In tre libri “inferiorità” delle donne e liberazione sessuale incompiuta

Sono apparsi in libreria alla fine del 2019 tre libri che con diverso spessore, differenti intenti e prospettive,  si occupano della questione femminile, in particolare della nascita della discriminazione di genere e della falsa o incompiuta rivoluzione sessuale che prese l’avvio alla fine degli Anni ’60 del secolo scorso. 

Eva Cantarella, docente universitaria di diritto greco e romano, in oltre 40 anni di attività ha pubblicato ricerche fondamentali sulla storia della donna. Nel recente “Gli inganni di Pandora – L’origine delle discriminazioni di genere nella Grecia antica”, Feltrinelli, pp. 85, euro 12, ricostruisce quando, dove, come e perché la differenza tra i due sessi si sia tramutata nell’idea di inferiorità al femminile. La discriminazione di genere nasce all’incirca 700 anni prima di Cristo ai tempi in cui la cultura era divulgata in forma orale non essendo ancora stata inventata la scrittura. A quei tempi la comparsa terrena della donna veniva così narrata: gli dèi, volendosi vendicare del furto del fuoco subìto da parte di Prometeo, crearono un “corpo estraneo” che scaraventarono sulla Terra con uno scopo preciso: “per la rovina di tutta l’umanità”. Pandora, la Eva dei Greci, fu così la giusta punizione divina per quell’atto temerario che aveva segnato l’inizio della civiltà umana. Esiodo, nella Teogonia, riprendendo successivamente questo mito avvierà quello che potremmo definire il pensiero unico sull’inferiorità della donna. Pensiero che verrà ripreso qualche secolo dopo, intorno al 400 ac, dal nascente pensiero logico (filosofia, scienza, medicina) ed in seguito da quello giuridico. Quest’ultimo regolamenterà in senso favorevole all’uomo i reati di adulterio e di violenza sessuale, l’uccisione della donna per la difesa dell’onore, l’istituto giuridico del divorzio, il regime ereditario.  In rapida carrellata la Cantarella ricostruisce le fondamenta del pensiero scientifico, filosofico e giuridico che stanno alla base della discriminazione di genere e che a distanza di oltre duemila anni influenzano ancora la nostra cultura. Le pietre miliari del pensiero misogeno, fatti salvi alcuni pensatori quali Socrate, Platone, Antistene, Pitagora, sono costituite da illustri nomi dell’antichità greca che la Cantarella passa in rassegna: Esiodo, Eschilo, Semonide, Ippocrate, Empedocle, Aristotele, Euripide, Solone, Draconte e altri ancora dei quali si parla nel libro.  “Gli inganni di Pandora”, denso di documenti, di citazioni e di nessi tra il lontano e il recente passato, senza tralasciare alcune perduranti connessioni con il nostro presente, mette dunque in luce la sopravvivenza nella nostra cultura dell’idea, ricevuta dall’antica Grecia, della “naturale inferiorità” della donna della cui proprietà, con relativo possesso di tipo privatistico, si sentono a tutt’oggi titolari molti uomini, almeno quelli che prima o poi finiscono in cronaca nera come responsabili dei frequenti “femminicidi”  dei quali peraltro, rapidamente, perdiamo il conto e memoria. Ciò detto, anche per la Cantarella il bilancio dell’eredità culturale ricevuta dall’antica Grecia risulta complessivamente positivo. Infatti non si può ignorare l’articolazione, lo spessore, la consistenza di tale cultura unitariamente costituita da discipline ed arti  tuttora  vive ed essenziali alla conoscenza e alla civiltà quali la scienza, la filosofia, la storiografia, la scultura, il teatro per non parlare dell’idea stessa di democrazia. Nella sua “Storia della liberazione sessuale, il corpo delle donne tra eros e pudore”, Marsilio, pp 224, euro 18, Lucetta Scaraffia,  docente di storia contemporanea e giornalista di rango, ripercorre le tappe significative della rivoluzione sessuale dell’ultimo cinquantennio con qualche più o meno veniale omissione e alcuni ripescaggi a ritroso nel tempo. Importanti sono le citazioni e la narrazione della bibliografia e degli autori che hanno reso possibile la cosiddetta “liberazione”, Herbert Marcuse e William Reich su tutti. Sul piano della cultura di massa la Scaraffia analizza o cita anche eventi (Woodstock, 1968), canzoni (Je t’aime…moi non plus, 1968), film (Ultimo Tango a Parigi, 1972) o la letteratura erotica e quella propriamente femminista che hanno reso possibile la tanto auspicata “rivoluzione”. Ponendosi tuttavia qualche quesito che mette in luce l’incompiutezza del risultato da essi prodotto da rinvenirsi anzitutto in una rinnovata, riduttiva identità della donna caratterizzata dal prevalente concetto di essere, tout court, “vittima”. Per non parlare dell’assai poco liberatoria scissione tra erotismo, sesso, amore già rilevata da Bauman. Chiarisce in maniera lapidaria la Scaraffia: “La libertà di cercare il piacere sessuale fine a sé stesso è assurta pertanto a livello di norma culturale, che si è trasformata in fattore economico” al punto tale che essa “coinvolge tutta la società, e soprattutto la pubblicità degli oggetti sul mercato”. L’Autrice approfondisce vari aspetti del consumismo sessuale e di quello che sempre Bauman, passando dalla “liberazione” all’ossessione sessuale, definisce come il collezionismo di sensazioni. Nel descrivere la situazione attuale il quadro complessivo degli argomenti trattati comprende la cosiddetta guerra alla pillola, il carrierismo e il turismo sessuale, il turismo procreativo, la violenza sessuale, la pedofilia, la pornografia (25 milioni di siti porno), il sesso come business: solo in America 50 miliardi di dollari il giro d’affari di cui 18 miliardi nel settore della prostituzione, 15 miliardi nei sex toys, 8 miliardi nei club privati. A fronte di questo contesto, secondo la Scaraffia, che si definisce orgogliosamente “femminista cattolica”, la Chiesa cattolica si esprime in modo errato e incomprensibile. L’Autrice si dice certa che un rinnovamento della Chiesa è necessario e dovrà essere fondato sulla centralità della donna.  “Storia della liberazione sessuale” si pone in tal modo, più che come punto di arrivo, come un punto di partenza per futuri sviluppi e approfondimenti sui quali la stessa Autrice farà bene a tornare.   “Sesso, Amore e Liberazione, complicità oltre ogni tabù per vivere felici la coppia ai tempi dell’amore infedele”, Dario Flaccovio Editore, pp. 189, €. 16,00, di BlueAngy, è un libro-contenitore di tanti insiemi di pensieri personalissimi e intimi, di “valori” persino e di pubbliche riflessioni e ragionamenti della “escort più famosa d’Italia”, come fu definita qualche anno fa l’Autrice, che proprio per la sua attività ha modo di osservare dal di dentro la liberazione sessuale incompiuta e le contraddizioni dell’amore infedele. Il libro, in certo qual senso prosecuzione di “Come fare del bene agli uomini, vita e consigli di una cortigiana perfetta” edito qualche anno fa da Einaudi, è per l’Autrice lo strumento per raccontarsi ancora una volta e parlare in prima persona, con toni leggeri e insieme profondi, dei temi che come donna e persona le stanno più a cuore: la felicità, il  rapporto di coppia e tra i sessi,  l’amore, gli amori, l’erotismo, la sessualità, il piacere, i tradimenti, le crisi coniugali, le separazioni, le loro possibili ricomposizioni, le gelosie, le differenze di genere, la libertà, il rispetto, la lealtà e la sincerità nei rapporti, la condizione della donna, il  “mestiere più antico del mondo” e la sua possibile evoluzione o estinzione in una società “altra”, e tanto altro ancora.  Sul piano del costume anche per  BlueAngy è rimasta tuttora incompiuta la liberazione della donna che nell’ambito del rapporto di coppia in molti considerano ancora proprietà privata del partner maschile. Le donne per BlueAngy hanno tuttora “una potenzialità umana inespressa”. Tale potenzialità tuttavia è per ora  vanificata “dall’impulso di competere con gli uomini sul loro stesso terreno comportamentale”. Ciò risulta estremamente negativo: “Copiare atteggiamenti tipicamente maschili nella speranza di perseguire ciò che ci sta a cuore porta inevitabilmente all’insuccesso”. Purtroppo è un dato di fatto che le donne nei reciproci rapporti personali e lavorativi “sembrano afflitte dal morbo della competizione e della gelosia”. La via della loro liberazione passa, secondo BlueAngy, da questa certezza che probabilmente rimarrà un’utopia: “Se le donne si coalizzassero in un gruppo di potere antagonista”, scrive, “sarebbero una vera potenza”.  Da tali premesse discende il giudizio negativo sulle attuali donne “politiche”: “Le donne della politica mi sono spessissimo apparse come quelle che svendono la loro femminilità a vantaggio di un surrogato di potere simil-maschile”. Stando così le cose, resta purtroppo preclusa per ora la costruzione di “una forma di società più equa e meno guerrafondaia”. Nel corso delle quasi 190 pagine di cui si compone il libro, vengono presentati, opportunamente intervallati tra loro, profili e storie di uomini, donne, amici, amiche, clienti, amanti, conoscenti, escort che tutti insieme, poco più di 60, danno il polso della situazione, delle gioie e delle angosce esistenziali vissute attualmente da molte coppie. Compaiono qua e là alcuni suggerimenti per render più gradevole il proprio aspetto e più gratificante il proprio benessere psico-fisico nonché alcuni “consigli per la felicità” e per la ricomposizione delle crisi di coppia. Alcuni di questi risultano audaci, altri per lo meno discutibili.  “Sesso, Amore e Liberazione” si presta a più livelli di lettura. Lo si può considerare  una personalissima confessione di una escort al top del successo, un suo liberatorio e coraggioso parlare ad alta voce, garbato e disinibito, oppure un documento, la testimonianza di un’esistenza, un’impronta da decifrare messa con amore e con sensibilità a disposizione dei contemporanei e dei posteri, curiosi o studiosi che siano. 

Paolo Gatto

Sono apparsi in libreria alla fine del 2019 tre libri che con diverso spessore, differenti intenti e prospettive,  si occupano della questione femminile, in particolare della nascita della discriminazione di genere e della falsa o incompiuta rivoluzione sessuale che prese l’avvio alla fine degli Anni ’60 del secolo scorso. 

Eva Cantarella, docente universitaria di diritto greco e romano, in oltre 40 anni di attività ha pubblicato ricerche fondamentali sulla storia della donna. Nel recente “Gli inganni di Pandora – L’origine delle discriminazioni di genere nella Grecia antica”, Feltrinelli, pp. 85, euro 12, ricostruisce quando, dove, come e perché la differenza tra i due sessi si sia tramutata nell’idea di inferiorità al femminile. La discriminazione di genere nasce all’incirca 700 anni prima di Cristo ai tempi in cui la cultura era divulgata in forma orale non essendo ancora stata inventata la scrittura. A quei tempi la comparsa terrena della donna veniva così narrata: gli dèi, volendosi vendicare del furto del fuoco subìto da parte di Prometeo, crearono un “corpo estraneo” che scaraventarono sulla Terra con uno scopo preciso: “per la rovina di tutta l’umanità”. Pandora, la Eva dei Greci, fu così la giusta punizione divina per quell’atto temerario che aveva segnato l’inizio della civiltà umana. Esiodo, nella Teogonia, riprendendo successivamente questo mito avvierà quello che potremmo definire il pensiero unico sull’inferiorità della donna. Pensiero che verrà ripreso qualche secolo dopo, intorno al 400 ac, dal nascente pensiero logico (filosofia, scienza, medicina) ed in seguito da quello giuridico. Quest’ultimo regolamenterà in senso favorevole all’uomo i reati di adulterio e di violenza sessuale, l’uccisione della donna per la difesa dell’onore, l’istituto giuridico del divorzio, il regime ereditario.  In rapida carrellata la Cantarella ricostruisce le fondamenta del pensiero scientifico, filosofico e giuridico che stanno alla base della discriminazione di genere e che a distanza di oltre duemila anni influenzano ancora la nostra cultura. Le pietre miliari del pensiero misogeno, fatti salvi alcuni pensatori quali Socrate, Platone, Antistene, Pitagora, sono costituite da illustri nomi dell’antichità greca che la Cantarella passa in rassegna: Esiodo, Eschilo, Semonide, Ippocrate, Empedocle, Aristotele, Euripide, Solone, Draconte e altri ancora dei quali si parla nel libro.  “Gli inganni di Pandora”, denso di documenti, di citazioni e di nessi tra il lontano e il recente passato, senza tralasciare alcune perduranti connessioni con il nostro presente, mette dunque in luce la sopravvivenza nella nostra cultura dell’idea, ricevuta dall’antica Grecia, della “naturale inferiorità” della donna della cui proprietà, con relativo possesso di tipo privatistico, si sentono a tutt’oggi titolari molti uomini, almeno quelli che prima o poi finiscono in cronaca nera come responsabili dei frequenti “femminicidi”  dei quali peraltro, rapidamente, perdiamo il conto e memoria. Ciò detto, anche per la Cantarella il bilancio dell’eredità culturale ricevuta dall’antica Grecia risulta complessivamente positivo. Infatti non si può ignorare l’articolazione, lo spessore, la consistenza di tale cultura unitariamente costituita da discipline ed arti  tuttora  vive ed essenziali alla conoscenza e alla civiltà quali la scienza, la filosofia, la storiografia, la scultura, il teatro per non parlare dell’idea stessa di democrazia. Nella sua “Storia della liberazione sessuale, il corpo delle donne tra eros e pudore”, Marsilio, pp 224, euro 18, Lucetta Scaraffia,  docente di storia contemporanea e giornalista di rango, ripercorre le tappe significative della rivoluzione sessuale dell’ultimo cinquantennio con qualche più o meno veniale omissione e alcuni ripescaggi a ritroso nel tempo. Importanti sono le citazioni e la narrazione della bibliografia e degli autori che hanno reso possibile la cosiddetta “liberazione”, Herbert Marcuse e William Reich su tutti. Sul piano della cultura di massa la Scaraffia analizza o cita anche eventi (Woodstock, 1968), canzoni (Je t’aime…moi non plus, 1968), film (Ultimo Tango a Parigi, 1972) o la letteratura erotica e quella propriamente femminista che hanno reso possibile la tanto auspicata “rivoluzione”. Ponendosi tuttavia qualche quesito che mette in luce l’incompiutezza del risultato da essi prodotto da rinvenirsi anzitutto in una rinnovata, riduttiva identità della donna caratterizzata dal prevalente concetto di essere, tout court, “vittima”. Per non parlare dell’assai poco liberatoria scissione tra erotismo, sesso, amore già rilevata da Bauman. Chiarisce in maniera lapidaria la Scaraffia: “La libertà di cercare il piacere sessuale fine a sé stesso è assurta pertanto a livello di norma culturale, che si è trasformata in fattore economico” al punto tale che essa “coinvolge tutta la società, e soprattutto la pubblicità degli oggetti sul mercato”. L’Autrice approfondisce vari aspetti del consumismo sessuale e di quello che sempre Bauman, passando dalla “liberazione” all’ossessione sessuale, definisce come il collezionismo di sensazioni. Nel descrivere la situazione attuale il quadro complessivo degli argomenti trattati comprende la cosiddetta guerra alla pillola, il carrierismo e il turismo sessuale, il turismo procreativo, la violenza sessuale, la pedofilia, la pornografia (25 milioni di siti porno), il sesso come business: solo in America 50 miliardi di dollari il giro d’affari di cui 18 miliardi nel settore della prostituzione, 15 miliardi nei sex toys, 8 miliardi nei club privati. A fronte di questo contesto, secondo la Scaraffia, che si definisce orgogliosamente “femminista cattolica”, la Chiesa cattolica si esprime in modo errato e incomprensibile. L’Autrice si dice certa che un rinnovamento della Chiesa è necessario e dovrà essere fondato sulla centralità della donna.  “Storia della liberazione sessuale” si pone in tal modo, più che come punto di arrivo, come un punto di partenza per futuri sviluppi e approfondimenti sui quali la stessa Autrice farà bene a tornare.   “Sesso, Amore e Liberazione, complicità oltre ogni tabù per vivere felici la coppia ai tempi dell’amore infedele”, Dario Flaccovio Editore, pp. 189, €. 16,00, di BlueAngy, è un libro-contenitore di tanti insiemi di pensieri personalissimi e intimi, di “valori” persino e di pubbliche riflessioni e ragionamenti della “escort più famosa d’Italia”, come fu definita qualche anno fa l’Autrice, che proprio per la sua attività ha modo di osservare dal di dentro la liberazione sessuale incompiuta e le contraddizioni dell’amore infedele. Il libro, in certo qual senso prosecuzione di “Come fare del bene agli uomini, vita e consigli di una cortigiana perfetta” edito qualche anno fa da Einaudi, è per l’Autrice lo strumento per raccontarsi ancora una volta e parlare in prima persona, con toni leggeri e insieme profondi, dei temi che come donna e persona le stanno più a cuore: la felicità, il  rapporto di coppia e tra i sessi,  l’amore, gli amori, l’erotismo, la sessualità, il piacere, i tradimenti, le crisi coniugali, le separazioni, le loro possibili ricomposizioni, le gelosie, le differenze di genere, la libertà, il rispetto, la lealtà e la sincerità nei rapporti, la condizione della donna, il  “mestiere più antico del mondo” e la sua possibile evoluzione o estinzione in una società “altra”, e tanto altro ancora.  Sul piano del costume anche per  BlueAngy è rimasta tuttora incompiuta la liberazione della donna che nell’ambito del rapporto di coppia in molti considerano ancora proprietà privata del partner maschile. Le donne per BlueAngy hanno tuttora “una potenzialità umana inespressa”. Tale potenzialità tuttavia è per ora  vanificata “dall’impulso di competere con gli uomini sul loro stesso terreno comportamentale”. Ciò risulta estremamente negativo: “Copiare atteggiamenti tipicamente maschili nella speranza di perseguire ciò che ci sta a cuore porta inevitabilmente all’insuccesso”. Purtroppo è un dato di fatto che le donne nei reciproci rapporti personali e lavorativi “sembrano afflitte dal morbo della competizione e della gelosia”. La via della loro liberazione passa, secondo BlueAngy, da questa certezza che probabilmente rimarrà un’utopia: “Se le donne si coalizzassero in un gruppo di potere antagonista”, scrive, “sarebbero una vera potenza”.  Da tali premesse discende il giudizio negativo sulle attuali donne “politiche”: “Le donne della politica mi sono spessissimo apparse come quelle che svendono la loro femminilità a vantaggio di un surrogato di potere simil-maschile”. Stando così le cose, resta purtroppo preclusa per ora la costruzione di “una forma di società più equa e meno guerrafondaia”. Nel corso delle quasi 190 pagine di cui si compone il libro, vengono presentati, opportunamente intervallati tra loro, profili e storie di uomini, donne, amici, amiche, clienti, amanti, conoscenti, escort che tutti insieme, poco più di 60, danno il polso della situazione, delle gioie e delle angosce esistenziali vissute attualmente da molte coppie. Compaiono qua e là alcuni suggerimenti per render più gradevole il proprio aspetto e più gratificante il proprio benessere psico-fisico nonché alcuni “consigli per la felicità” e per la ricomposizione delle crisi di coppia. Alcuni di questi risultano audaci, altri per lo meno discutibili.  “Sesso, Amore e Liberazione” si presta a più livelli di lettura. Lo si può considerare  una personalissima confessione di una escort al top del successo, un suo liberatorio e coraggioso parlare ad alta voce, garbato e disinibito, oppure un documento, la testimonianza di un’esistenza, un’impronta da decifrare messa con amore e con sensibilità a disposizione dei contemporanei e dei posteri, curiosi o studiosi che siano. 

Paolo Gatto

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