Italiani niente panico che tanto Mattarella ha già controfirmato la Finanziaria Meloni

Niente paura italiani, è tutto come al solito. Il presidente Mattarella ha già controfirmato la manovra e le polemiche sono destinate a restare in tv.
Il dibattito inizierà, in Parlamento, a partire dal Senato. Il debutto della legge di bilancio è previsto, anzi “prevedibile” “ tra martedì 27, il 28, e se necessario anche giovedì 29 dicembre”. Così il presidente del Senato Ignazio Larussa, uscito dal summit dei capigruppo tenutosi ieri pomeriggio a Palazzo Chigi. Forza Italia ha già annunciato emendamenti e modifiche ma bando a ogni polemica. Al punto che gli azzurri, almeno per il momento, hanno ritenuto di poter soprassedere sulla proposta di bandiera delle pensioni minime. Per le quali, secondo il capogruppo alla Camera Cattaneo: “ Arrivare a 1.000 euro oggi non è realizzabile. Io credo che il grosso del tema pensioni sarà sul tavolo della revisione complessiva del reddito di cittadinanza e quindi inizieremo a lavorare dal 1 gennaio su quello”. Insomma, se ne parla l’anno prossimo. Prima, infatti, occorrerà occuparsi dei crediti incagliati: “Rispetto al superbonus, grazie a Fi il governo lavora per fare passi avanti”, spiega ancora Cattaneo: “Sullo sblocco dei crediti lavoriamo a una soluzione: questo è il problema più grande”. Anche la Lega è allineata e coperta. Riccardo Molinari, capogruppo alla Camera, ha affermato: “Sarà un dicembre pieno di lavori, c’è la legge di bilancio, il decreto Nato, Giustizia, il dl quater, un dicembre ingolfato dal punto di vista parlamentare”. Dato che ci sarà già tanto da fare, non ci sarà di certo il tempo da perdere in polemiche ed emendamenti anche se qualche ritocco è sempre possibile: “Sulla legge di bilancio porteremo migliorie, ma niente di stravolgente, perché il testo già risponde alle nostre richieste”.
Maurizio Lupi ha riferito che crepe, in maggioranza, non ce ne sono. Anzi: lo spauracchio dell’esercizio provvisorio è, appunto, solo uno spauracchio: “Ho visto responsabilità, nemmeno l’opposizione correrà questo rischio”. Nemmeno quello di far arrabbiare Mattarella.

Niente paura italiani, è tutto come al solito. Il presidente Mattarella ha già controfirmato la manovra e le polemiche sono destinate a restare in tv.
Il dibattito inizierà, in Parlamento, a partire dal Senato. Il debutto della legge di bilancio è previsto, anzi “prevedibile” “ tra martedì 27, il 28, e se necessario anche giovedì 29 dicembre”. Così il presidente del Senato Ignazio Larussa, uscito dal summit dei capigruppo tenutosi ieri pomeriggio a Palazzo Chigi. Forza Italia ha già annunciato emendamenti e modifiche ma bando a ogni polemica. Al punto che gli azzurri, almeno per il momento, hanno ritenuto di poter soprassedere sulla proposta di bandiera delle pensioni minime. Per le quali, secondo il capogruppo alla Camera Cattaneo: “ Arrivare a 1.000 euro oggi non è realizzabile. Io credo che il grosso del tema pensioni sarà sul tavolo della revisione complessiva del reddito di cittadinanza e quindi inizieremo a lavorare dal 1 gennaio su quello”. Insomma, se ne parla l’anno prossimo. Prima, infatti, occorrerà occuparsi dei crediti incagliati: “Rispetto al superbonus, grazie a Fi il governo lavora per fare passi avanti”, spiega ancora Cattaneo: “Sullo sblocco dei crediti lavoriamo a una soluzione: questo è il problema più grande”. Anche la Lega è allineata e coperta. Riccardo Molinari, capogruppo alla Camera, ha affermato: “Sarà un dicembre pieno di lavori, c’è la legge di bilancio, il decreto Nato, Giustizia, il dl quater, un dicembre ingolfato dal punto di vista parlamentare”. Dato che ci sarà già tanto da fare, non ci sarà di certo il tempo da perdere in polemiche ed emendamenti anche se qualche ritocco è sempre possibile: “Sulla legge di bilancio porteremo migliorie, ma niente di stravolgente, perché il testo già risponde alle nostre richieste”.
Maurizio Lupi ha riferito che crepe, in maggioranza, non ce ne sono. Anzi: lo spauracchio dell’esercizio provvisorio è, appunto, solo uno spauracchio: “Ho visto responsabilità, nemmeno l’opposizione correrà questo rischio”. Nemmeno quello di far arrabbiare Mattarella.

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