In Toscana attenzione ai Comuni sorgivi


In tempi di siccità, la Regione Toscana guarda con attenzione ai Comuni che custodiscono sul loro territorio sorgenti idriche. Riconoscere un’indennità a favore dei Comuni sorgivi e agire sul governo per definire una disciplina nazionale La commissione per il sostegno, la valorizzazione e la promozione delle aree interne della Toscana, presieduta da Marco Niccolai (Pd) ha approvato con voto unanime una proposta di risoluzione, d’iniziativa della stessa commissione, in merito “all’istituzione di un fondo di salvaguardia per quanto concerne i comuni sorgivi”.

L’atto d’indirizzo, che passa ora all’esame dell’Aula, impegna la giunta regionale “a valutare, per quanto di propria competenza, ogni intervento utile finalizzato a riconoscere una indennità ai Comuni sorgivi sottoposti a vincoli per la salvaguardia della risorsa idrica tali da prefigurare il mancato o limitato utilizzo del territorio, analogamente a quanto previsto per la cosiddetta indennità di disagio ambientale (IDA) per il settore dei rifiuti per i Comuni sede di impianto”; la Giunta è chiamata anche “ad attivarsi nei confronti del Governo, ponendo la questione preliminarmente anche in conferenza delle Regioni, affinché venga predisposta una uniforme disciplina nazionale volta a prevedere tale indennità a compensazione dei vincoli cui sono sottoposti i Comuni sorgivi, anche intervenendo direttamente nella composizione della tariffa idrica”.

In Toscana “le sorgenti di acqua potabile sono collocate quasi esclusivamente nel territorio di Comuni delle aree interne o montane, i quali sono sottoposti a molteplici vincoli a salvaguardia della risorsa idrica”, si legge nel testo della proposta di risoluzione. Si tratta di vincoli che “per quanto necessari, contribuiscono a limitare l’utilizzo del territorio e, quindi, a influire sullo sviluppo delle comunità locali che già vivono fenomeni di spopolamento, carenza di opportunità e progressiva diminuzione di presidio del territorio”.

 Al momento, “non è prevista alcuna politica tesa a compensare concretamente i cosiddetti Comuni sorgivi, ovvero quelle realtà dove sono presenti le sorgenti di acqua potabile, per i vincoli cui sono sottoposti ai fini della salvaguardia della risorsa idrica”; mentre, si ricorda, “per quanto riguarda il settore dei rifiuti è previsto lo strumento della cosiddetta indennità di disagio ambientale (IDA) dovuta ai comuni sedi di impianti di smaltimento, o ad essi vicini, che risentono delle ricadute ambientali conseguenti all’attività degli impianti stessi”.

“Questa iniziativa nasce dall’esigenza manifestata dagli stessi Comuni in un’audizione – dice il presidente Niccolai, ricordando la discussione sul tema affrontata con Anci Toscana nella precedente seduta della commissione -. I sindaci di questi Comuni chiedono con forza un’indennità compensativa, che sappiamo essere questione molto articolata e complessa, e dunque occorre una riflessione organica, ma il tema non può essere eluso, tanto più a fronte della crisi idrica che stiamo vivendo. Le sorgenti sono strategiche e i territori che le hanno al loro interno devono rispettare una serie di vincoli: non riconoscere tutto questo è, per i Comuni interessati, insostenibile. Si tratta di capire quale può essere lo strumento, partendo dall’analisi che sarà chiamata a fare la Giunta in base alla situazione attuale, così che il Consiglio regionale abbia gli elementi per discuterne al più presto. Di qui la nostra iniziativa”.

“Quando le richieste vengono dal territorio, bisogna dare le risposte. Quella che diamo con questa proposta di risoluzione è abbastanza generica, ma intanto è un inizio. In ipotesi, si potrebbe intervenire anche sulle concessioni”, dichiara la vicepresidente della commissione, Luciana Bartolini (Lega).


In tempi di siccità, la Regione Toscana guarda con attenzione ai Comuni che custodiscono sul loro territorio sorgenti idriche. Riconoscere un’indennità a favore dei Comuni sorgivi e agire sul governo per definire una disciplina nazionale La commissione per il sostegno, la valorizzazione e la promozione delle aree interne della Toscana, presieduta da Marco Niccolai (Pd) ha approvato con voto unanime una proposta di risoluzione, d’iniziativa della stessa commissione, in merito “all’istituzione di un fondo di salvaguardia per quanto concerne i comuni sorgivi”.

L’atto d’indirizzo, che passa ora all’esame dell’Aula, impegna la giunta regionale “a valutare, per quanto di propria competenza, ogni intervento utile finalizzato a riconoscere una indennità ai Comuni sorgivi sottoposti a vincoli per la salvaguardia della risorsa idrica tali da prefigurare il mancato o limitato utilizzo del territorio, analogamente a quanto previsto per la cosiddetta indennità di disagio ambientale (IDA) per il settore dei rifiuti per i Comuni sede di impianto”; la Giunta è chiamata anche “ad attivarsi nei confronti del Governo, ponendo la questione preliminarmente anche in conferenza delle Regioni, affinché venga predisposta una uniforme disciplina nazionale volta a prevedere tale indennità a compensazione dei vincoli cui sono sottoposti i Comuni sorgivi, anche intervenendo direttamente nella composizione della tariffa idrica”.

In Toscana “le sorgenti di acqua potabile sono collocate quasi esclusivamente nel territorio di Comuni delle aree interne o montane, i quali sono sottoposti a molteplici vincoli a salvaguardia della risorsa idrica”, si legge nel testo della proposta di risoluzione. Si tratta di vincoli che “per quanto necessari, contribuiscono a limitare l’utilizzo del territorio e, quindi, a influire sullo sviluppo delle comunità locali che già vivono fenomeni di spopolamento, carenza di opportunità e progressiva diminuzione di presidio del territorio”.

 Al momento, “non è prevista alcuna politica tesa a compensare concretamente i cosiddetti Comuni sorgivi, ovvero quelle realtà dove sono presenti le sorgenti di acqua potabile, per i vincoli cui sono sottoposti ai fini della salvaguardia della risorsa idrica”; mentre, si ricorda, “per quanto riguarda il settore dei rifiuti è previsto lo strumento della cosiddetta indennità di disagio ambientale (IDA) dovuta ai comuni sedi di impianti di smaltimento, o ad essi vicini, che risentono delle ricadute ambientali conseguenti all’attività degli impianti stessi”.

“Questa iniziativa nasce dall’esigenza manifestata dagli stessi Comuni in un’audizione – dice il presidente Niccolai, ricordando la discussione sul tema affrontata con Anci Toscana nella precedente seduta della commissione -. I sindaci di questi Comuni chiedono con forza un’indennità compensativa, che sappiamo essere questione molto articolata e complessa, e dunque occorre una riflessione organica, ma il tema non può essere eluso, tanto più a fronte della crisi idrica che stiamo vivendo. Le sorgenti sono strategiche e i territori che le hanno al loro interno devono rispettare una serie di vincoli: non riconoscere tutto questo è, per i Comuni interessati, insostenibile. Si tratta di capire quale può essere lo strumento, partendo dall’analisi che sarà chiamata a fare la Giunta in base alla situazione attuale, così che il Consiglio regionale abbia gli elementi per discuterne al più presto. Di qui la nostra iniziativa”.

“Quando le richieste vengono dal territorio, bisogna dare le risposte. Quella che diamo con questa proposta di risoluzione è abbastanza generica, ma intanto è un inizio. In ipotesi, si potrebbe intervenire anche sulle concessioni”, dichiara la vicepresidente della commissione, Luciana Bartolini (Lega).

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