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Costume

La condizione abitativa degli anziani in Italia: una dinamica in evoluzione 

di Marco Montini -


Quale è attualmente in Italia la condizione abitativa di milioni di anziani? Innanzitutto, una premessa è doverosa: l’invecchiamento della popolazione simboleggia una delle evoluzioni demografiche più significative degli ultimi decenni nel nostro paese e in Europa.

L’allungamento della speranza di vita, unitamente alla riduzione della fecondità e ai cambiamenti nei modelli familiari, infatti ha modificato e sta modificando in modo concreto la struttura delle famiglie. In questo contesto, ad esempio, la trasformazione dei nuclei, con la diffusione delle famiglie di piccole dimensioni e in particolare delle famiglie unipersonali, riguarda in misura crescente proprio le persone anziane che assumono un ruolo centrale, non solo per il loro peso crescente nella popolazione, ma anche per le specifiche esigenze abitative e sociali che caratterizzano l’ultima fase dell’esistenza.

Il censimento dell’Istat

Come si traduce tutto questo in numeri? Secondo il Censimento permanente della popolazione e delle abitazioni del 2023, pubblicato dall’Istat, più di una famiglia su quattro risulta composta solamente da anziani di 65 anni e più, praticamente 7 milioni su 26,5 milioni, e le famiglie di persone sole con almeno 75 anni raggiungono addirittura i 2,7 milioni, ben il 10% del totale. La maggior parte delle famiglie formate solamente da anziani, inoltre, vive in abitazioni di proprietà (83,6%).

La quota di famiglie anziane proprietarie aumenta al diminuire del grado di urbanizzazione: 80,4% nelle Città, 84,6% nelle Piccole città e 87,3% nei Comuni rurali. Le famiglie formate solamente da anziani utilizzano, prevalentemente, un impianto autonomo per il riscaldamento dell’abitazione (68,0%), quota leggermente inferiore a quella rilevata per tutte le altre famiglie (70,4%).

Quasi sette famiglie su dieci composte solamente da anziani risultano in abitazioni facilmente accessibili vivendo al piano terra o al primo piano o comunque in edifici con ascensore. Il 92,8% degli anziani soli di 75 anni e più dichiara di poter contare sui parenti, il 58,9% sugli amici e il 69,2% sui vicini. La percentuale di anziani soli senza il supporto di parenti, amici e vicini (3,2%) è più bassa rispetto a quella delle altre famiglie unipersonali (5,3%). E ancora: a livello nazionale, quasi la metà delle famiglie composte solo da anziani (46,5%) risiede in case di dimensioni medio-piccole, comprese tra 60 e 99 metri quadri. Circa una su tre (31,2%) vive in abitazioni di ampiezza intermedia, mentre le famiglie che abitano in case di grandi dimensioni (150 metri quadri e oltre) rappresentano l’11,8% del totale.

Le abitazioni inferiori di 60 metri quadri

Nelle abitazioni più piccole, con una superficie inferiore a 60 metri quadri, dimorano più del 10% delle famiglie anziane. “La distribuzione delle famiglie di soli anziani per classi di superficie – sottolinea l’Istat – risulta nel complesso molto simile a quella delle altre famiglie, segno di una sostanziale continuità nei modelli abitativi lungo il ciclo di vita”. Molti anziani, dunque, continuano a vivere nella stessa dimora anche dopo l’uscita dei figli o il venir meno del coniuge.

A livello territoriale, la dimensione media delle abitazioni delle famiglie di anziani si conferma relativamente ampia nelle aree rurali, dove la maggiore disponibilità di spazio riflette la tradizione abitativa del territorio.

Al contrario, nei contesti urbani si concentrano le case più piccole, a causa dei costi più elevati e della minore disponibilità di spazio abitativo.


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