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Juve: addio Superlega, Elkann cancella Agnelli e apre a Ceferin

Addio Superlega, la Juventus si tira ufficialmente indietro rispetto al progetto sportivo. E spera di mettere la parola fine alla telenovela che, adesso, rischia di spedire i bianconeri fuori dalle competizioni continentali per la prossima stagione.

Con una lettera indirizzata al Real Madrid e al Barcellona, il club bianconero ha comunicato agli (ex) soci nel progetto che avrebbe dovuto spodestare l’Uefa, il suo rientro nei ranghi del calcio istituzionale. Non è certo una novità. In altri tempi, e in altri contesti, si sarebbe detto “un atto dovuto”. In realtà, secondo molti osservatori, si tratta del primo atto tramite il quale John Elkann liquida, definitivamente, la gestione del club da parte del cugino Andrea Agnelli. Il cui errore capitale sarebbe stato quello di sfidare, apertamente, l’Uefa e di farsi promotore principale dell’idea che avrebbe voluto ridimensionare la massima istituzione calcistica continentale.

I giornali spagnoli hanno dato notizia dell’avvenuta ricezione della missiva, che sarebbe stata firmata dall’amministratore delegato Maurizio Scanavino. Poche righe tramite le quali il Ceo bianconero ringraziava, da prammatica, Real e Barça per aver condiviso l’avventura, salutandoli con calorosi auguri di buona fortuna e di rincontrarsi presto. Sotto il cappello Uefa, però. Se Marca ha pubblicato la notizia della lettera, As si è spinta a ipotizzare che, dietro l’atto, ci sia la volontà juventina di ingraziarsi i vertici di Nyon. La minaccia, affermano dalla Spagna, sarebbe stata quella di escludere da ogni competizione europea la Vecchia Signora per ben cinque stagioni. Una stangata che, nella storia del calcio europeo, è stata affibbiata soltanto ai club inglesi negli anni ’80, a causa delle violenze degli hooligans al loro seguito. E sarebbe una beffa, per la Juventus, dal momento che la causa scatenante di quella clamorosa squalifica furono gli incidenti dell’Heysel.

Attualmente, la squadra allenata da Max Allegri è riuscita a qualificarsi per la Conference League. Non certo una competizione esaltante, per i tifosi della Juventus. Ma sempre meglio di nulla. Concluse le vicende giudiziarie in Italia, quello che ora preme, alla Continassa, è ricostruire il club. Farlo resettando tutto, magari “cancellando” ogni traccia del vecchio corso. Facendo pace con l’Uefa e, in particolare, ricostruendo un rapporto con Aleksander Ceferin che, ancora qualche settimana fa, aveva mandato a dire alla Juventus di essere molto adirato perché ancora nessun dirigente del nuovo corso s’era degnato di presentarsi a Nyon. Insomma, se non è cancel culture, in casa Elkann, quantomeno si tiene in considerazione una sorta di damnatio memoriae per il cugino Andrea Agnelli.

Addio Superlega, la Juventus si tira ufficialmente indietro rispetto al progetto sportivo. E spera di mettere la parola fine alla telenovela che, adesso, rischia di spedire i bianconeri fuori dalle competizioni continentali per la prossima stagione.

Con una lettera indirizzata al Real Madrid e al Barcellona, il club bianconero ha comunicato agli (ex) soci nel progetto che avrebbe dovuto spodestare l’Uefa, il suo rientro nei ranghi del calcio istituzionale. Non è certo una novità. In altri tempi, e in altri contesti, si sarebbe detto “un atto dovuto”. In realtà, secondo molti osservatori, si tratta del primo atto tramite il quale John Elkann liquida, definitivamente, la gestione del club da parte del cugino Andrea Agnelli. Il cui errore capitale sarebbe stato quello di sfidare, apertamente, l’Uefa e di farsi promotore principale dell’idea che avrebbe voluto ridimensionare la massima istituzione calcistica continentale.

I giornali spagnoli hanno dato notizia dell’avvenuta ricezione della missiva, che sarebbe stata firmata dall’amministratore delegato Maurizio Scanavino. Poche righe tramite le quali il Ceo bianconero ringraziava, da prammatica, Real e Barça per aver condiviso l’avventura, salutandoli con calorosi auguri di buona fortuna e di rincontrarsi presto. Sotto il cappello Uefa, però. Se Marca ha pubblicato la notizia della lettera, As si è spinta a ipotizzare che, dietro l’atto, ci sia la volontà juventina di ingraziarsi i vertici di Nyon. La minaccia, affermano dalla Spagna, sarebbe stata quella di escludere da ogni competizione europea la Vecchia Signora per ben cinque stagioni. Una stangata che, nella storia del calcio europeo, è stata affibbiata soltanto ai club inglesi negli anni ’80, a causa delle violenze degli hooligans al loro seguito. E sarebbe una beffa, per la Juventus, dal momento che la causa scatenante di quella clamorosa squalifica furono gli incidenti dell’Heysel.

Attualmente, la squadra allenata da Max Allegri è riuscita a qualificarsi per la Conference League. Non certo una competizione esaltante, per i tifosi della Juventus. Ma sempre meglio di nulla. Concluse le vicende giudiziarie in Italia, quello che ora preme, alla Continassa, è ricostruire il club. Farlo resettando tutto, magari “cancellando” ogni traccia del vecchio corso. Facendo pace con l’Uefa e, in particolare, ricostruendo un rapporto con Aleksander Ceferin che, ancora qualche settimana fa, aveva mandato a dire alla Juventus di essere molto adirato perché ancora nessun dirigente del nuovo corso s’era degnato di presentarsi a Nyon. Insomma, se non è cancel culture, in casa Elkann, quantomeno si tiene in considerazione una sorta di damnatio memoriae per il cugino Andrea Agnelli.

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