Incubo atomico

Dallo spettro dell’uso di armi nucleari tattiche di piccole dimensioni, alla realtà di un missile balistico a lungo raggio. “Deterrenza strategica”, “escalation nucleare”, “arma dell’Apocalisse”. Da Mosca a Pyongyang, il mondo sembra essere sprofondato nell’incubo atomico.
Il Times scrive che il presidente russo Vladimir Putin starebbe per effettuare un test nucleare al confine con l’Ucraina per dare un segnale all’Occidente. Secondo il giornale si ritiene che la Nato abbia già avvertito i suoi paesi membri.

Il quotidiano ha ricostruito gli spostamenti di un treno collegato al 12esimo direttorato del ministero della Difesa russo “responsabile per le munizioni nucleari, il loro stoccaggio, trasporto e consegna alle unità” in movimento verso i confini con l’Ucraina.

Un’alta fonte di difesa menzionata sempre dal Times ritiene più probabile una dimostrazione della “prontezza” di Putin all’uso di armi nucleari nel Mar Nero. Il giornale britannico fa anche riferimento all’informativa Nato sui movimenti verso l’Artico del sottomarino russo K-329 Belgorod, che potrebbe testare il super siluro nucleare Poseidon, noto come “l’arma dell’Apocalisse”.

“È difficile dire se Putin stia bluffando”, ha dichiarato il direttore della Cia William Burns, in un’intervista alla Cbs. “Dunque, ha continuato il capo della Cia, a questo punto è molto difficile dirlo. Come ho detto, quello che dobbiamo fare è prenderlo molto sul serio, osservare i segnali che indichino una preparazione e anche – e questo è il ruolo dei politici”. “E io non sono più un politico. Ma bisogna comunicare in modo molto diretto le gravi conseguenze che deriverebbero dall’uso di armi nucleari”, ha concluso Burns.

Dalla teoria alla pratica è passata Pyongyang. La Corea del Nord ha lanciato un missile balistico che ha sorvolato il Giappone. A dare notizia del test sono stati i vertici militari sudcoreani: lo Stato maggiore ha fatto sapere che i nordcoreani hanno lanciato un missile balistico a medio raggio, che ha sorvolato la parte orientale dell’arcipelago giapponese, raggiungendo una distanza di 4.500 chilometri e un’altitudine di 970, prima di finire nell’Oceano Pacifico.

Gli Stati Uniti hanno condannato “fermamente la sconsiderata e pericolosa decisione della Corea del Nord di lanciare un missile balistico a lungo raggio sul Giappone”. Nella nota del portavoce del Consiglio di sicurezza nazionale della Casa Bianca, si legge che il consigliere Jack Sullivan ha parlato con i suoi colleghi di Seul e Tokyo, consultandosi “sulle risposte internazionali adeguate e robuste” da dare alla nuova provocazione di Pyongyang”.

Nel frattempo la polveriera ucraina è sul punto di esplodere. Il presidente Volodymyr Zelensky, ha promulgato un decreto in cui si evidenzia “l’impossibilità di negoziare con il presidente russo Vladimir Putin” per porre fine al conflitto armato. Nel suo discorso quotidiano, Zelensky è andato oltre, rivolgendosi “direttamente” ai generali russi: “Finché non risolverete il problema con chi ha iniziato questa guerra insensata contro l’Ucraina, verrete fatti fuori, uno dopo l’altro, diventando capri espiatori, perché non ammettete che questa guerra è stata un errore storico per la Russia”.

Dallo spettro dell’uso di armi nucleari tattiche di piccole dimensioni, alla realtà di un missile balistico a lungo raggio. “Deterrenza strategica”, “escalation nucleare”, “arma dell’Apocalisse”. Da Mosca a Pyongyang, il mondo sembra essere sprofondato nell’incubo atomico.
Il Times scrive che il presidente russo Vladimir Putin starebbe per effettuare un test nucleare al confine con l’Ucraina per dare un segnale all’Occidente. Secondo il giornale si ritiene che la Nato abbia già avvertito i suoi paesi membri.

Il quotidiano ha ricostruito gli spostamenti di un treno collegato al 12esimo direttorato del ministero della Difesa russo “responsabile per le munizioni nucleari, il loro stoccaggio, trasporto e consegna alle unità” in movimento verso i confini con l’Ucraina.

Un’alta fonte di difesa menzionata sempre dal Times ritiene più probabile una dimostrazione della “prontezza” di Putin all’uso di armi nucleari nel Mar Nero. Il giornale britannico fa anche riferimento all’informativa Nato sui movimenti verso l’Artico del sottomarino russo K-329 Belgorod, che potrebbe testare il super siluro nucleare Poseidon, noto come “l’arma dell’Apocalisse”.

“È difficile dire se Putin stia bluffando”, ha dichiarato il direttore della Cia William Burns, in un’intervista alla Cbs. “Dunque, ha continuato il capo della Cia, a questo punto è molto difficile dirlo. Come ho detto, quello che dobbiamo fare è prenderlo molto sul serio, osservare i segnali che indichino una preparazione e anche – e questo è il ruolo dei politici”. “E io non sono più un politico. Ma bisogna comunicare in modo molto diretto le gravi conseguenze che deriverebbero dall’uso di armi nucleari”, ha concluso Burns.

Dalla teoria alla pratica è passata Pyongyang. La Corea del Nord ha lanciato un missile balistico che ha sorvolato il Giappone. A dare notizia del test sono stati i vertici militari sudcoreani: lo Stato maggiore ha fatto sapere che i nordcoreani hanno lanciato un missile balistico a medio raggio, che ha sorvolato la parte orientale dell’arcipelago giapponese, raggiungendo una distanza di 4.500 chilometri e un’altitudine di 970, prima di finire nell’Oceano Pacifico.

Gli Stati Uniti hanno condannato “fermamente la sconsiderata e pericolosa decisione della Corea del Nord di lanciare un missile balistico a lungo raggio sul Giappone”. Nella nota del portavoce del Consiglio di sicurezza nazionale della Casa Bianca, si legge che il consigliere Jack Sullivan ha parlato con i suoi colleghi di Seul e Tokyo, consultandosi “sulle risposte internazionali adeguate e robuste” da dare alla nuova provocazione di Pyongyang”.

Nel frattempo la polveriera ucraina è sul punto di esplodere. Il presidente Volodymyr Zelensky, ha promulgato un decreto in cui si evidenzia “l’impossibilità di negoziare con il presidente russo Vladimir Putin” per porre fine al conflitto armato. Nel suo discorso quotidiano, Zelensky è andato oltre, rivolgendosi “direttamente” ai generali russi: “Finché non risolverete il problema con chi ha iniziato questa guerra insensata contro l’Ucraina, verrete fatti fuori, uno dopo l’altro, diventando capri espiatori, perché non ammettete che questa guerra è stata un errore storico per la Russia”.

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