Inquinamento da plastica: Ue in prima linea alle Nazioni Unite per l’avvio dei negoziati

La diplomazia dell’Unione Europea ha svolto un ruolo fondamentale nel garantire il sostegno della comunità mondiale riunitasi a Nairobi ad un accordo che mira a ridurre e successivamente porre fine all’inquinamento da plastica in tutti gli ambienti. L’Assemblea delle Nazioni Unite per l’ambiente ha infatti convenuto di avviare negoziati su un accordo mondiale giuridicamente vincolante per contrastare l’inquinamento da plastica.

“È incoraggiante vedere la comunità mondiale – ha detto Frans Timmermans, vicepresidente esecutivo responsabile per il Green Deal europeo – riunita in questo momento di crisi. Sin dalla presentazione della strategia sulla plastica nel 2018, l’Unione europea ha svolto un ruolo trainante nella lotta contro l’inquinamento da plastica. Siamo determinati a continuare a insistere per un’azione globale ambiziosa, dal momento che tutti noi dobbiamo partecipare alla lotta contro la crisi climatica e della biodiversità”.

L’accordo è stato accolto con grande favore anche dal commissario per l’Ambiente, gli oceani e la pesca Virginijus Sinkevičius: “Attualmente circa 11 milioni di tonnellate di plastica entrano ogni anno negli oceani e, in assenza di una risposta internazionale efficace, questa cifra triplicherà nei prossimi 20 anni. Sono quindi lieto – ha dichiarato nel suo intervento a Nairobi – che, con il contributo dell’UE, la comunità mondiale abbia fatto un passo avanti oggi nella lotta contro l’inquinamento da plastica. Ci impegneremo attivamente nel dibattito per raggiungere un accordo giuridicamente vincolante che tenga conto di tutte le fasi del ciclo di vita della plastica, dalla progettazione dei prodotti ai rifiuti”.

L’accordo futuro punterà a colmare le lacune che le iniziative e gli accordi esistenti non affrontano, in particolare nelle fasi di progettazione e produzione del ciclo di vita della plastica. Dovrebbe riunire tutti i portatori di interessi per conseguire l’obiettivo generale di porre fine alla dispersione di plastica nell’ambiente. Nel corso degli anni l’UE ha compiuto sforzi significativi in attività di sensibilizzazione, collaborando con i suoi partner e costruendo consenso intorno a un accordo mondiale giuridicamente vincolante sulla plastica, e ha svolto un ruolo fondamentale nel creare la coalizione di paesi che hanno guidato gli sforzi sfociati nella decisione presa oggi a Nairobi.

Come indicato nel Green Deal europeo e nel piano d’azione per l’economia circolare, l’UE ha sottolineato la necessità di un approccio alla plastica circolare e basato sul ciclo di vita quale fondamento di un nuovo accordo mondiale giuridicamente vincolante. La soluzione risiede nella prevenzione, nella corretta progettazione e produzione della plastica e nel suo uso efficiente sotto il profilo delle risorse, e queste devono essere seguite da una corretta gestione quando questo materiale diventa un rifiuto. A Nairobi, il commissario Sinkevičius ha indicato questo approccio come una priorità mondiale.

L’UE e i suoi Stati membri ritengono che uno strumento mondiale debba promuovere l’azione a livello nazionale, regionale e mondiale e, in particolare, consentire ai paesi di adottare le proprie politiche di attuazione in funzione delle circostanze nazionali specifiche, applicando nel contempo un approccio circolare alla plastica.

Il futuro accordo potrebbe individuare ulteriori necessità in termini di norme e obiettivi misurabili e rafforzare il monitoraggio dell’inquinamento da plastica, compreso l’inquinamento marino da plastica, e la valutazione del loro impatto in tutti i comparti ambientali – il che consentirebbe di adeguare le misure, sia a livello nazionale che regionale.

La prossima tappa sarà lo svolgimento della prima sessione del comitato intergovernativo di negoziazione nella seconda metà del 2022

 

La diplomazia dell’Unione Europea ha svolto un ruolo fondamentale nel garantire il sostegno della comunità mondiale riunitasi a Nairobi ad un accordo che mira a ridurre e successivamente porre fine all’inquinamento da plastica in tutti gli ambienti. L’Assemblea delle Nazioni Unite per l’ambiente ha infatti convenuto di avviare negoziati su un accordo mondiale giuridicamente vincolante per contrastare l’inquinamento da plastica.

“È incoraggiante vedere la comunità mondiale – ha detto Frans Timmermans, vicepresidente esecutivo responsabile per il Green Deal europeo – riunita in questo momento di crisi. Sin dalla presentazione della strategia sulla plastica nel 2018, l’Unione europea ha svolto un ruolo trainante nella lotta contro l’inquinamento da plastica. Siamo determinati a continuare a insistere per un’azione globale ambiziosa, dal momento che tutti noi dobbiamo partecipare alla lotta contro la crisi climatica e della biodiversità”.

L’accordo è stato accolto con grande favore anche dal commissario per l’Ambiente, gli oceani e la pesca Virginijus Sinkevičius: “Attualmente circa 11 milioni di tonnellate di plastica entrano ogni anno negli oceani e, in assenza di una risposta internazionale efficace, questa cifra triplicherà nei prossimi 20 anni. Sono quindi lieto – ha dichiarato nel suo intervento a Nairobi – che, con il contributo dell’UE, la comunità mondiale abbia fatto un passo avanti oggi nella lotta contro l’inquinamento da plastica. Ci impegneremo attivamente nel dibattito per raggiungere un accordo giuridicamente vincolante che tenga conto di tutte le fasi del ciclo di vita della plastica, dalla progettazione dei prodotti ai rifiuti”.

L’accordo futuro punterà a colmare le lacune che le iniziative e gli accordi esistenti non affrontano, in particolare nelle fasi di progettazione e produzione del ciclo di vita della plastica. Dovrebbe riunire tutti i portatori di interessi per conseguire l’obiettivo generale di porre fine alla dispersione di plastica nell’ambiente. Nel corso degli anni l’UE ha compiuto sforzi significativi in attività di sensibilizzazione, collaborando con i suoi partner e costruendo consenso intorno a un accordo mondiale giuridicamente vincolante sulla plastica, e ha svolto un ruolo fondamentale nel creare la coalizione di paesi che hanno guidato gli sforzi sfociati nella decisione presa oggi a Nairobi.

Come indicato nel Green Deal europeo e nel piano d’azione per l’economia circolare, l’UE ha sottolineato la necessità di un approccio alla plastica circolare e basato sul ciclo di vita quale fondamento di un nuovo accordo mondiale giuridicamente vincolante. La soluzione risiede nella prevenzione, nella corretta progettazione e produzione della plastica e nel suo uso efficiente sotto il profilo delle risorse, e queste devono essere seguite da una corretta gestione quando questo materiale diventa un rifiuto. A Nairobi, il commissario Sinkevičius ha indicato questo approccio come una priorità mondiale.

L’UE e i suoi Stati membri ritengono che uno strumento mondiale debba promuovere l’azione a livello nazionale, regionale e mondiale e, in particolare, consentire ai paesi di adottare le proprie politiche di attuazione in funzione delle circostanze nazionali specifiche, applicando nel contempo un approccio circolare alla plastica.

Il futuro accordo potrebbe individuare ulteriori necessità in termini di norme e obiettivi misurabili e rafforzare il monitoraggio dell’inquinamento da plastica, compreso l’inquinamento marino da plastica, e la valutazione del loro impatto in tutti i comparti ambientali – il che consentirebbe di adeguare le misure, sia a livello nazionale che regionale.

La prossima tappa sarà lo svolgimento della prima sessione del comitato intergovernativo di negoziazione nella seconda metà del 2022

 

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