Intervento di Gentiloni dopo il commento di Conte sull’utilizzo del prestito europeo a tasso zero. “Il Mes? Darebbe un chiaro vantaggio”

Quello sull’uso o meno della nuova linea di credito antipandemica del Mes “è veramente un duello italo-italiano, dal quale cerco di stare lontano”, ha affermato il commissario europeo all’Economia, Paolo Gentiloni, interpellato sulle affermazioni di domenica sera del presidente del Consiglio Giuseppe Conte. Gentiloni ha rivendicato di aver “fatto la sua parte” sul Mes, rimuovendo le pensanti condizionalità che gravavano sugli interventi passati e ribadito che adesso la scelta se usarlo o meno spetta ai governi. E resta il fatto che per un Paese ad altro debito come l’Italia assicurerebbe il vantaggio di risparmiare “alcune centinaia di milioni l’anno”, ha aggiunto.  Sul Mes “io penso di aver fatto la mia parte – ha detto Gentiloni, intervistato al Festival della diplomazia – che consisteva nel lavorare come Commissione per rimuovere, da queste linee di credito, le condizionalità macroeconomiche che le precedenti iniziative del Mes contenevano”.  Nel decennio passato sull’uso del Mes “ci stavano memorandum molto stringenti”, ha ricordato. “Oggi l’unica condizione è che le linee di credito vengano spese per la sanità. Poi la scelta se attivare o meno queste linee” spetta ai governi. Posto che “è chiaro che c’è un vantaggio per i Paesi che hanno il debito più alto”, un vantaggio di “alcune centinaia di milioni di euro all’anno, è anche chiaro – ha proseguito l’eurocommissario – che questo vantaggio si è un po’ ridotto negli ultimi tempi perché i tassi italiani si sono a loro volta ridotti”.  E “questo ridursi dei tassi, nonostante l’impennata del debito pubblico”, è merito innanzitutto del piano di acquisti di titoli della Bce ma anche di questa rinnovata iniziativa economica comune europea che ha certamente contribuiti a rassicurare i mercati”.  Ad ogni modo “la linea di prestito è disponibile, lo è fino alla fine all’anno prossimo. Spetta ai governi decidere, nei loro calcoli, se sia vantaggioso o meno. Il vantaggio è certamente per Paesi con tassi di interesse tutt’ora più alti di quelli che può offrire un prestito europeo, dell’ordine di alcune centinaia di milioni all’anno. Certo, adesso tutti parlano i grandissime cifre quindi sembra che alcune centinaia di milioni l’anno siano poca roba ma restano alcune centinaia di milioni l’anno”.

A.S.

Quello sull’uso o meno della nuova linea di credito antipandemica del Mes “è veramente un duello italo-italiano, dal quale cerco di stare lontano”, ha affermato il commissario europeo all’Economia, Paolo Gentiloni, interpellato sulle affermazioni di domenica sera del presidente del Consiglio Giuseppe Conte. Gentiloni ha rivendicato di aver “fatto la sua parte” sul Mes, rimuovendo le pensanti condizionalità che gravavano sugli interventi passati e ribadito che adesso la scelta se usarlo o meno spetta ai governi. E resta il fatto che per un Paese ad altro debito come l’Italia assicurerebbe il vantaggio di risparmiare “alcune centinaia di milioni l’anno”, ha aggiunto.  Sul Mes “io penso di aver fatto la mia parte – ha detto Gentiloni, intervistato al Festival della diplomazia – che consisteva nel lavorare come Commissione per rimuovere, da queste linee di credito, le condizionalità macroeconomiche che le precedenti iniziative del Mes contenevano”.  Nel decennio passato sull’uso del Mes “ci stavano memorandum molto stringenti”, ha ricordato. “Oggi l’unica condizione è che le linee di credito vengano spese per la sanità. Poi la scelta se attivare o meno queste linee” spetta ai governi. Posto che “è chiaro che c’è un vantaggio per i Paesi che hanno il debito più alto”, un vantaggio di “alcune centinaia di milioni di euro all’anno, è anche chiaro – ha proseguito l’eurocommissario – che questo vantaggio si è un po’ ridotto negli ultimi tempi perché i tassi italiani si sono a loro volta ridotti”.  E “questo ridursi dei tassi, nonostante l’impennata del debito pubblico”, è merito innanzitutto del piano di acquisti di titoli della Bce ma anche di questa rinnovata iniziativa economica comune europea che ha certamente contribuiti a rassicurare i mercati”.  Ad ogni modo “la linea di prestito è disponibile, lo è fino alla fine all’anno prossimo. Spetta ai governi decidere, nei loro calcoli, se sia vantaggioso o meno. Il vantaggio è certamente per Paesi con tassi di interesse tutt’ora più alti di quelli che può offrire un prestito europeo, dell’ordine di alcune centinaia di milioni all’anno. Certo, adesso tutti parlano i grandissime cifre quindi sembra che alcune centinaia di milioni l’anno siano poca roba ma restano alcune centinaia di milioni l’anno”.

A.S.

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