Il “Sunshine Act” è legge: ecco cosa prevede

Vigilare sui presunti legami di interesse tra circa 290 mila aziende che operano nel settore sanitario e più di un milione di operatori della salute, oltre i vertici amministrativi dei settori sanitari. È quanto si propone il cosiddetto “Sunshine Act”, approvato la scorsa settimana in via definitiva dalla commissione Affari sociali della Camera. Primo firmatario del testo è Massimo Enrico Baroni, deputato di Alternativa, ex M5s. “L’obiettivo di questa legge – spiega – è quello attuare la trasparenza e prevenire processi distorsivi, attraverso l’obbligo di dichiarazione su un sito internet del governo, consultabile da tutti i cittadini come registro pubblico telematico, in distinte sezioni, che presenteranno tutti i dati risultanti da regalie, remunerazioni, accordi che l’industria sanitaria sarà obbligata a dichiarare, concernenti gli accordi che comportano benefici per chi opera nella sanità”. L’obbligo di dichiarazione di un legame di interesse spetterà all’azienda, mentre l’operatore sanitario non avrà alcun tipo di adempimento. Baroni spiega anche l’aspetto delle sanzioni. “Il sistema delle comunicazioni sarà sottoposto a vigilanza e ad un regime sanzionatorio con multe salate per le multinazionali che in caso di omessa dichiarazione, saranno di venti volte l’importo dell’erogazione alla quale si riferisce l’omissione”, le sue parole. Sanzioni ridotte della metà qualora la violazione sia posta in essere da imprese produttrici con un fatturato annuo inferiore a un milione di euro. “Grazie a questa legge”, aggiunge Baroni, “potremo conoscere le relazioni di vantaggio dei key Opinion Leader della Sanità Italiana prevenendo il degrado dell’azione amministrativa nel settore sanitario, e puntando un faro sui trasferimenti di valore oltre che sugli accordi dell’industria col settore sanitario”.

Le aziende dovranno comunicare al ministero dell’Istruzione erogazioni in denaro, beni, servizi o altre utilità effettuate da un’impresa produttrice in favore di un soggetto che opera nel settore della salute quando abbiano un valore unitario maggiore di 100 euro o quando abbiano un valore annuale maggiore di mille euro. L’articolo 7 della legge prevede che il ministro della Salute trasmetta alle Camere, entro il 31 dicembre di ogni anno, una relazione sul suo stato di attuazione. Presentata il 10 aprile 2018 e assegnata alla XII commissione Affari sociali, la proposta di legge ricalca quanto già previsto dalla legislazione di altri Stati. Il termine “Sunshine Act” (tradotto, luce del sole) riprende, del resto, il nome del provvedimento in vigore negli Stati Uniti.

Vigilare sui presunti legami di interesse tra circa 290 mila aziende che operano nel settore sanitario e più di un milione di operatori della salute, oltre i vertici amministrativi dei settori sanitari. È quanto si propone il cosiddetto “Sunshine Act”, approvato la scorsa settimana in via definitiva dalla commissione Affari sociali della Camera. Primo firmatario del testo è Massimo Enrico Baroni, deputato di Alternativa, ex M5s. “L’obiettivo di questa legge – spiega – è quello attuare la trasparenza e prevenire processi distorsivi, attraverso l’obbligo di dichiarazione su un sito internet del governo, consultabile da tutti i cittadini come registro pubblico telematico, in distinte sezioni, che presenteranno tutti i dati risultanti da regalie, remunerazioni, accordi che l’industria sanitaria sarà obbligata a dichiarare, concernenti gli accordi che comportano benefici per chi opera nella sanità”. L’obbligo di dichiarazione di un legame di interesse spetterà all’azienda, mentre l’operatore sanitario non avrà alcun tipo di adempimento. Baroni spiega anche l’aspetto delle sanzioni. “Il sistema delle comunicazioni sarà sottoposto a vigilanza e ad un regime sanzionatorio con multe salate per le multinazionali che in caso di omessa dichiarazione, saranno di venti volte l’importo dell’erogazione alla quale si riferisce l’omissione”, le sue parole. Sanzioni ridotte della metà qualora la violazione sia posta in essere da imprese produttrici con un fatturato annuo inferiore a un milione di euro. “Grazie a questa legge”, aggiunge Baroni, “potremo conoscere le relazioni di vantaggio dei key Opinion Leader della Sanità Italiana prevenendo il degrado dell’azione amministrativa nel settore sanitario, e puntando un faro sui trasferimenti di valore oltre che sugli accordi dell’industria col settore sanitario”.

Le aziende dovranno comunicare al ministero dell’Istruzione erogazioni in denaro, beni, servizi o altre utilità effettuate da un’impresa produttrice in favore di un soggetto che opera nel settore della salute quando abbiano un valore unitario maggiore di 100 euro o quando abbiano un valore annuale maggiore di mille euro. L’articolo 7 della legge prevede che il ministro della Salute trasmetta alle Camere, entro il 31 dicembre di ogni anno, una relazione sul suo stato di attuazione. Presentata il 10 aprile 2018 e assegnata alla XII commissione Affari sociali, la proposta di legge ricalca quanto già previsto dalla legislazione di altri Stati. Il termine “Sunshine Act” (tradotto, luce del sole) riprende, del resto, il nome del provvedimento in vigore negli Stati Uniti.

Pubblicitàspot_img
Pubblicitàspot_img

Ultimi articoli

Squalo bianco

Il lato sinistro di Giuseppi

Lega Sud

Sorpresa il partito del Nord

Il ministro Fedriga