Il solito allarme da Londra stavolta l’Italia non ci casca

Campagna del Ft sulle speculazioni ma stavolta non ci crede nessuno. Meloni alla Reuters rassicura: le finanze pubbliche con noi in buone mani.

Ci risiamo: dalla City londinese partono puntuali le solite ingerenze sulla campagna elettorale italiana, mascherate da allarmi sull’instabilità politica. Un articolo in apertura dell’edizione online del Financial Times non usa gira di parole: “Dagli hedge fund la più grande scommessa contro il debito italiano dal 2008”. Nell’analisi della bibbia britannica della finanza internazionale si punta dritti al sistema finanziario italiano, vista l’instabilità politica inevitabile in questa fase, in attesa dell’esito delle elezioni. I numeri che sostengono la tesi dell’attacco speculativo sono quelli di S&P Global Market Intelligence: i fondi speculativi hanno preso a prestito bond per scommettere su un calo dei loro prezzi per un controvalore di circa 39 miliardi di dollari. Questo solo ad agosto. Si tratta del livello più alto dal 2008. La speculazione si baserebbe sul fatto che l’Italia “è il Paese più esposto guardando alle conseguenze dell’aumento del prezzo del gas, e il clima politico è teso”. Ft ricorda le indicazioni del Fondo monetario internazionale: un embargo russo sul gas porterebbe a una contrazione economica di oltre il 5% in Italia e in altri tre Paesi europei, a meno che altre nazioni non condividano le proprie forniture. “Sembra che l’Italia possa essere il Paese più vulnerabile” al peggioramento delle condizioni economiche, afferma un altro investitore al quotidiano britannico. Una convinzione legata anche alle decisioni della Banca centrale europea. La strada intrapresa da Christine Lagarde, con l’allentamento dei programmi di stimolo e il progressivo rialzo dei tassi di interesse, potrebbe contribuire ad alimentare le tensioni sul debito italiano.

A replicare indirettamente all’allarme lanciato da Londra è la diretta interessata, ossia la possibile prossima presidente del Consiglio, Giorgia Meloni. “Sono molto cauta… Nessuna persona responsabile, prima di avere un quadro completo delle risorse che possono essere investite, può immaginare di rovinare le finanze del Paese”, afferma la leader di FdI in un’intervista esclusiva all’agenzia Reuters. “Abbiamo messo su carta alcune cose che dipendono dai conti dello Stato… La prima cosa che dovremmo fare sarebbe la legge di Bilancio e abbiamo chiaramente intenzione di farla entro i parametri richiesti”, assicura la Meloni. “Proveranno a spaventarci, ma noi non ci lasceremo intimorire. Proveranno a ricattarci, ma noi sceglieremo la libertà. Proveranno a comprarci, ma noi non abbiamo prezzo. Proveranno ad odiarci, ma noi risponderemo col sorriso. Proveranno a fermarci, ma noi vinceremo”, rincara la dose poi su Twitter.
La leader di FdI ha le idee chiare su come difendere gli interessi nazionali senza cadere nella trappola delle accuse di sovranismo o isolazionismo. “Vogliamo un diverso atteggiamento italiano sulla scena internazionale, ad esempio nei confronti della Commissione europea, ma questo non significa che vogliamo distruggere l’Europa, che vogliamo lasciare l’Europa, che vogliamo fare cose pazze. Significa semplicemente – chiarisce – spiegare che la difesa dell’interesse nazionale è importante per noi come lo è per i francesi e per i tedeschi”.

La Meloni poi passa in rassegna cosa va cambiato a Bruxelles, alla luce della crisi globale in atto, scatenata dalla pandemia prima e poi dalla guerra russo-ucraina tutt’ora in corso. Il Patto di stabilità e crescita della Ue, il cui obiettivo è mantenere i disavanzi di bilancio al di sotto del 3% del Pil e il debito pubblico al di sotto del 60% del Pil, non può essere ripristinato com’era prima di essere sospeso nel 2020 a causa della pandemia, precisa la leader di FdI. “Sulla questione energetica, le nazioni che stanno affrontando le maggiori difficoltà a causa dei loro debiti pregressi potrebbero essere aiutate meglio”, fa presente la presidente del Partito dei conservatori e riformisti europei dell’Europarlamento.

Insomma, dopo il video in tre lingue con cui la Meloni ha rassicurato i mercati e i partner internazionali sulla sua fede filo-Ue e atlantista, ora la leader di FdI manda un altro messaggio chiaro e forte a chi vorrebbe agitare lo spauracchio dell’Italia che mostra il fianco alla speculazione perché in preda all’instabilità. Un suo eventuale governo, ribadisce la Meloni, garantirà stabilità ed affidabilità. Mattarella permettendo, sia chiaro.

Campagna del Ft sulle speculazioni ma stavolta non ci crede nessuno. Meloni alla Reuters rassicura: le finanze pubbliche con noi in buone mani.

Ci risiamo: dalla City londinese partono puntuali le solite ingerenze sulla campagna elettorale italiana, mascherate da allarmi sull’instabilità politica. Un articolo in apertura dell’edizione online del Financial Times non usa gira di parole: “Dagli hedge fund la più grande scommessa contro il debito italiano dal 2008”. Nell’analisi della bibbia britannica della finanza internazionale si punta dritti al sistema finanziario italiano, vista l’instabilità politica inevitabile in questa fase, in attesa dell’esito delle elezioni. I numeri che sostengono la tesi dell’attacco speculativo sono quelli di S&P Global Market Intelligence: i fondi speculativi hanno preso a prestito bond per scommettere su un calo dei loro prezzi per un controvalore di circa 39 miliardi di dollari. Questo solo ad agosto. Si tratta del livello più alto dal 2008. La speculazione si baserebbe sul fatto che l’Italia “è il Paese più esposto guardando alle conseguenze dell’aumento del prezzo del gas, e il clima politico è teso”. Ft ricorda le indicazioni del Fondo monetario internazionale: un embargo russo sul gas porterebbe a una contrazione economica di oltre il 5% in Italia e in altri tre Paesi europei, a meno che altre nazioni non condividano le proprie forniture. “Sembra che l’Italia possa essere il Paese più vulnerabile” al peggioramento delle condizioni economiche, afferma un altro investitore al quotidiano britannico. Una convinzione legata anche alle decisioni della Banca centrale europea. La strada intrapresa da Christine Lagarde, con l’allentamento dei programmi di stimolo e il progressivo rialzo dei tassi di interesse, potrebbe contribuire ad alimentare le tensioni sul debito italiano.

A replicare indirettamente all’allarme lanciato da Londra è la diretta interessata, ossia la possibile prossima presidente del Consiglio, Giorgia Meloni. “Sono molto cauta… Nessuna persona responsabile, prima di avere un quadro completo delle risorse che possono essere investite, può immaginare di rovinare le finanze del Paese”, afferma la leader di FdI in un’intervista esclusiva all’agenzia Reuters. “Abbiamo messo su carta alcune cose che dipendono dai conti dello Stato… La prima cosa che dovremmo fare sarebbe la legge di Bilancio e abbiamo chiaramente intenzione di farla entro i parametri richiesti”, assicura la Meloni. “Proveranno a spaventarci, ma noi non ci lasceremo intimorire. Proveranno a ricattarci, ma noi sceglieremo la libertà. Proveranno a comprarci, ma noi non abbiamo prezzo. Proveranno ad odiarci, ma noi risponderemo col sorriso. Proveranno a fermarci, ma noi vinceremo”, rincara la dose poi su Twitter.
La leader di FdI ha le idee chiare su come difendere gli interessi nazionali senza cadere nella trappola delle accuse di sovranismo o isolazionismo. “Vogliamo un diverso atteggiamento italiano sulla scena internazionale, ad esempio nei confronti della Commissione europea, ma questo non significa che vogliamo distruggere l’Europa, che vogliamo lasciare l’Europa, che vogliamo fare cose pazze. Significa semplicemente – chiarisce – spiegare che la difesa dell’interesse nazionale è importante per noi come lo è per i francesi e per i tedeschi”.

La Meloni poi passa in rassegna cosa va cambiato a Bruxelles, alla luce della crisi globale in atto, scatenata dalla pandemia prima e poi dalla guerra russo-ucraina tutt’ora in corso. Il Patto di stabilità e crescita della Ue, il cui obiettivo è mantenere i disavanzi di bilancio al di sotto del 3% del Pil e il debito pubblico al di sotto del 60% del Pil, non può essere ripristinato com’era prima di essere sospeso nel 2020 a causa della pandemia, precisa la leader di FdI. “Sulla questione energetica, le nazioni che stanno affrontando le maggiori difficoltà a causa dei loro debiti pregressi potrebbero essere aiutate meglio”, fa presente la presidente del Partito dei conservatori e riformisti europei dell’Europarlamento.

Insomma, dopo il video in tre lingue con cui la Meloni ha rassicurato i mercati e i partner internazionali sulla sua fede filo-Ue e atlantista, ora la leader di FdI manda un altro messaggio chiaro e forte a chi vorrebbe agitare lo spauracchio dell’Italia che mostra il fianco alla speculazione perché in preda all’instabilità. Un suo eventuale governo, ribadisce la Meloni, garantirà stabilità ed affidabilità. Mattarella permettendo, sia chiaro.

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