Indipendenza energetica, Bruxelles pronta a stanziare 195 miliardi di euro

L’UE stanzierà quasi 200 miliardi di euro nei prossimi cinque anni per garantire l’indipendenza energetica dalla Russia, scegliendo di mettere in campo piani che fissano obiettivi aggressivi in settori come le energie rinnovabili e la riduzione dei consumi.

Una bozza di proposte della Commissione europea, circolata nelle ultime ore, mostra i programmi di Bruxelles, per i quali saranno necessari ulteriori investimenti di 195 miliardi di euro fino al 2027, oltre ai piani per aumentare la riduzione delle emissioni di carbonio. L’Ue dovrà anche ridurre il consumo di energia più di quanto si pensasse in precedenza per raggiungere gli ambiziosi obiettivi di zero emissioni nette di carbonio entro il 2050.

Le proposte saranno pubblicate la prossima settimana, quando prevedibilmente i leader europei decideranno di mettere in campo l’ultimo, tormentato pacchetto di sanzioni, compreso un embargo graduale sul petrolio russo già entro l’anno, bloccato dall’opposizione dell’Ungheria. Contemporaneamente, però, Bruxelles dovrà varare una strategia per l’indipendenza energetica. La Commissione si è già detta convinta di poter ridurre di due terzi le importazioni di gas russe quest’anno e ha esortato gli Stati membri a rifornire i loro impianti di stoccaggio del gas prima del prossimo inverno.

Le proposte, secondo la bozza circolata, riguardano “la riduzione drastica della dipendenza dai combustibili fossili russi facendo avanzare rapidamente la transizione pulita e unendo le forze per ottenere un sistema energetico più resiliente e una vera Unione dell’energia”. Per raggiungere gli obiettivi si richiede una riduzione del 13% del consumo di energia entro il 2030, rispetto a un taglio del 9% della precedente proposta.

Bruxelles sta anche cercando di accelerare la diffusione delle energie rinnovabili, puntando ad una copertura del 45% di tutta la domanda +5% rispetto al precedente. Ciò richiede più del raddoppio della capacità attuale di 511 gigawatt per raggiungere il limite dei 1.236.

Il documento definisce inoltre una strategia per accelerare l’installazione della capacità solare fotovoltaica entro il 2028 a più del doppio del livello odierno. Dovrà essere “drasticamente accelerata” la costruzione di parchi eolici, spesso ostacolata da veti locali.

La Commissione punta poi ad un aumento del ricorso all’idrogeno, con 20 milioni di tonnellate generate da fonti rinnovabili entro il 2030, di cui metà importata. La bozza di strategia energetica internazionale propone tre “corridoi di importazione dell’idrogeno” attraverso il Mediterraneo, il Mare del Nord e l’Ucraina.  Per completare il mix energetico, ci si baserà anche su un maggiore utilizzo di biometano con un extra costo di 36 miliardi di euro.

Le misure per aumentare l’efficienza energetica, esplorare la sostituzione del carburante, aumentare l’elettrificazione e utilizzare più idrogeno e biometano rinnovabili potrebbero far risparmiare, secondo le stime Ue, fino a 35 miliardi di metri cubi di gas naturale entro il 2030.

Dovranno anche essere migliorate le infrastrutture per i terminali di importazione di GNL e gli oleodotti. La rete elettrica europea potrebbe anche richiedere ulteriori 29 miliardi di euro di investimenti.

L’UE stanzierà quasi 200 miliardi di euro nei prossimi cinque anni per garantire l’indipendenza energetica dalla Russia, scegliendo di mettere in campo piani che fissano obiettivi aggressivi in settori come le energie rinnovabili e la riduzione dei consumi.

Una bozza di proposte della Commissione europea, circolata nelle ultime ore, mostra i programmi di Bruxelles, per i quali saranno necessari ulteriori investimenti di 195 miliardi di euro fino al 2027, oltre ai piani per aumentare la riduzione delle emissioni di carbonio. L’Ue dovrà anche ridurre il consumo di energia più di quanto si pensasse in precedenza per raggiungere gli ambiziosi obiettivi di zero emissioni nette di carbonio entro il 2050.

Le proposte saranno pubblicate la prossima settimana, quando prevedibilmente i leader europei decideranno di mettere in campo l’ultimo, tormentato pacchetto di sanzioni, compreso un embargo graduale sul petrolio russo già entro l’anno, bloccato dall’opposizione dell’Ungheria. Contemporaneamente, però, Bruxelles dovrà varare una strategia per l’indipendenza energetica. La Commissione si è già detta convinta di poter ridurre di due terzi le importazioni di gas russe quest’anno e ha esortato gli Stati membri a rifornire i loro impianti di stoccaggio del gas prima del prossimo inverno.

Le proposte, secondo la bozza circolata, riguardano “la riduzione drastica della dipendenza dai combustibili fossili russi facendo avanzare rapidamente la transizione pulita e unendo le forze per ottenere un sistema energetico più resiliente e una vera Unione dell’energia”. Per raggiungere gli obiettivi si richiede una riduzione del 13% del consumo di energia entro il 2030, rispetto a un taglio del 9% della precedente proposta.

Bruxelles sta anche cercando di accelerare la diffusione delle energie rinnovabili, puntando ad una copertura del 45% di tutta la domanda +5% rispetto al precedente. Ciò richiede più del raddoppio della capacità attuale di 511 gigawatt per raggiungere il limite dei 1.236.

Il documento definisce inoltre una strategia per accelerare l’installazione della capacità solare fotovoltaica entro il 2028 a più del doppio del livello odierno. Dovrà essere “drasticamente accelerata” la costruzione di parchi eolici, spesso ostacolata da veti locali.

La Commissione punta poi ad un aumento del ricorso all’idrogeno, con 20 milioni di tonnellate generate da fonti rinnovabili entro il 2030, di cui metà importata. La bozza di strategia energetica internazionale propone tre “corridoi di importazione dell’idrogeno” attraverso il Mediterraneo, il Mare del Nord e l’Ucraina.  Per completare il mix energetico, ci si baserà anche su un maggiore utilizzo di biometano con un extra costo di 36 miliardi di euro.

Le misure per aumentare l’efficienza energetica, esplorare la sostituzione del carburante, aumentare l’elettrificazione e utilizzare più idrogeno e biometano rinnovabili potrebbero far risparmiare, secondo le stime Ue, fino a 35 miliardi di metri cubi di gas naturale entro il 2030.

Dovranno anche essere migliorate le infrastrutture per i terminali di importazione di GNL e gli oleodotti. La rete elettrica europea potrebbe anche richiedere ulteriori 29 miliardi di euro di investimenti.

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