La battaglia persa di Berlino sui Leopard a Zelensky

Tensione tra Polonia e Germania. Secondo il viceministro degli Esteri polacco, Arkadiusz Mularczyk, i tedeschi si ritroveranno isolati a livello internazionale se non acconsentiranno alla consegna dei carri armati Leopard 2 all’Ucraina. “Bisogna capire che la Germania, non acconsentendo ad inviare tank in Ucraina, si trova isolata a livello internazionale. Se continueranno a restare fedeli a questa posizione, si troveranno in una posizione di estrema debolezza”, ha aggiunto il viceministro parlando alla Polskie Radio. Per l’esponente del governo polacco, “si sta giocando un grande gioco, che non riguarda solo la vittoria in Ucraina, ma anche l’influenza americana in Europa. Tedeschi e francesi lo capiscono bene”.
Pressioni anche da Londra. Decine di parlamentari britannici hanno rivolto un appello al ministro della Difesa tedesco Boris Pistorius perché acconsenta, “in questo momento di estrema urgenza”, all’uso degli oggetti del desiderio di Zelensky. In una lettera di cui The Sun ha ottenuto una copia, i deputati si dicono “consapevoli degli sforzi estremamente significativi fatti dalla Germania per sostenere l’Ucraina, in particolare negli ultimi 12 mesi” e affermano di comprendere “le ragioni storiche che motivano la riluttanza a fornire carri tedeschi e di fabbricazione tedesca”.
“Tuttavia – si legge – la esortiamo con forza in questo momento di estrema urgenza a riconsiderare la vostra posizione e permettere che i tank da combattimento Leopard 2 vengano forniti all’Ucraina nei prossimi giorni”.
Il cancelliere Olaf Scholz, dal canto suo, ritiene vi sia un grande sostegno da parte dei cittadini alla sua “posizione”. Scholz si sente “molto confermato nella sua posizione equilibrata e ponderata”, ha dichiarato il portavoce del governo Steffen Hebestreit, specificando che al momento non è pervenuta alcuna richiesta di autorizzazione all’invio dei carri da combattimento.“I carri Leopard di fabbricazione tedesca possono essere forniti all’Ucraina solo con autorizzazione del governo di Berlino”. Lo ha ribadito Lars Klingbeil, leader della Spd. “Esistono chiare procedure, bisogna attenervisi”, ha avvertito Klingbeil.
Interpellato sulla questione, durante il briefing quotidiano, il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov ha affermato che le spaccature in Europa sull’opportunità di fornire carri armati a Kiev, dimostrano un crescente “nervosismo” all’interno dell’alleanza militare della Nato.
“Ma naturalmente tutti gli Stati che partecipano, direttamente o indirettamente, al rifornimento di armi all’Ucraina e all’innalzamento del livello tecnologico del Paese sono responsabili (del proseguimento del conflitto)”, ha attaccato Peskov. “L’aspetto fondamentale è che sarà il popolo ucraino a pagare il prezzo di tutto questo pseudo-sostegno”, ha precisato ancora.
I generali italiani Leonardo Tricarico e Marco Bertolini analizzano gli scenari che si aprono con la cessione dei tank. “L’irrobustimento delle forze ucraine con carri da combattimento di performances elevate è sicuramente un provvedimento che va nella direzione di recuperare i territori annessi illegalmente dalla Russia”, ha affermato Tricarico, ex capo di Stato maggiore dell’Aeronautica. “Personalmente, ha aggiunto, ho sempre sostenuto che la via del negoziato debba esser battuta con maggiore serietà e impegno di quanto non sia stato fatto finora”.
“La Germania ormai ha le ali tarpate. Ha cercato di evitare la cessione dei Leopard. Tuttavia, ormai, in Europa continentale chi decide sono i polacchi e, per quanto possa sembrare paradossale, i baltici”, ha detto Bertolini, già comandante del Coi.
E ancora: “Siamo avviati a una guerra, anche noi, che non abbiamo ancora impiegato personale ma mandiamo armi. Ci stiamo rassegnando all’entrata in una guerra che con noi non c’entra niente, per questioni di carattere territoriale fra due Paesi europei estranei sia alla Nato che all’Unione europea”.

Tensione tra Polonia e Germania. Secondo il viceministro degli Esteri polacco, Arkadiusz Mularczyk, i tedeschi si ritroveranno isolati a livello internazionale se non acconsentiranno alla consegna dei carri armati Leopard 2 all’Ucraina. “Bisogna capire che la Germania, non acconsentendo ad inviare tank in Ucraina, si trova isolata a livello internazionale. Se continueranno a restare fedeli a questa posizione, si troveranno in una posizione di estrema debolezza”, ha aggiunto il viceministro parlando alla Polskie Radio. Per l’esponente del governo polacco, “si sta giocando un grande gioco, che non riguarda solo la vittoria in Ucraina, ma anche l’influenza americana in Europa. Tedeschi e francesi lo capiscono bene”.
Pressioni anche da Londra. Decine di parlamentari britannici hanno rivolto un appello al ministro della Difesa tedesco Boris Pistorius perché acconsenta, “in questo momento di estrema urgenza”, all’uso degli oggetti del desiderio di Zelensky. In una lettera di cui The Sun ha ottenuto una copia, i deputati si dicono “consapevoli degli sforzi estremamente significativi fatti dalla Germania per sostenere l’Ucraina, in particolare negli ultimi 12 mesi” e affermano di comprendere “le ragioni storiche che motivano la riluttanza a fornire carri tedeschi e di fabbricazione tedesca”.
“Tuttavia – si legge – la esortiamo con forza in questo momento di estrema urgenza a riconsiderare la vostra posizione e permettere che i tank da combattimento Leopard 2 vengano forniti all’Ucraina nei prossimi giorni”.
Il cancelliere Olaf Scholz, dal canto suo, ritiene vi sia un grande sostegno da parte dei cittadini alla sua “posizione”. Scholz si sente “molto confermato nella sua posizione equilibrata e ponderata”, ha dichiarato il portavoce del governo Steffen Hebestreit, specificando che al momento non è pervenuta alcuna richiesta di autorizzazione all’invio dei carri da combattimento.“I carri Leopard di fabbricazione tedesca possono essere forniti all’Ucraina solo con autorizzazione del governo di Berlino”. Lo ha ribadito Lars Klingbeil, leader della Spd. “Esistono chiare procedure, bisogna attenervisi”, ha avvertito Klingbeil.
Interpellato sulla questione, durante il briefing quotidiano, il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov ha affermato che le spaccature in Europa sull’opportunità di fornire carri armati a Kiev, dimostrano un crescente “nervosismo” all’interno dell’alleanza militare della Nato.
“Ma naturalmente tutti gli Stati che partecipano, direttamente o indirettamente, al rifornimento di armi all’Ucraina e all’innalzamento del livello tecnologico del Paese sono responsabili (del proseguimento del conflitto)”, ha attaccato Peskov. “L’aspetto fondamentale è che sarà il popolo ucraino a pagare il prezzo di tutto questo pseudo-sostegno”, ha precisato ancora.
I generali italiani Leonardo Tricarico e Marco Bertolini analizzano gli scenari che si aprono con la cessione dei tank. “L’irrobustimento delle forze ucraine con carri da combattimento di performances elevate è sicuramente un provvedimento che va nella direzione di recuperare i territori annessi illegalmente dalla Russia”, ha affermato Tricarico, ex capo di Stato maggiore dell’Aeronautica. “Personalmente, ha aggiunto, ho sempre sostenuto che la via del negoziato debba esser battuta con maggiore serietà e impegno di quanto non sia stato fatto finora”.
“La Germania ormai ha le ali tarpate. Ha cercato di evitare la cessione dei Leopard. Tuttavia, ormai, in Europa continentale chi decide sono i polacchi e, per quanto possa sembrare paradossale, i baltici”, ha detto Bertolini, già comandante del Coi.
E ancora: “Siamo avviati a una guerra, anche noi, che non abbiamo ancora impiegato personale ma mandiamo armi. Ci stiamo rassegnando all’entrata in una guerra che con noi non c’entra niente, per questioni di carattere territoriale fra due Paesi europei estranei sia alla Nato che all’Unione europea”.

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