Incubo gelo per Kiev

John Kirby allontana lo spettro dell’uso delle armi nucleari agitato da Dmitri Medvedev. “Continuiamo a monitorare al meglio, e non vediamo indicazioni che la Russia sta facendo preparativi per l’uso di armi nucleari”, ha affermato il portavoce del Consiglio di Sicurezza Nazionale della Casa Bianca, rispondendo ai giornalisti che gli chiedevano delle rivelazioni del New York Times riguardo alle discussioni tra leader militari russi sul possibile uso di armi atomiche, intercettate dall’intelligence Usa.

“Non credo che Vladimir Putin userà armi nucleari, sarebbe un pazzo a farlo”. Lo ha dichiarato l’ex primo ministro britannico, Boris Johnson, in un’intervista trasmessa dal canale televisivo Sky News, sottolineando che per Mosca sarebbe un “disastro totale” dal punto di vista economico.

Sale la paura nella capitale dell’Ucraina. Le forze di terra di Zelensky stanno costruendo un sistema di difesa “multi-livello” intorno a Kiev per proteggerla da una possibile nuova offensiva delle truppe russe. A renderlo noto è stato il tenente generale Oleksandr Pavlyuk, precisando che prima di tutto si stanno “attrezzando postazioni di tiro e rifugi per il personale. Inoltre stiamo aumentando l’equipaggiamento di fortificazione delle linee di difesa installando strutture antincendio a lungo termine di vario tipo. Stiamo anche installando barriere ingegneristiche esplosive e non esplosive davanti alle posizioni delle nostre truppe”.

Due settimane fa, lo Stato maggiore delle forze armate ucraine ha rivelato che incombe la minaccia di un’offensiva dell’esercito di Putin sul fronte settentrionale, aggiungendo che la direzione dell’attacco del nemico questa volta potrebbe essere spostata a ovest del confine bielorusso-ucraino al fine di “tagliare le principali arterie logistiche della fornitura di armi e attrezzature militari all’Ucraina dai paesi partner”.

Le autorità di Kiev si stanno preparando a dispiegare circa mille “punti di riscaldamento” in tutta la città, da far entrare in funzione in caso di emergenza. Lo ha annunciato il sindaco Vitali Klitschko, spiegando al canale televisivo Kyiv che si stanno considerando “vari scenari di come potrebbero svilupparsi gli eventi. Lo scenario peggiore è quando non ci sarà alcuna fornitura di elettricità, acqua e calore”.

“Per questa evenienza, ha continuato, stiamo predisponendo più di mille punti di riscaldamento nella nostra città. Sono stati acquistati generatori elettrici, sono state realizzate riserve d’acqua e tutto il necessario affinché questi punti di riscaldamento ricevano le persone”. I punti saranno situati in strutture come scuole e asili nido.

La porta per i colloqui di pace con Zelensky continua ad essere aperta. Lo ha detto in conferenza stampa la portavoce del ministero degli Esteri russo Maria Zakharova. “Siamo sempre aperti a qualsiasi tipo di trattativa, a qualsiasi contatto, non chiudiamo mai la porta. I nostri esperti mantengono sempre un dialogo anche nelle situazioni più difficili con tutti coloro che ne esprimono il desiderio e l’intenzione”, ha ribadito la portavoce. “Allo stesso tempo, ha concluso, ci affidiamo ancora una volta alla situazione sul campo, agli obiettivi e agli interessi nazionali”.

John Kirby allontana lo spettro dell’uso delle armi nucleari agitato da Dmitri Medvedev. “Continuiamo a monitorare al meglio, e non vediamo indicazioni che la Russia sta facendo preparativi per l’uso di armi nucleari”, ha affermato il portavoce del Consiglio di Sicurezza Nazionale della Casa Bianca, rispondendo ai giornalisti che gli chiedevano delle rivelazioni del New York Times riguardo alle discussioni tra leader militari russi sul possibile uso di armi atomiche, intercettate dall’intelligence Usa.

“Non credo che Vladimir Putin userà armi nucleari, sarebbe un pazzo a farlo”. Lo ha dichiarato l’ex primo ministro britannico, Boris Johnson, in un’intervista trasmessa dal canale televisivo Sky News, sottolineando che per Mosca sarebbe un “disastro totale” dal punto di vista economico.

Sale la paura nella capitale dell’Ucraina. Le forze di terra di Zelensky stanno costruendo un sistema di difesa “multi-livello” intorno a Kiev per proteggerla da una possibile nuova offensiva delle truppe russe. A renderlo noto è stato il tenente generale Oleksandr Pavlyuk, precisando che prima di tutto si stanno “attrezzando postazioni di tiro e rifugi per il personale. Inoltre stiamo aumentando l’equipaggiamento di fortificazione delle linee di difesa installando strutture antincendio a lungo termine di vario tipo. Stiamo anche installando barriere ingegneristiche esplosive e non esplosive davanti alle posizioni delle nostre truppe”.

Due settimane fa, lo Stato maggiore delle forze armate ucraine ha rivelato che incombe la minaccia di un’offensiva dell’esercito di Putin sul fronte settentrionale, aggiungendo che la direzione dell’attacco del nemico questa volta potrebbe essere spostata a ovest del confine bielorusso-ucraino al fine di “tagliare le principali arterie logistiche della fornitura di armi e attrezzature militari all’Ucraina dai paesi partner”.

Le autorità di Kiev si stanno preparando a dispiegare circa mille “punti di riscaldamento” in tutta la città, da far entrare in funzione in caso di emergenza. Lo ha annunciato il sindaco Vitali Klitschko, spiegando al canale televisivo Kyiv che si stanno considerando “vari scenari di come potrebbero svilupparsi gli eventi. Lo scenario peggiore è quando non ci sarà alcuna fornitura di elettricità, acqua e calore”.

“Per questa evenienza, ha continuato, stiamo predisponendo più di mille punti di riscaldamento nella nostra città. Sono stati acquistati generatori elettrici, sono state realizzate riserve d’acqua e tutto il necessario affinché questi punti di riscaldamento ricevano le persone”. I punti saranno situati in strutture come scuole e asili nido.

La porta per i colloqui di pace con Zelensky continua ad essere aperta. Lo ha detto in conferenza stampa la portavoce del ministero degli Esteri russo Maria Zakharova. “Siamo sempre aperti a qualsiasi tipo di trattativa, a qualsiasi contatto, non chiudiamo mai la porta. I nostri esperti mantengono sempre un dialogo anche nelle situazioni più difficili con tutti coloro che ne esprimono il desiderio e l’intenzione”, ha ribadito la portavoce. “Allo stesso tempo, ha concluso, ci affidiamo ancora una volta alla situazione sul campo, agli obiettivi e agli interessi nazionali”.

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