Inchiesta gestione Covid

Forse stavolta è la volta buona: si farà una commissione d’inchiesta sulla gestione della pandemia. Non una novità, visto che Matteo Renzi la chiedeva durante il Conte bis, ma ora, dopo l’annuncio di Giorgia Meloni nel suo discorso programmatico alla Camera, e soprattutto visto le aperture da parte delle opposizioni, difficilmente si tornerà indietro. “Occorrerà fare chiarezza su quanto avvenuto durante la gestione della crisi pandemica – ha detto in Aula la premier – . Lo si deve a chi ha perso la vita e a chi non si è risparmiato nelle corsie degli ospedali, mentre altri facevano affari milionari con la compravendita di mascherine e respiratori”. Nel mirino dunque c’è la gestione dell’ex commissario straordinario Domenico Arcuri, che nella prima parte della pandemia di Covid – quando al governo c’erano Pd e Movimento 5 Stelle – si è occupato di reperire le mascherine.
Proprio il Terzo polo continua a chiedere, già dalla scorsa legislatura, quando era solo Iv senza Azione, una commissione di questo tipo. E infatti ora da Iv chiedono la presidenza della commissione. Il punto è che al di là del fatto che non è escluso che la maggioranza darà la presidenza all’opposizione – anche se sarebbe un errore politicamente – è che la commissione dovrà servire a chiarire i lati oscuri della gestione della pandemia ma lasciandosela alle spalle, una volta per tutte. Almeno nella gestione emergenziale: ora il virus è pandemico e i nuovi positivi non si ammalano. Certo è che bisognerà fare luce su come sono stati usati i numeri per giustiicare chiusure, restrizioni, lockdown, discriminazioni – una su tutte, il green pass obbligatorio sul lavoro – e l’obbligo vaccinale. A patto che si volti pagina e si cambi registro.
In tal senso Matteo Bassetti, uno dei virologi più scettici in merito, coglie l’occasione al volo. “È necessario che il nuovo ministro della Salute, Orazio Schillaci, intervenga velocemente sul conteggio dei decessi Covid, non è veritiero. Bisogna necessariamente capire quanti sono morti per polmonite da Covid e quanti con tampone positivo. È inaccettabile continuare a fare questi numeri nei bollettini. Fa male all’Italia”, afferma il direttore Malattie infettive dell’ospedale San Martino di Genova, lanciando un appello sull’elevato numero di morti Covid, ieri 120, registrato nel bollettino quotidiano. Secondo Bassetti, il report Covid giornaliero “non serve a nessuno. È vergognoso continuare a dare questi numeri drogati dal numero di tamponi – fa presente -. Non rappresentano la realtà e sono profondamente penalizzanti per i vaccini”.
Sul fronte delle opposizioni intanto registriamo il sì del Pd. “Sul Covid facciamo questa bicamerale d’inchiesta. Utile aprire la discussione in modo serio per capire cosa è accaduto nel Paese, siamo pronti ad un confronto”. Così il dem Francesco Boccia intervenendo in aula al Senato. Però, chiarisce, “si parli di tutto, anche delle responsabilità delle regioni del Nord”. Proprio Azione e Iv hanno depositato una proposta di legge per istituire tale commissione. Lo stesso ha fatto la Lega e presto potrebbe farlo anche Fratelli d’Italia. Davide Faraone del Terzo polo guarda avanti: “Il centrodestra voti la nostra proposta, così da accelerare i tempi. Mi appello direttamente al presidente Giorgia Meloni, che oggi si è espressa chiaramente sul tema, affinché si possa iniziare finalmente a fare luce sull’opaca gestione della pandemia. Dai respiratori cinesi, alle mascherine farlocche ai militari russi a Bergamo, troppo c’è da chiarire: chi si è arricchito o ha svolto strane manovre durante un momento così drammatico deve essere messo davanti alle proprie responsabilità”, conclude Faraone.
Chissà se andrà proprio a Iv, la presidenza. Per il ministro per i rapporti con il Parlamento Luca Ciriani (FdI) è “una cosa che possiamo prendere in considerazione. Questa commissione sarebbe dovuta nascere la scorsa legislatura, Renzi l’aveva annunciata ma poi non se ne è fatto nulla con la campagna elettorale. Io penso che una commissione di indagine possa nascere, potrebbe anche essere che la guidi un esponente dell’opposizione, ma che la guidi un esponente dell’opposizione o maggioranza, io credo che vada fatta luce la gestione di fondi pubblici in maniera molto molto opaca, se c’è la commissione che indaga su questo per me è la benvenuta”. Staremo a vedere.

Forse stavolta è la volta buona: si farà una commissione d’inchiesta sulla gestione della pandemia. Non una novità, visto che Matteo Renzi la chiedeva durante il Conte bis, ma ora, dopo l’annuncio di Giorgia Meloni nel suo discorso programmatico alla Camera, e soprattutto visto le aperture da parte delle opposizioni, difficilmente si tornerà indietro. “Occorrerà fare chiarezza su quanto avvenuto durante la gestione della crisi pandemica – ha detto in Aula la premier – . Lo si deve a chi ha perso la vita e a chi non si è risparmiato nelle corsie degli ospedali, mentre altri facevano affari milionari con la compravendita di mascherine e respiratori”. Nel mirino dunque c’è la gestione dell’ex commissario straordinario Domenico Arcuri, che nella prima parte della pandemia di Covid – quando al governo c’erano Pd e Movimento 5 Stelle – si è occupato di reperire le mascherine.
Proprio il Terzo polo continua a chiedere, già dalla scorsa legislatura, quando era solo Iv senza Azione, una commissione di questo tipo. E infatti ora da Iv chiedono la presidenza della commissione. Il punto è che al di là del fatto che non è escluso che la maggioranza darà la presidenza all’opposizione – anche se sarebbe un errore politicamente – è che la commissione dovrà servire a chiarire i lati oscuri della gestione della pandemia ma lasciandosela alle spalle, una volta per tutte. Almeno nella gestione emergenziale: ora il virus è pandemico e i nuovi positivi non si ammalano. Certo è che bisognerà fare luce su come sono stati usati i numeri per giustiicare chiusure, restrizioni, lockdown, discriminazioni – una su tutte, il green pass obbligatorio sul lavoro – e l’obbligo vaccinale. A patto che si volti pagina e si cambi registro.
In tal senso Matteo Bassetti, uno dei virologi più scettici in merito, coglie l’occasione al volo. “È necessario che il nuovo ministro della Salute, Orazio Schillaci, intervenga velocemente sul conteggio dei decessi Covid, non è veritiero. Bisogna necessariamente capire quanti sono morti per polmonite da Covid e quanti con tampone positivo. È inaccettabile continuare a fare questi numeri nei bollettini. Fa male all’Italia”, afferma il direttore Malattie infettive dell’ospedale San Martino di Genova, lanciando un appello sull’elevato numero di morti Covid, ieri 120, registrato nel bollettino quotidiano. Secondo Bassetti, il report Covid giornaliero “non serve a nessuno. È vergognoso continuare a dare questi numeri drogati dal numero di tamponi – fa presente -. Non rappresentano la realtà e sono profondamente penalizzanti per i vaccini”.
Sul fronte delle opposizioni intanto registriamo il sì del Pd. “Sul Covid facciamo questa bicamerale d’inchiesta. Utile aprire la discussione in modo serio per capire cosa è accaduto nel Paese, siamo pronti ad un confronto”. Così il dem Francesco Boccia intervenendo in aula al Senato. Però, chiarisce, “si parli di tutto, anche delle responsabilità delle regioni del Nord”. Proprio Azione e Iv hanno depositato una proposta di legge per istituire tale commissione. Lo stesso ha fatto la Lega e presto potrebbe farlo anche Fratelli d’Italia. Davide Faraone del Terzo polo guarda avanti: “Il centrodestra voti la nostra proposta, così da accelerare i tempi. Mi appello direttamente al presidente Giorgia Meloni, che oggi si è espressa chiaramente sul tema, affinché si possa iniziare finalmente a fare luce sull’opaca gestione della pandemia. Dai respiratori cinesi, alle mascherine farlocche ai militari russi a Bergamo, troppo c’è da chiarire: chi si è arricchito o ha svolto strane manovre durante un momento così drammatico deve essere messo davanti alle proprie responsabilità”, conclude Faraone.
Chissà se andrà proprio a Iv, la presidenza. Per il ministro per i rapporti con il Parlamento Luca Ciriani (FdI) è “una cosa che possiamo prendere in considerazione. Questa commissione sarebbe dovuta nascere la scorsa legislatura, Renzi l’aveva annunciata ma poi non se ne è fatto nulla con la campagna elettorale. Io penso che una commissione di indagine possa nascere, potrebbe anche essere che la guidi un esponente dell’opposizione, ma che la guidi un esponente dell’opposizione o maggioranza, io credo che vada fatta luce la gestione di fondi pubblici in maniera molto molto opaca, se c’è la commissione che indaga su questo per me è la benvenuta”. Staremo a vedere.

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