Attualità

Integrazione violenta a Bari, città d’accoglienza e coltellate

di Giuseppe Tiani -


Agosto 1991, la nave Vlora attracca a Bari con ventimila albanesi a bordo, erano affamati e disperati, lo stadio della Vittoria fu trasformato in campo profughi, la città impaurita dall’esodo biblico, oggi gli albanesi sono vicini di casa, imprenditori, professionisti, accolti dalla popolazione pugliese, si sono integrati con il duro lavoro.

Agosto 2025, stessa città altra storia, non ci sono masse disperate in cerca di futuro, ma bande di extracomunitari che trasformano le piazze in arena per combattimenti cruenti, armati del coltello non cercano lavoro o casa. Per alcuni l’accoglienza funziona così, si fanno sbarcare tra fanfare e telecamere, poi li sistemano in ex caserme con l’intonaco che cade più veloce dei decreti attuativi. La doppiezza dei buonisti li chiama “risorsa” ma poi trattati come raccolta differenziata tra centro e periferia. Politici di destra gridano “aiutiamoli a casa loro”, quelli di sinistra “accogliamoli tutti”.

Quando scoppiano le tensioni, si invoca un bel tavolo tecnico, l’accoglienza è l’arte del paradosso col cartello “torno subito” appeso sulla porta. A Bari l’integrazione è stata violentata da chi non vuole integrarsi, la cronaca non smette di stupirci, risse, accoltellamenti, aggressioni nel cuore della città, per le bande di extracomunitari la violenza è pane quotidiano. Il paradosso è feroce, Bari inchiodata tra due immagini, quella della nave Vlora da esibire ai turisti, e le violente risse da strada, ma degrado sociale e violenza che non possono essere tollerate.

A Bari la sera si esce col rosario in tasca e l’ambulanza in sottofondo, ogni settimana una rissa o un’aggressione. In Puglia alle tante sagre e alla notte della Taranta, per i più esigenti in ossequio al multiculturalismo si è aggiunta la “Sagra della Coltellata” da Barium, per migliorare la coesione sociale l’organizzazione è gestita da stranieri, equivalenti poveri dei maranza delle città del nord, che hanno trovato in puglia il ring per i loro duelli urbani e non solo.

Si accolgono i migranti per principio, invitati ad un banchetto con la tavola vuota, le sedie sfondate e l’oste che è scappato. E a Bari si vive in equilibrio, metà cartolina turistica, metà arena da combattimento. Con l’antica saggezza di quel che resta della nobile cultura contadina pugliese, se non ci pensa lo Stato, ci penserà San Nicola. Sempre che non gli abbiano rubato le reliquie.


Torna alle notizie in home