Esteri

Kharkiv nella morsa russa, la difesa aerea ucraina non ferma più i missili di Putin

di Ernesto Ferrante -


Le truppe del Nord russe hanno conquistato altri quattro insediamenti nella regione di Kharkiv. A riferirlo è stato il Ministero della Difesa russo, precisando che le unità del gruppo sono avanzate nelle profondità delle difese nemiche e hanno espugnato Gatishche, Krasnoye, Morokhovets e Oleynikovo. Il giorno prima la stessa sorte era toccata a Borisovka, Ogurtsovo, Pletenevka, Pylnaya e Strelechya. Attualmente sono undici i villaggi strappati al controllo degli ucraini. Le forze armate di Mosca si trovano alla periferia di Vovchansk, che è il centro più grande vicino alla frontiera. L’obiettivo è creare una zona cuscinetto tra la provincia di Kharkiv e quella di Belgorod, per impedire i bombardamenti sul territorio russo.
Le autorità ucraine hanno riconosciuto i “successi tattici” del “nemico”. “Il nemico sta ottenendo in questo momento successi tattici”, ha fatto sapere lo Stato Maggiore dell’esercito ucraino sui social media. Circa 5.762 civili nell’oblast sono stati evacuati dalle loro case a causa dei pesanti combattimenti in corso. Il governatore Oleh Syniehubov ha parlato di oltre 30 insediamenti finiti sotto il fuoco dell’artiglieria e dei mortai. Secondo Syniehubov, “i russi stanno cercando di allungare la linea del fronte”.
L’attacco di Kiev a Belgorod, che ha causato la morte di 15 persone, è stato effettuato utilizzando armi della Nato. Lo sostiene la Missione Permanente della Federazione Russa presso l’Osce, a cui è stato chiesto di condannare fermamente l’accaduto. “Non dovrebbero esserci doppi standard in seno all’Osce per quanto riguarda i crimini di guerra commessi da Kiev”, ha dichiarato alla Tass la Missione.
Negli ultimi mesi è crollata la capacità delle forze di difesa aerea ucraine di fermare le ondate di missili della Russia, diventate particolarmente devastanti anche per l’utilizzo di droni e vettori balistici. E’ quanto emerge da un’analisi del Wall Street Journal basata sui dati quotidiani resi noti dal Comando dell’Aeronautica ucraina.
Stando al giornale economico americano, in questo arco di tempo l’Ucraina ha intercettato circa il 46% dei missili russi, rispetto al 73% dei sei mesi precedenti. Ad aprile il tasso è sceso ulteriormente al 30%, mentre quello dei droni “kamikaze” Shahed di fabbricazione iraniana, più facili da abbattere, è calato di solo un punto percentuale, attestandosi all’82%.
Per un funzionario dell’intelligence militare europea, giugno e luglio circa saranno cruciali per il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, che dovrà ancora pazientare prima di ricevere le nuove forniture dall’Occidente. Ben diversa è la situazione sull’altro versante, con il 45% in più di droni e missili. Impressionante il balzo in avanti relativo agli aeromobili senza pilota: 2.600, ovvero quasi il doppio. Il loro massiccio uso risponde ad una precisa scelta tattica: quella di testare l’efficacia e il posizionamento delle difese aeree. I russi hanno inoltre lanciato 114 missili balistici e 46 vettori ipersonici Kinzhal e Zircon, rispetto ai 33 e ai 27 dei sei mesi precedenti. La scarsa disponibilità dei sistemi Patriot sarebbe alla base dell’acclarato insuccesso ucraino nel neutralizzare i missili balistici di Putin (appena il 10%) e dello “0” nella casella degli S-300 e S-400 distrutti in aria. I Nasam e Iris/T si stanno rivelando inefficaci di fronte alle piogge di fuoco del Cremlino.
“Se l’Occidente vuole una soluzione al conflitto ucraino sul campo di battaglia, allora sarà sul campo di battaglia”, ha affermato il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov, parlando al Consiglio della Federazione.
Risolvere i problemi burocratici che complicano l’assegnazione di benefit al personale militare. E’ questa la prima mossa del nuovo ministro della Difesa russo Andrey Belousov, che ha preso il posto di Sergei Shoigu. Già vice primo ministro e consigliere economico di lunga data del presidente Vladimir Putin, Belousov ha promesso di “lavorare per fornire alloggi a chi partecipa all’operazione militare speciale”.


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