La Corea del Nord contro Usa e alleati: tensione alle stelle sfiorato lo scontro

Ieri pomeriggio, 12 jet nordcoreani, otto caccia e quattro bombardieri, hanno compiuto un’esercitazione a fuoco verso terra a ridosso del confine, ha annunciato il comando militare di Seul. La formazione area ha violato la fortificatissima “linea speciale di sorveglianza”, mettendo in grande allarme la Corea del Sud, che subito ha alzato in volo trenta apparecchi di controllo. Una situazione militare così atipica può essere mal interpretata da parte di una o dell’altra nazione, rischiando di degenerare rapidamente nello scontro a fuoco. Quasi guerra aperta ancora una volta.
Nella mattinata di giovedì, durante una riunione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, il Nord ha condannato il riposizionamento di una portaerei statunitense, la “Ronald Reagan”, nelle acque al largo della penisola coreana. Appena un’ora dopo, ha sparato due missili balistici a corto raggio verso il Mar del Giappone, in una risposta intimidatoria all’arrivo della portaerei. “Sono state prese le giuste contromisure di fronte alle minacce alla stabilità nella penisola, create dal posizionamento della portaerei americana”, ha affermato Pyongyang. I due lanci hanno volato rispettivamente per 7 e 13 minuti, compiendo parabole di 350 e 800 chilometri dopo aver raggiunto un’altitudine massima di circa 80 chilometri.

I Pregressi

L’unità Reagan da fine settembre fino alla settimana scorsa era dislocata davanti al porto sudcoreano di Busan, per manovre congiunte con gli alleati di Seul e Tokyo. Quando però martedì un missile nordcoreano a raggio intermedio ha sorvolato l’arcipelago giapponese, è stata richiamata indietro. In quell’occasione sono anche partite una serie di esercitazioni combinate Sud Corea-Usa in cui un missile si è schiantato per sbaglio sul suolo di Gangneung provocando un incendio.

Il Contesto

Il lancio dei missili è stato il sesto in 12 giorni e il primo da martedì. “Questa è la sesta volta nel breve periodo, contando solo quelli della fine di settembre”, ha detto il primo ministro giapponese Fumio Kishida. “Questo non può assolutamente essere tollerato.” Kishida e il presidente sudcoreano Yoon Suk-yeol hanno definito i recenti test del Nord “atti di grave provocazione.” Dall’inizio dell’anno la Corea del Nord ha lanciato circa 40 missili, e sembra pronta a tenere il suo primo test nucleare dal 2017. Gli analisti prevedono che questo avverrà tra la fine del Congresso comunista a Pechino, intorno al 25 ottobre, e le elezioni dell’8 novembre negli Stati Uniti. Mercoledì, la Casa Bianca ha fatto ricorso al Consiglio di Sicurezza dell’Onu, dove però si è trovata di fronte Cina e Russia che hanno rifiutato di condannare Kim e preparare nuove sanzioni. A maggio, Cina e Russia avevano bloccato la proposta USA di sanzionare ulteriormente la Corea del Nord per i suoi ripetuti lanci missilistici, dividendo pubblicamente il Consiglio di sicurezza per la prima volta dal 2006, anno in cui sono iniziate le sanzioni. L’ambasciatrice americana Linda Thomas-Greenfield ha denunciato «lo sforzo evidente di Cina e Russia per ricompensare la Corea del Nord per le sue cattive azioni; due Paesi membri permanenti del Consiglio di Sicurezza proteggono Kim Jong-un e gli permettono di fare quello che fa». Il rappresentante cinese Geng Shuang ha risposto che il Consiglio deve svolgere un ruolo costruttivo e distensivo, mentre la delegata russa Anna Evstigneeva ha ribadito che «nuove sanzioni contro la Nord Corea porterebbero zero risultati». La minaccia nucleare nordcoreana che si sta via via delineando si sommerebbe a quella di Putin, aprendo un secondo spaventoso fronte di guerra.

Ieri pomeriggio, 12 jet nordcoreani, otto caccia e quattro bombardieri, hanno compiuto un’esercitazione a fuoco verso terra a ridosso del confine, ha annunciato il comando militare di Seul. La formazione area ha violato la fortificatissima “linea speciale di sorveglianza”, mettendo in grande allarme la Corea del Sud, che subito ha alzato in volo trenta apparecchi di controllo. Una situazione militare così atipica può essere mal interpretata da parte di una o dell’altra nazione, rischiando di degenerare rapidamente nello scontro a fuoco. Quasi guerra aperta ancora una volta.
Nella mattinata di giovedì, durante una riunione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, il Nord ha condannato il riposizionamento di una portaerei statunitense, la “Ronald Reagan”, nelle acque al largo della penisola coreana. Appena un’ora dopo, ha sparato due missili balistici a corto raggio verso il Mar del Giappone, in una risposta intimidatoria all’arrivo della portaerei. “Sono state prese le giuste contromisure di fronte alle minacce alla stabilità nella penisola, create dal posizionamento della portaerei americana”, ha affermato Pyongyang. I due lanci hanno volato rispettivamente per 7 e 13 minuti, compiendo parabole di 350 e 800 chilometri dopo aver raggiunto un’altitudine massima di circa 80 chilometri.

I Pregressi

L’unità Reagan da fine settembre fino alla settimana scorsa era dislocata davanti al porto sudcoreano di Busan, per manovre congiunte con gli alleati di Seul e Tokyo. Quando però martedì un missile nordcoreano a raggio intermedio ha sorvolato l’arcipelago giapponese, è stata richiamata indietro. In quell’occasione sono anche partite una serie di esercitazioni combinate Sud Corea-Usa in cui un missile si è schiantato per sbaglio sul suolo di Gangneung provocando un incendio.

Il Contesto

Il lancio dei missili è stato il sesto in 12 giorni e il primo da martedì. “Questa è la sesta volta nel breve periodo, contando solo quelli della fine di settembre”, ha detto il primo ministro giapponese Fumio Kishida. “Questo non può assolutamente essere tollerato.” Kishida e il presidente sudcoreano Yoon Suk-yeol hanno definito i recenti test del Nord “atti di grave provocazione.” Dall’inizio dell’anno la Corea del Nord ha lanciato circa 40 missili, e sembra pronta a tenere il suo primo test nucleare dal 2017. Gli analisti prevedono che questo avverrà tra la fine del Congresso comunista a Pechino, intorno al 25 ottobre, e le elezioni dell’8 novembre negli Stati Uniti. Mercoledì, la Casa Bianca ha fatto ricorso al Consiglio di Sicurezza dell’Onu, dove però si è trovata di fronte Cina e Russia che hanno rifiutato di condannare Kim e preparare nuove sanzioni. A maggio, Cina e Russia avevano bloccato la proposta USA di sanzionare ulteriormente la Corea del Nord per i suoi ripetuti lanci missilistici, dividendo pubblicamente il Consiglio di sicurezza per la prima volta dal 2006, anno in cui sono iniziate le sanzioni. L’ambasciatrice americana Linda Thomas-Greenfield ha denunciato «lo sforzo evidente di Cina e Russia per ricompensare la Corea del Nord per le sue cattive azioni; due Paesi membri permanenti del Consiglio di Sicurezza proteggono Kim Jong-un e gli permettono di fare quello che fa». Il rappresentante cinese Geng Shuang ha risposto che il Consiglio deve svolgere un ruolo costruttivo e distensivo, mentre la delegata russa Anna Evstigneeva ha ribadito che «nuove sanzioni contro la Nord Corea porterebbero zero risultati». La minaccia nucleare nordcoreana che si sta via via delineando si sommerebbe a quella di Putin, aprendo un secondo spaventoso fronte di guerra.

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