KIEV al BUIO

L’80% della regione di Kiev è senza corrente. Oleksiy Kuleba, capo dell’amministrazione militare regionale, ha annunciato che “dopo i recenti attacchi di droni e missili, il ripristino dell’alimentazione è in corso”, sottolineando che “la complessità e la durata dei lavori di riparazione aumentano con ogni bombardamento nemico”. I raid condotti dalle truppe di Putin con gli efficacissimi droni kamikaze Shahed-136 di fabbricazione iraniana, hanno reso ancora più complessa una situazione già non semplice.
“A seguito di ingenti danni all’infrastruttura energetica, ha aggiunto Kuleba, Ukrenergo applica interruzioni dell’elettricità. La situazione più difficile è nei distretti di Buchansk, Vyshgorod, Obukhiv e in parte anche a Fastiv”. Il capo dell’amministrazione ha spiegato che la priorità per l’approvvigionamento di elettricità spetta a ospedali, impianti di riscaldamento e approvvigionamento idrico.
Il ministro della Difesa ucraino Oleksei Reznikov ha detto che il pericolo che le forze armate russe lancino un attacco dal territorio bielorusso “persiste” e potrebbe avvenire tra gennaio e aprile.
Le dichiarazioni di Reznikov arrivano appena un giorno dopo l’incontro avvenuto in Bielorussia tra Vladimir Putin ed il suo omologo Alexander Lukashenko. Il ministro degli Esteri dell’Ucraina, Dimitro Kuleba, ha interpretato questa visita come un tentativo di Mosca per coinvolgere Minsk nel conflitto.
Il presidente russo Putin ha ordinato ai servizi di controspionaggio di “identificare prontamente traditori, spie e sabotatori”. L’esortazione, riferisce Moscow Times, giunge nella Giornata dei lavoratori delle agenzie di sicurezza, al 300esimo giorno dell’operazione speciale. Nel suo discorso, diffuso in televisione, lo “zar” ha descritto il Cremlino come “una fortezza assediata” nello scontro con l’Occidente.
Pugno duro contro chi dissacra il nastro di San Giorgio. In base alla nuova legge, approvata ieri dai deputati della Duma russa, è diventato un reato punibile con pene fino a cinque anni di carcere e multe anche di 5 milioni di rubli (37mila dollari). Il provvedimento, ha dichiarato il deputato russo Andrei Kartapolov, si è reso “necessario” perché in Ucraina le persone “sono torturate e anche uccise” per aver indossato questo simbolo.
L’80% della regione di Kiev è senza corrente. Oleksiy Kuleba, capo dell’amministrazione militare regionale, ha annunciato che “dopo i recenti attacchi di droni e missili, il ripristino dell’alimentazione è in corso”, sottolineando che “la complessità e la durata dei lavori di riparazione aumentano con ogni bombardamento nemico”. I raid condotti dalle truppe di Putin con gli efficacissimi droni kamikaze Shahed-136 di fabbricazione iraniana, hanno reso ancora più complessa una situazione già non semplice.
“A seguito di ingenti danni all’infrastruttura energetica, ha aggiunto Kuleba, Ukrenergo applica interruzioni dell’elettricità. La situazione più difficile è nei distretti di Buchansk, Vyshgorod, Obukhiv e in parte anche a Fastiv”. Il capo dell’amministrazione ha spiegato che la priorità per l’approvvigionamento di elettricità spetta a ospedali, impianti di riscaldamento e approvvigionamento idrico.
Il ministro della Difesa ucraino Oleksei Reznikov ha detto che il pericolo che le forze armate russe lancino un attacco dal territorio bielorusso “persiste” e potrebbe avvenire tra gennaio e aprile.
Le dichiarazioni di Reznikov arrivano appena un giorno dopo l’incontro avvenuto in Bielorussia tra Vladimir Putin ed il suo omologo Alexander Lukashenko. Il ministro degli Esteri dell’Ucraina, Dimitro Kuleba, ha interpretato questa visita come un tentativo di Mosca per coinvolgere Minsk nel conflitto.
Il presidente russo Putin ha ordinato ai servizi di controspionaggio di “identificare prontamente traditori, spie e sabotatori”. L’esortazione, riferisce Moscow Times, giunge nella Giornata dei lavoratori delle agenzie di sicurezza, al 300esimo giorno dell’operazione speciale. Nel suo discorso, diffuso in televisione, lo “zar” ha descritto il Cremlino come “una fortezza assediata” nello scontro con l’Occidente.
Pugno duro contro chi dissacra il nastro di San Giorgio. In base alla nuova legge, approvata ieri dai deputati della Duma russa, è diventato un reato punibile con pene fino a cinque anni di carcere e multe anche di 5 milioni di rubli (37mila dollari). Il provvedimento, ha dichiarato il deputato russo Andrei Kartapolov, si è reso “necessario” perché in Ucraina le persone “sono torturate e anche uccise” per aver indossato questo simbolo.
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