Attacco a un deposito di munizioni in Iran, petroliera colpita a Dubai, esplosioni a Gerusalemme. L’escalation del conflitto
Escalation della guerra tra Stati Uniti e Iran, mentre cresce la tensione anche nel Golfo Persico e i mercati reagiscono con un’impennata dei prezzi del petrolio.
Escalation della guerra tra Stati Uniti e Iran, mentre cresce la tensione anche nel Golfo Persico e i mercati reagiscono con un’impennata dei prezzi del petrolio. Le forze armate degli Stati Uniti hanno colpito un grande deposito di munizioni nella città iraniana di Isfahan utilizzando bombe bunker-buster da 2.000 libbre. L’attacco è stato documentato anche da un video pubblicato dal presidente Donald Trump sulla piattaforma Truth Social, in cui si vedono una serie di esplosioni illuminare il cielo notturno. Secondo fonti statunitensi, le immagini mostrerebbero proprio il momento del bombardamento, anche se non sono stati diffusi ulteriori dettagli ufficiali sull’operazione.
La petroliera colpita a Dubai
Parallelamente, una petroliera kuwaitiana, la Al Salmi, è stata attaccata da un drone attribuito alle forze iraniane mentre era all’ancora nel porto di Dubai. A bordo dell’imbarcazione si trovavano 24 membri dell’equipaggio, tutti messi in sicurezza senza feriti. Secondo la Kuwait Petroleum Corporation, la nave era completamente carica al momento dell’attacco. La società di monitoraggio TankerTrackers ha riferito che la petroliera trasportava circa 2 milioni di barili di greggio, di cui 1,2 milioni provenienti dall’Arabia Saudita e 800.000 dal Kuwait. L’incendio sviluppatosi a bordo è stato domato dalle squadre antincendio marittime, ma lo scafo della nave ha riportato danni significativi. Le autorità temono possibili conseguenze ambientali, tra cui una fuoriuscita di petrolio nelle acque circostanti. Nel frattempo, l’esercito del Kuwait ha dichiarato di essere impegnato nel contrastare attacchi ostili condotti con missili e droni, segnale di un’escalation che potrebbe coinvolgere l’intera regione.
Le conseguenze sul prezzo del petrolio
L’episodio ha avuto un impatto immediato sui mercati energetici. Il prezzo del petrolio Brent è salito del 2,4% nelle prime contrattazioni asiatiche, raggiungendo i 115,49 dollari al barile. Ancora più marcato l’aumento del West Texas Intermediate (WTI), benchmark statunitense, che ha registrato un balzo fino al 3,9%, toccando quota 106,86 dollari. L’aumento dei prezzi riflette i timori degli investitori per possibili interruzioni nelle forniture energetiche globali, in un’area strategica per il trasporto di petrolio.
L’escalation della guerra e l’attacco dell’Iran su Gerusalemme
Un attacco missilistico iraniano su Gerusalemme ha fatto risuonare le sirene. Sono numerose le esplosioni udite nella città. Le forze di difesa israeliane hanno fatto sapere di avere rilevato lanci di missili dall’Iran e che i sistemi di difesa aerea erano in azione per intercettarli. La contraerea ha intercettato l’attacco e frammenti di missili sono caduti in aree aperte senza causare né danni né vittime. L’Idf ha recentemente completato un’altra ondata di attacchi contro le infrastrutture iraniane nel cuore di Teheran.
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