Istat, cala la fiducia di imprese e consumatori

Un inizio d’anno in calo per l’indice di fiducia dei consumatori e delle imprese italiane. Lo rileva l’Istat, che per quanto concerne i consumi stima un decremento di quasi tre punti (da 117,7 a 114,2) mentre per il settore della produzione l’indice composito del clima di fiducia delle imprese viene considerato in diminuzione da 112,7 a 105,4.

Una flessione notevole, che secondo l’Istituto di statistica è dovuta essenzialmente “al repentino calo della fiducia nel comparto dei servizi di mercato, dove il settore del trasporto e magazzinaggio e quello dei servizi turistici registrano forti cadute” mentre gli “unici segnali positivi provengono dal commercio al dettaglio, con i giudizi sulle vendite in lieve miglioramento, e dal comparto delle costruzioni”. In particolare, l’indice di fiducia delle imprese “subisce un deciso ridimensionamento scendendo al valore più basso degli ultimi nove mesi”.

L’indice flette in tutti i comparti anche se con accenti e gradualità diverse, nell’industria manifatturiera passa da 115,0 a 113,9 e nelle costruzioni scende da 159,1 a 158,8. Il segno positivo del settore delle costruzioni è da attribuire alle aspettative sull’occupazione, che crescono in maniera decisa, probabilmente spinte anche dall’onda lunga del Superbonus, che ancora fa registrare effetti benefici su tutto il comparto.

Per quanto riguarda il commercio al dettaglio, c’è da registrare una differenza tra i giudizi positivi sulla situazione attuale e quelli molto più cauti sulle prospettive future, con le scorte che vengono considerate in accumulo. In diminuzione anche la fiducia nella grande distribuzione mentre regge quella nella distribuzione tradizionale.

L’indice di fiducia dei consumatori registra una flessione, “seppur più contenuta” rispetto al comparto produttivo, dovuta soprattutto “al peggioramento delle attese sulla situazione economica dell’Italia e sull’andamento della disoccupazione”. In discesa tutti gli indicatori, soprattutto quelli riferiti al futuro.

Un inizio d’anno in calo per l’indice di fiducia dei consumatori e delle imprese italiane. Lo rileva l’Istat, che per quanto concerne i consumi stima un decremento di quasi tre punti (da 117,7 a 114,2) mentre per il settore della produzione l’indice composito del clima di fiducia delle imprese viene considerato in diminuzione da 112,7 a 105,4.

Una flessione notevole, che secondo l’Istituto di statistica è dovuta essenzialmente “al repentino calo della fiducia nel comparto dei servizi di mercato, dove il settore del trasporto e magazzinaggio e quello dei servizi turistici registrano forti cadute” mentre gli “unici segnali positivi provengono dal commercio al dettaglio, con i giudizi sulle vendite in lieve miglioramento, e dal comparto delle costruzioni”. In particolare, l’indice di fiducia delle imprese “subisce un deciso ridimensionamento scendendo al valore più basso degli ultimi nove mesi”.

L’indice flette in tutti i comparti anche se con accenti e gradualità diverse, nell’industria manifatturiera passa da 115,0 a 113,9 e nelle costruzioni scende da 159,1 a 158,8. Il segno positivo del settore delle costruzioni è da attribuire alle aspettative sull’occupazione, che crescono in maniera decisa, probabilmente spinte anche dall’onda lunga del Superbonus, che ancora fa registrare effetti benefici su tutto il comparto.

Per quanto riguarda il commercio al dettaglio, c’è da registrare una differenza tra i giudizi positivi sulla situazione attuale e quelli molto più cauti sulle prospettive future, con le scorte che vengono considerate in accumulo. In diminuzione anche la fiducia nella grande distribuzione mentre regge quella nella distribuzione tradizionale.

L’indice di fiducia dei consumatori registra una flessione, “seppur più contenuta” rispetto al comparto produttivo, dovuta soprattutto “al peggioramento delle attese sulla situazione economica dell’Italia e sull’andamento della disoccupazione”. In discesa tutti gli indicatori, soprattutto quelli riferiti al futuro.

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