LA BATTAGLIA DI BAKHMUT

Attorno a Bakhmut infuria la battaglia, anche a colpi di annunci. Secondo il Quartier Generale della Difesa Territoriale della Repubblica di Donetsk, le forze russe hanno espugnato l’insediamento di Bakhmutskoye. A riportarlo è la Tass. “E’ stata liberata”, hanno affermato i filorussi. I mercenari del gruppo Wagner, fondato da Evgeny Prigozhin, stanno attaccando senza sosta, da mesi, le linee ucraine. Anche a Soledar c’è stato un significativo sfondamento delle difese di Kiev, con i soldati di Mosca che hanno tagliato le linee di rifornimento del nemico. L’iniziativa dei russi ha portato risultati anche nei pressi della direttrice Kremennaya-Svatovo, contrariamente a quanto affermato nei giorni precedenti da diverse fonti ucraine, citate anche da alcuni quotidiani italiani.
Versione diametralmente opposta quella del presidente dell’Ucraina. “Le forze ucraine stanno respingendo i continui attacchi alla città di Bakhmut e mantenendo le loro posizioni nella vicina Soledar in condizioni molto difficili”, ha detto Volodymyr Zelensky nel suo video discorso notturno, aggiungendo che “Bakhmut ha resistito nonostante tutto”.
Nuovo affondo contro il Cremlino. “Il mondo ha visto di nuovo che la Russia mente: i bombardamenti russi di Kherson con munizioni incendiarie subito dopo Natale. Gli attacchi a Kramatorsk e in altre città del Donbass su bersagli civili e proprio quando Mosca riferiva del presunto cessate il fuoco da parte del suo esercito. Tutto questo quando a Mosca si parlava di tregua”, ha attaccato Zelensky.
“Nessun tentativo da parte della Russia di manipolare la diplomazia e la politica funzionerà mai. Solo il rafforzamento dell’Ucraina, solo i successi dell’Ucraina, solo il ripristino dell’integrità territoriale dell’Ucraina, solo il ritorno di tutto il nostro popolo dalla prigionia russa sono garanzie per il ripristino della pace”, ha aggiunto il presidente.
Da circa una settimana attorno a Donetsk, nell’arco tra Marinka ed Avdeevka, è notevolmente aumentata l’intensità degli scontri. Gli ucraini hanno colpito con gli “Himars” le centrali termoelettriche di Starobeshevo e di Zugres. Oltre ai danni materiali, sono state accertate anche due vittime.
Il governatore della regione di Kharkiv, Oleh Synehubov, su Telegram ha accusato i russi di aver lanciato un missile sul mercato nella città di Shevchenkove. “Una donna di 60 anni è deceduta. Tutte le altre persone colpite sono state ricoverate in ospedale, mentre i soccorritori continuano a scavare tra le macerie”, ha proseguito Synehubov.
Emergono nuovi dettagli sulla strage di Makeevka. I soldati russi uccisi erano stati riuniti per ascoltare il discorso di Vladimir Putin. E’ quanto si sostiene in un video che circola sui canali Telegram russi rilanciato dal sito indipendente Meduza.

A raccontare questa versione dei fatti è un uomo di Samara, Anton Golovinsky, secondo il quale i soldati erano arrivati sul posto a fine dicembre ed erano stati acquartierati in una scuola. Pur avendo chiesto di non essere alloggiati tutti insieme, la sera di Capodanno avevano ricevuto l’ordine, emanato dal colonnello Roman Enikeyev, di riunirsi nell’aula magna per ascoltare il discorso del presidente. Un errore fatale, insieme all’uso dei cellulari per inviare messaggi, che ha permesso agli ucraini di individuare la loro posizione.

Attorno a Bakhmut infuria la battaglia, anche a colpi di annunci. Secondo il Quartier Generale della Difesa Territoriale della Repubblica di Donetsk, le forze russe hanno espugnato l’insediamento di Bakhmutskoye. A riportarlo è la Tass. “E’ stata liberata”, hanno affermato i filorussi. I mercenari del gruppo Wagner, fondato da Evgeny Prigozhin, stanno attaccando senza sosta, da mesi, le linee ucraine. Anche a Soledar c’è stato un significativo sfondamento delle difese di Kiev, con i soldati di Mosca che hanno tagliato le linee di rifornimento del nemico. L’iniziativa dei russi ha portato risultati anche nei pressi della direttrice Kremennaya-Svatovo, contrariamente a quanto affermato nei giorni precedenti da diverse fonti ucraine, citate anche da alcuni quotidiani italiani.
Versione diametralmente opposta quella del presidente dell’Ucraina. “Le forze ucraine stanno respingendo i continui attacchi alla città di Bakhmut e mantenendo le loro posizioni nella vicina Soledar in condizioni molto difficili”, ha detto Volodymyr Zelensky nel suo video discorso notturno, aggiungendo che “Bakhmut ha resistito nonostante tutto”.
Nuovo affondo contro il Cremlino. “Il mondo ha visto di nuovo che la Russia mente: i bombardamenti russi di Kherson con munizioni incendiarie subito dopo Natale. Gli attacchi a Kramatorsk e in altre città del Donbass su bersagli civili e proprio quando Mosca riferiva del presunto cessate il fuoco da parte del suo esercito. Tutto questo quando a Mosca si parlava di tregua”, ha attaccato Zelensky.
“Nessun tentativo da parte della Russia di manipolare la diplomazia e la politica funzionerà mai. Solo il rafforzamento dell’Ucraina, solo i successi dell’Ucraina, solo il ripristino dell’integrità territoriale dell’Ucraina, solo il ritorno di tutto il nostro popolo dalla prigionia russa sono garanzie per il ripristino della pace”, ha aggiunto il presidente.
Da circa una settimana attorno a Donetsk, nell’arco tra Marinka ed Avdeevka, è notevolmente aumentata l’intensità degli scontri. Gli ucraini hanno colpito con gli “Himars” le centrali termoelettriche di Starobeshevo e di Zugres. Oltre ai danni materiali, sono state accertate anche due vittime.
Il governatore della regione di Kharkiv, Oleh Synehubov, su Telegram ha accusato i russi di aver lanciato un missile sul mercato nella città di Shevchenkove. “Una donna di 60 anni è deceduta. Tutte le altre persone colpite sono state ricoverate in ospedale, mentre i soccorritori continuano a scavare tra le macerie”, ha proseguito Synehubov.
Emergono nuovi dettagli sulla strage di Makeevka. I soldati russi uccisi erano stati riuniti per ascoltare il discorso di Vladimir Putin. E’ quanto si sostiene in un video che circola sui canali Telegram russi rilanciato dal sito indipendente Meduza.

A raccontare questa versione dei fatti è un uomo di Samara, Anton Golovinsky, secondo il quale i soldati erano arrivati sul posto a fine dicembre ed erano stati acquartierati in una scuola. Pur avendo chiesto di non essere alloggiati tutti insieme, la sera di Capodanno avevano ricevuto l’ordine, emanato dal colonnello Roman Enikeyev, di riunirsi nell’aula magna per ascoltare il discorso del presidente. Un errore fatale, insieme all’uso dei cellulari per inviare messaggi, che ha permesso agli ucraini di individuare la loro posizione.
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