Il primo giorno dell’ex capo al 41 Bis

 

Osservato speciale al 41 bis. Matteo Messina Denaro, nel suo primo giorno di detenzione nel circuito carcerario di massima sicurezza dell’Aquila, potrebbe sembrare un detenuto come un altro. Ma non lo è. E non si comporta come tale. Aspetto rilassato, attivo, sorridente e modi gentili nei confronti del personale penitenziario. Un atteggiamento anomalo per un mafioso al carcere duro, che ringrazia il Pm di Palermo quando lo “assicura” allo Stato e che saluta con simpatia i medici che lo visitano. Difatti, le prime ore in carcere di Messina Denaro sono state movimentate e ricche di prime volte: la sua prima ora d’aria – vissuta con il sorriso il volto -, il suo primo colloquio psicologico da cui non sono state evidenziate patologie e la sua prima visita con medici e oncologi tra le mura della struttura. Un trattamento “identico a quello degli altri carcerati” ha detto il Garante dei detenuti per la regione Abruzzo Gianmarco Cifaldi, a prescindere dalle sue condizioni di salute. Perché nonostante l’aspetto “palestrato” e le buone condizioni generali con cui è arrivato in carcere, l’ex latitante porta con sé una grave patologia che necessita di cure. Proprio per questo, già da oggi sarà sottoposto alla chemioterapia in una stanza clinica allestita, d’accordo con la Asl, accanto alla sua cella. I medici che lo hanno visitato ieri hanno concordato di proseguire con le stesse terapie che il boss stava seguendo presso la clinica “La Maddalena” dove è stato catturato. Secondo gli specialisti intervenuti in carcere, le sue condizioni di salute, rispetto all’inizio delle cure alla clinica siciliana, sembrerebbero essere peggiorate: per questo Messina Denaro rimane osservato speciale dei medici, ma anche delle guardie carcerarie, che vegliano sul detenuto per scongiurare il rischio di suicidio. Unico, forse scontato, atteggiamento riconducibile a detenuti del suo calibro è il silenzio. Per ora Matteo Messina Denaro non parlerà.

 

Osservato speciale al 41 bis. Matteo Messina Denaro, nel suo primo giorno di detenzione nel circuito carcerario di massima sicurezza dell’Aquila, potrebbe sembrare un detenuto come un altro. Ma non lo è. E non si comporta come tale. Aspetto rilassato, attivo, sorridente e modi gentili nei confronti del personale penitenziario. Un atteggiamento anomalo per un mafioso al carcere duro, che ringrazia il Pm di Palermo quando lo “assicura” allo Stato e che saluta con simpatia i medici che lo visitano. Difatti, le prime ore in carcere di Messina Denaro sono state movimentate e ricche di prime volte: la sua prima ora d’aria – vissuta con il sorriso il volto -, il suo primo colloquio psicologico da cui non sono state evidenziate patologie e la sua prima visita con medici e oncologi tra le mura della struttura. Un trattamento “identico a quello degli altri carcerati” ha detto il Garante dei detenuti per la regione Abruzzo Gianmarco Cifaldi, a prescindere dalle sue condizioni di salute. Perché nonostante l’aspetto “palestrato” e le buone condizioni generali con cui è arrivato in carcere, l’ex latitante porta con sé una grave patologia che necessita di cure. Proprio per questo, già da oggi sarà sottoposto alla chemioterapia in una stanza clinica allestita, d’accordo con la Asl, accanto alla sua cella. I medici che lo hanno visitato ieri hanno concordato di proseguire con le stesse terapie che il boss stava seguendo presso la clinica “La Maddalena” dove è stato catturato. Secondo gli specialisti intervenuti in carcere, le sue condizioni di salute, rispetto all’inizio delle cure alla clinica siciliana, sembrerebbero essere peggiorate: per questo Messina Denaro rimane osservato speciale dei medici, ma anche delle guardie carcerarie, che vegliano sul detenuto per scongiurare il rischio di suicidio. Unico, forse scontato, atteggiamento riconducibile a detenuti del suo calibro è il silenzio. Per ora Matteo Messina Denaro non parlerà.
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