Il Sacco di Roma

Roma sprofonda nella monnezza, ma l’obiettivo del Campidoglio è fare multe a tappeto. A un anno dalla vittoria di Roberto Gualtieri, che il 18 ottobre 2021 batteva al ballottaggio Enrico Michetti, non solo il dem non ha invertito la rotta fallimentare della Giunta Raggi, ma è riuscito nell’impresa di fare ancora peggio, finendo in un baratro che gli è valso l’appellativo di sindaco fantasma. Non deve averlo gradito, il primo cittadino, e ha deciso di mostrare i muscoli, scolpiti dopo anni di strimpellate con la chitarra. Peccato, però, che anziché fissare come priorità se non altro la raccolta dei rifiuti, che in tutta la Capitale targata Pd traboccano dai cassonetti, Gualtieri ha puntato sulla task force contro i tavolini selvaggi.

Così gruppi di vigili urbani, muniti di metro giallo e blocchetto dei verbali, irrompono nei ristoranti del Centro, mentre turisti e romani cenano, per misurare gli spazi dei dehors, concessi con meno rigore per favorire la ripresa del post pandemia e prevenire contagi negli ambienti chiusi. E da fantasma a intransigente è un attimo. Anzi un centimetro. Perché è su questo che si gioca il destino tra dover pagare una multa da migliaia di euro o cavarsela con il solo disturbo ai commensali. La squadra multa a tutto spiano, per irregolarità nell’occupazione del suolo pubblico che, in molti casi, non sono situazioni di abusivismo da tavolino selvaggio, ma minimi sforamenti rispetto alle autorizzazioni concesse. Irremovibili, come la fede che muove le montagne. Non tutte, visto che le montagne dei rifiuti sui marciapiedi attigui, i controllori fanno finta di non vederle. Roma è sporca nelle vie del centro, dove piccoli cumuli di immondizia si trovano negli angoli delle strade, cartacce e mozziconi di sigarette a terra fanno ormai parte degli scorci e i bustoni della raccolta differenziata dei ristoranti ostacolano il passaggio dei pedoni. Uno scempio che grida vendetta nella mente dei romani, che pagano la Tari più alta d’Italia per rimanere sommersi dalla monnezza.

E lo scenario è lo stesso in tutta la città, toccando punte imbarazzanti soprattutto in periferia, dove abbiamo fotografato delle vere e proprie discariche che dimostrano come l’Ama, l’azienda municipale che si occupa dei rifiuti, in quei luoghi di Roma est non ci passa per giorni. Eppure usa le telecamere per risalire dalle targhe dell’auto agli incivili, ai quei furbetti che sbagliato il colore della busta. Il verbale da 65 euro per Roberta è servito, perché “conferisce un sacco non ispezionabile nel cassonetto Ama”, c’è scritto nella multa. La donna, insomma, è rea di non aver usato la busta trasparente, che permette di visualizzare il contenuto e dunque accertare se ha fatto correttamente la differenziata. Nessuno, però, sanziona il controllore, l’azienda che dovrebbe raccogliere l’ammasso di sacchetti colorati e non lo fa. Questo ha scatenato la rabbia degli abitanti del quartiere. E i residenti di un condominio di villette al parco degli Abeti hanno deciso di non restare più in silenzio. Dopo una decina di giorni di latitanza degli spazzini, con i rifiuti della raccolta porta a porta accatastati davanti al cancello, i condomini hanno creato una chat whatsapp in cui si coordinano per inviare a turno le segnalazioni dei disservizi allo 060606. Una procedura che prevede l’apertura di una pratica e che costringe l’Ama a dover intervenire prima possibile per portare via la spazzatura. “Solo così riusciamo a far rispettare i nostri diritti”, assicura Cecilia. Insomma, per far riapparire il sindaco fantasma basta una telefonata.

E, visti i chiari di luna sul cielo della Capitale, i telefoni potrebbero diventare rossi, perché la Città Eterna non soffre soltanto per il problema mai risolto dei rifiuti. Con il primo anno di Gualtieri, la città si è ingolfata in tutti gli aspetti: burocrazia, decoro, sicurezza, servizi. Non c’è ancora l’ombra degli interventi strutturali in vista del Giubileo del 2025, che dovrebbero essere favoriti dai fondi del Pnrr destinati alla Capitale. L’annuncio più roboante del primo cittadino è stato il via al termovalorizzatore da 600 milioni di euro, contenuto nel suo Piano rifiuti. Peccato che l’Ama non abbia neppure ricevuto l’indicazione su dove dovrà sorgere l’impianto e come dovrà essere realizzato. Bocciatura in snellimento della burocrazia, visto che, per fare una carta d’identità, Roma ci mette settanta giorni. Non ne parliamo della fauna che si aggira nel traffico della città: da topi grandi come gatti a famigliole di cinghiali sempre più aggressivi.

L’ultima denuncia è di pochi giorni fa, quando una donna, che portava fuori il cane in zona Salaria, è stata assalita e ferita da una cinghiolotta. Sul piano della sicurezza l’immagine della Capitale nello scenario internazionale emerge dal decalogo antistupro stilato dall’università John Cabot in vista della notte di Halloween. L’ateneo internazionale, che si trova a Trastevere, consiglia alle studentesse di non uscire da sole, fissa un coprifuoco che prevede di non stare in giro oltre le 2 di notte e avvisa di non perdere d’occhio il drink, per il rischio che qualcuno metta la droga dello stupro nel bicchiere. Ave Roberto, romani te salutant!

Roma sprofonda nella monnezza, ma l’obiettivo del Campidoglio è fare multe a tappeto. A un anno dalla vittoria di Roberto Gualtieri, che il 18 ottobre 2021 batteva al ballottaggio Enrico Michetti, non solo il dem non ha invertito la rotta fallimentare della Giunta Raggi, ma è riuscito nell’impresa di fare ancora peggio, finendo in un baratro che gli è valso l’appellativo di sindaco fantasma. Non deve averlo gradito, il primo cittadino, e ha deciso di mostrare i muscoli, scolpiti dopo anni di strimpellate con la chitarra. Peccato, però, che anziché fissare come priorità se non altro la raccolta dei rifiuti, che in tutta la Capitale targata Pd traboccano dai cassonetti, Gualtieri ha puntato sulla task force contro i tavolini selvaggi.

Così gruppi di vigili urbani, muniti di metro giallo e blocchetto dei verbali, irrompono nei ristoranti del Centro, mentre turisti e romani cenano, per misurare gli spazi dei dehors, concessi con meno rigore per favorire la ripresa del post pandemia e prevenire contagi negli ambienti chiusi. E da fantasma a intransigente è un attimo. Anzi un centimetro. Perché è su questo che si gioca il destino tra dover pagare una multa da migliaia di euro o cavarsela con il solo disturbo ai commensali. La squadra multa a tutto spiano, per irregolarità nell’occupazione del suolo pubblico che, in molti casi, non sono situazioni di abusivismo da tavolino selvaggio, ma minimi sforamenti rispetto alle autorizzazioni concesse. Irremovibili, come la fede che muove le montagne. Non tutte, visto che le montagne dei rifiuti sui marciapiedi attigui, i controllori fanno finta di non vederle. Roma è sporca nelle vie del centro, dove piccoli cumuli di immondizia si trovano negli angoli delle strade, cartacce e mozziconi di sigarette a terra fanno ormai parte degli scorci e i bustoni della raccolta differenziata dei ristoranti ostacolano il passaggio dei pedoni. Uno scempio che grida vendetta nella mente dei romani, che pagano la Tari più alta d’Italia per rimanere sommersi dalla monnezza.

E lo scenario è lo stesso in tutta la città, toccando punte imbarazzanti soprattutto in periferia, dove abbiamo fotografato delle vere e proprie discariche che dimostrano come l’Ama, l’azienda municipale che si occupa dei rifiuti, in quei luoghi di Roma est non ci passa per giorni. Eppure usa le telecamere per risalire dalle targhe dell’auto agli incivili, ai quei furbetti che sbagliato il colore della busta. Il verbale da 65 euro per Roberta è servito, perché “conferisce un sacco non ispezionabile nel cassonetto Ama”, c’è scritto nella multa. La donna, insomma, è rea di non aver usato la busta trasparente, che permette di visualizzare il contenuto e dunque accertare se ha fatto correttamente la differenziata. Nessuno, però, sanziona il controllore, l’azienda che dovrebbe raccogliere l’ammasso di sacchetti colorati e non lo fa. Questo ha scatenato la rabbia degli abitanti del quartiere. E i residenti di un condominio di villette al parco degli Abeti hanno deciso di non restare più in silenzio. Dopo una decina di giorni di latitanza degli spazzini, con i rifiuti della raccolta porta a porta accatastati davanti al cancello, i condomini hanno creato una chat whatsapp in cui si coordinano per inviare a turno le segnalazioni dei disservizi allo 060606. Una procedura che prevede l’apertura di una pratica e che costringe l’Ama a dover intervenire prima possibile per portare via la spazzatura. “Solo così riusciamo a far rispettare i nostri diritti”, assicura Cecilia. Insomma, per far riapparire il sindaco fantasma basta una telefonata.

E, visti i chiari di luna sul cielo della Capitale, i telefoni potrebbero diventare rossi, perché la Città Eterna non soffre soltanto per il problema mai risolto dei rifiuti. Con il primo anno di Gualtieri, la città si è ingolfata in tutti gli aspetti: burocrazia, decoro, sicurezza, servizi. Non c’è ancora l’ombra degli interventi strutturali in vista del Giubileo del 2025, che dovrebbero essere favoriti dai fondi del Pnrr destinati alla Capitale. L’annuncio più roboante del primo cittadino è stato il via al termovalorizzatore da 600 milioni di euro, contenuto nel suo Piano rifiuti. Peccato che l’Ama non abbia neppure ricevuto l’indicazione su dove dovrà sorgere l’impianto e come dovrà essere realizzato. Bocciatura in snellimento della burocrazia, visto che, per fare una carta d’identità, Roma ci mette settanta giorni. Non ne parliamo della fauna che si aggira nel traffico della città: da topi grandi come gatti a famigliole di cinghiali sempre più aggressivi.

L’ultima denuncia è di pochi giorni fa, quando una donna, che portava fuori il cane in zona Salaria, è stata assalita e ferita da una cinghiolotta. Sul piano della sicurezza l’immagine della Capitale nello scenario internazionale emerge dal decalogo antistupro stilato dall’università John Cabot in vista della notte di Halloween. L’ateneo internazionale, che si trova a Trastevere, consiglia alle studentesse di non uscire da sole, fissa un coprifuoco che prevede di non stare in giro oltre le 2 di notte e avvisa di non perdere d’occhio il drink, per il rischio che qualcuno metta la droga dello stupro nel bicchiere. Ave Roberto, romani te salutant!

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