Il vertice russo-africano a Sochi, un avviso all’ UE UN RISCHIO O UN’OPPORTUNITÀ?

Il 23 e 24 Ottobre 2019 a Sochi, si è svolto il primo vertice tra la Federazione Russa e l’Africa, sull’economia e la sicurezza. Il vertice è stato presieduto dal Presidente Putin e dal Presidente al-Sisi, con 50 capi di stato africani e 3000 rappresentanti nel campo degli affari, del governo e della finanza. Allo stesso tempo, si deve ricordare  che almeno 40 Stati africani, hanno già preso parte e firmato, anche la Belt and Road Initiative, indetta dalla Repubblica Popolare di Cina, che sta cooperando a stretto contatto con la Federazione Russa. Putin durante il vertice ha affermato: “Non parteciperemo ad una nuova ‘ripartizione’ della ricchezza del continente; piuttosto, siamo pronti a impegnarci in una competizione per la cooperazione con l’Africa, a condizione che questa competizione sia civile e si sviluppi in conformità con la legge, perché  abbiamo molto da offrire ai nostri amici africani”. Il livello degli investimenti in Africa, da parte della Russia è passato dai 5 miliardi di dollari del 2009, ai 20 miliardi di dollari del 2019, quadruplicando quindi gli investimenti in una decina di anni. Gli stessi investimenti si sono focalizzati sulla diplomazia energetica, le ferrovie, l’istruzione, l’assistenza militare ed infine la cultura. In questo momento spartiacque a livello internazionale, la Russia, sta costruendo il primo reattore nucleare in Egitto, ad al-Daba e prefigura altre installazioni in Kenya,Nigeria ed Etiopia, inoltre sta anche costruendo un Centro di Eccellenza dell’energia nucleare sempre in Etiopia, e sta aprendo con esso, anche filiali in tutta l’Africa, attraverso l’ausilio dell’Accademia delle scienze russa. Il comparto delle ferrovie russe invece sta costruendo ferrovie trans-frontaliere e intra-frontaliere in Ghana, Burkina Faso, Nigeria, Libia, Egitto e Africa orientale, tra le varie. Molto importante per gli Stati africani è stata la decisione della Federazione Russa, di cancellare 20 miliardi di dollari di debito degli stessi, così facendo con questa abile mossa, il Presidente Putin, ha acquisito ancora più fiducia e credibilità nel continente, incoraggiando ancor di più lo sviluppo africano, mettendo in evidenza l’attenzione della Russia verso l’Africa e  sottolineando al tempo stesso l’importanza degli investimenti della Federazione Russa. I rappresentanti africani avendo apprezzato queste iniziative, si dimostrano molto più avversi nei riguardi delle politiche attuate dalla Banca Mondiale e dal Fondo Monetario Internazionale-FMI, che perdono terreno. In tutti questi anni, queste organizzazioni non sono state decisive per lo sviluppo dei grandi progetti utili per la popolazione, proprio per questo motivo ora, il continente rivolge la sua attenzione verso la Russia e la Cina. Per gli africani non si ha solo la sensazione che questi due Paesi, stiano attuando politiche concrete verso il progresso tecnologico avanzato, perché stanno toccando con mano che i loro investimenti diretti nei settori chiave, sono utili per innalzare il proprio tenore di vita. Fino ad oggi, l’occidente ha garantito  un livello di sviluppo tecnologico meno sostanzioso, come affermano i vari partecipanti al vertice. Ora per la dirigenza africana si prospettano quindi progetti infrastrutturali come dighe idroelettriche, grandi fiumi artificiali insieme all’energia nucleare, fino ad oggi proibita. Anche per quanto riguarda le trivellazioni petrolifere e nell’estrazione del greggio, la popolazione africana non ha ottenuto grandi benefici, alle stesse, erano consentite solo se eseguite da compagnie straniere e questo ha indotto ad una riduzione dei mezzi per la produzione di ricchezza reale e di produttività, anche in termini intellettuali, che insieme alla politica monetaria, hanno visto un aumento del debito ed una diminuzione della sovranità nazionale, come nel caso delle colonie francesi sotto il franco CFA. Secondo la visione dei giovani leader africani, l’indipendenza dei loro Paesi è stata solo nominale, ora però gli stessi puntano all’indipendenza economica, questo è il motivo per cui la crescente presenza di nazioni come Cina e Russia nel continente, sono sempre di più viste come fari di speranza per le nuove generazioni, che attraverso scambi culturali, economici e tecnologici, ed anche militari, riconoscono nell’alleanza euro-asiatica, grosse opportunità di cambiamento. Ad oggi quindi l’UE ha una grande occasione di farsi riconoscere come portatrice di valori, portando benessere alle popolazioni attraverso il proprio know-how, impedendo le migrazioni, stabilizzando gli stati africani senza perdere altro terreno nei confronti di Russia e Cina, che continuando su questa strada, penetreranno nel continente in maniera decisiva negli anni a venire.

Fabio Tiburzi

Il 23 e 24 Ottobre 2019 a Sochi, si è svolto il primo vertice tra la Federazione Russa e l’Africa, sull’economia e la sicurezza. Il vertice è stato presieduto dal Presidente Putin e dal Presidente al-Sisi, con 50 capi di stato africani e 3000 rappresentanti nel campo degli affari, del governo e della finanza. Allo stesso tempo, si deve ricordare  che almeno 40 Stati africani, hanno già preso parte e firmato, anche la Belt and Road Initiative, indetta dalla Repubblica Popolare di Cina, che sta cooperando a stretto contatto con la Federazione Russa. Putin durante il vertice ha affermato: “Non parteciperemo ad una nuova ‘ripartizione’ della ricchezza del continente; piuttosto, siamo pronti a impegnarci in una competizione per la cooperazione con l’Africa, a condizione che questa competizione sia civile e si sviluppi in conformità con la legge, perché  abbiamo molto da offrire ai nostri amici africani”. Il livello degli investimenti in Africa, da parte della Russia è passato dai 5 miliardi di dollari del 2009, ai 20 miliardi di dollari del 2019, quadruplicando quindi gli investimenti in una decina di anni. Gli stessi investimenti si sono focalizzati sulla diplomazia energetica, le ferrovie, l’istruzione, l’assistenza militare ed infine la cultura. In questo momento spartiacque a livello internazionale, la Russia, sta costruendo il primo reattore nucleare in Egitto, ad al-Daba e prefigura altre installazioni in Kenya,Nigeria ed Etiopia, inoltre sta anche costruendo un Centro di Eccellenza dell’energia nucleare sempre in Etiopia, e sta aprendo con esso, anche filiali in tutta l’Africa, attraverso l’ausilio dell’Accademia delle scienze russa. Il comparto delle ferrovie russe invece sta costruendo ferrovie trans-frontaliere e intra-frontaliere in Ghana, Burkina Faso, Nigeria, Libia, Egitto e Africa orientale, tra le varie. Molto importante per gli Stati africani è stata la decisione della Federazione Russa, di cancellare 20 miliardi di dollari di debito degli stessi, così facendo con questa abile mossa, il Presidente Putin, ha acquisito ancora più fiducia e credibilità nel continente, incoraggiando ancor di più lo sviluppo africano, mettendo in evidenza l’attenzione della Russia verso l’Africa e  sottolineando al tempo stesso l’importanza degli investimenti della Federazione Russa. I rappresentanti africani avendo apprezzato queste iniziative, si dimostrano molto più avversi nei riguardi delle politiche attuate dalla Banca Mondiale e dal Fondo Monetario Internazionale-FMI, che perdono terreno. In tutti questi anni, queste organizzazioni non sono state decisive per lo sviluppo dei grandi progetti utili per la popolazione, proprio per questo motivo ora, il continente rivolge la sua attenzione verso la Russia e la Cina. Per gli africani non si ha solo la sensazione che questi due Paesi, stiano attuando politiche concrete verso il progresso tecnologico avanzato, perché stanno toccando con mano che i loro investimenti diretti nei settori chiave, sono utili per innalzare il proprio tenore di vita. Fino ad oggi, l’occidente ha garantito  un livello di sviluppo tecnologico meno sostanzioso, come affermano i vari partecipanti al vertice. Ora per la dirigenza africana si prospettano quindi progetti infrastrutturali come dighe idroelettriche, grandi fiumi artificiali insieme all’energia nucleare, fino ad oggi proibita. Anche per quanto riguarda le trivellazioni petrolifere e nell’estrazione del greggio, la popolazione africana non ha ottenuto grandi benefici, alle stesse, erano consentite solo se eseguite da compagnie straniere e questo ha indotto ad una riduzione dei mezzi per la produzione di ricchezza reale e di produttività, anche in termini intellettuali, che insieme alla politica monetaria, hanno visto un aumento del debito ed una diminuzione della sovranità nazionale, come nel caso delle colonie francesi sotto il franco CFA. Secondo la visione dei giovani leader africani, l’indipendenza dei loro Paesi è stata solo nominale, ora però gli stessi puntano all’indipendenza economica, questo è il motivo per cui la crescente presenza di nazioni come Cina e Russia nel continente, sono sempre di più viste come fari di speranza per le nuove generazioni, che attraverso scambi culturali, economici e tecnologici, ed anche militari, riconoscono nell’alleanza euro-asiatica, grosse opportunità di cambiamento. Ad oggi quindi l’UE ha una grande occasione di farsi riconoscere come portatrice di valori, portando benessere alle popolazioni attraverso il proprio know-how, impedendo le migrazioni, stabilizzando gli stati africani senza perdere altro terreno nei confronti di Russia e Cina, che continuando su questa strada, penetreranno nel continente in maniera decisiva negli anni a venire.

Fabio Tiburzi

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