La Chiesa del futuro: meno mondo e lotta al “clericalismo”

Il Papa durante l’intervista televisiva rilasciata a Fabio Fazio per Che Tempo che Fa su Rai tre ha parlato della Chiesa e del suo futuro: “Oggi il male più grande della Chiesa è la mondanità spirituale. È il peggiore dei mali che può accadere alla Chiesa, peggio ancora dei papi libertini e fa crescere una cosa brutta: il clericalismo che è una perversione della Chiesa che genera la rigidità.  C’è putredine sempre”. Parole durissime che, però, vengono “bilanciate” dal fatto che, per Papa Francesco “tutti abbiamo il diritto ad essere perdonati”. Il Pontefice ha dichiarato: “Lo sguardo dall’alto in basso non è lecito, mai: è lo sguardo di chi domina. Dio ci ha fatto buoni ma liberi, la libertà è quella che ci permette di fare tanto bene ma anche tanto male, siamo liberi. Siamo liberi e padroni di prendere le nostre decisioni, anche sbagliate. La capacità di essere perdonato è un diritto umano, tutti abbiamo il diritto di essere perdonati se chiediamo il perdono. Abbiamo dimenticato che chi mi chiede il perdono ha il diritto di essere perdonato, se si ha qualche debito con la società va pagato ma col perdono. il padre del figliol prodigo aspettava il figlio per perdonarlo”. Poi qualche confessione più intima.

Sulla musica: “Mi piacciono i classici, tanto. E mi piace il tango”. E lo ballava perché “un porteño (i nativi di Buenos Aires, ndr) che non balla il tango non è un porteño”.

La vita di oggi nella sua normalità. “Sì, ho degli amici che mi aiutano”, “pochi ma veri” e con loro c’è un rapporto “normale”. Poi scherza: “Non che io sia normale, ho delle mie anormalità ma mi piace stare con gli amici. Io ho bisogno degli amici. E’ uno dei motivi per il quale non sono andato ad abitare all’appartamento pontificio. Gli altri Papi sono santi ma io non sono tanto santo, ho bisogno dei rapporti umani”.

Infine cita Vittorio De Sica che in un film chiedeva “cento lire”. “Io vi chiedo cento preghiere”.

Il Papa durante l’intervista televisiva rilasciata a Fabio Fazio per Che Tempo che Fa su Rai tre ha parlato della Chiesa e del suo futuro: “Oggi il male più grande della Chiesa è la mondanità spirituale. È il peggiore dei mali che può accadere alla Chiesa, peggio ancora dei papi libertini e fa crescere una cosa brutta: il clericalismo che è una perversione della Chiesa che genera la rigidità.  C’è putredine sempre”. Parole durissime che, però, vengono “bilanciate” dal fatto che, per Papa Francesco “tutti abbiamo il diritto ad essere perdonati”. Il Pontefice ha dichiarato: “Lo sguardo dall’alto in basso non è lecito, mai: è lo sguardo di chi domina. Dio ci ha fatto buoni ma liberi, la libertà è quella che ci permette di fare tanto bene ma anche tanto male, siamo liberi. Siamo liberi e padroni di prendere le nostre decisioni, anche sbagliate. La capacità di essere perdonato è un diritto umano, tutti abbiamo il diritto di essere perdonati se chiediamo il perdono. Abbiamo dimenticato che chi mi chiede il perdono ha il diritto di essere perdonato, se si ha qualche debito con la società va pagato ma col perdono. il padre del figliol prodigo aspettava il figlio per perdonarlo”. Poi qualche confessione più intima.

Sulla musica: “Mi piacciono i classici, tanto. E mi piace il tango”. E lo ballava perché “un porteño (i nativi di Buenos Aires, ndr) che non balla il tango non è un porteño”.

La vita di oggi nella sua normalità. “Sì, ho degli amici che mi aiutano”, “pochi ma veri” e con loro c’è un rapporto “normale”. Poi scherza: “Non che io sia normale, ho delle mie anormalità ma mi piace stare con gli amici. Io ho bisogno degli amici. E’ uno dei motivi per il quale non sono andato ad abitare all’appartamento pontificio. Gli altri Papi sono santi ma io non sono tanto santo, ho bisogno dei rapporti umani”.

Infine cita Vittorio De Sica che in un film chiedeva “cento lire”. “Io vi chiedo cento preghiere”.

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