Vucic ha definito molto buona la collaborazione tra Serbia e Vaticano, “i cui rapporti si basano su un autentico rispetto reciproco”. Come riportato dall’Ansa l’arcivescovo Suriani da parte sua ha osservato come nei sei anni trascorsi in Serbia sia stato testimone dello sviluppo del Paese balcanico, sottolineando al tempo stesso il grande contributo del presidente Vucic alla pace e alla stabilità nella regione.

Nonostante siano passati vent’anni dal conflitto il Kosovo resta un focolaio di instabilità. I rapporti tra Pristina e Belgrado sono ancora tesi, a causa degli scontri al confine legati all’attività di contrabbando, ma anche per l’attivismo del Kosovo nell’ottenere maggiore riconoscimento internazionale. Alcune settimane fa Pristina aveva fatto richiesta ufficiale di adesione al Consiglio d’Europa, scatenando le ire di Belgrado.

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