Napoli

La gestione dei beni delle mafie contro l’economia dei clan: un forum a Napoli

di Redazione -

Eraldo Turi


A Napoli un forum dei commercialisti sulla gestione dei beni e delle imprese sequestrate alle mafie. Al centro dell’appuntamento il ruolo dei professionisti per riconvertire le attività criminali salvaguardando i posti di lavoro: in Italia oltre 13mila imprese confiscate che fatturano 28 miliardi di euro e occupano 80mila persone.

“La gestione e il recupero delle aziende sequestrate alla criminalità organizzata è un punto fondamentale nella riconversione delle economie gestite dalla malavita in economie ‘pulite’. Salvaguardando posti di lavoro e mantenendo presìdi produttivi in aree spesso particolarmente complesse dal punto di vista sociale e imprenditoriale. I professionisti giocano un ruolo determinante in questa battaglia per la legalità sia nell’indirizzare il destino di queste imprese, ma anche restituendo fiducia nelle comunità locali”. Così Eraldo Turi, presidente dell’Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Napoli presentando il forum “Problematiche gestionali di beni e aziende sequestrate. La realtà della Campania” che si svolgerà venerdì 24 novembre a partire dalle ore 15 presso la sede dell’Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Napoli nel palazzo Calabritto di piazza dei Martiri e nel corso del quale interverranno Fulvio Martusciello (capo delegazione di Forza Italia PPE al Parlamento Europeo) e Francesco Silvestro (presidente della Commissione parlamentare per le Questioni Regionali).

Uno studio approfondito sui numeri e le criticità nella gestione delle aziende sequestrate sarà illustrato da Domenico Posca (managing partner dell’AGN (Amministratori Giudiziari Network): “A livello nazionale sono 13.256 le imprese sequestrate di cui lo Stato deve farsi carico. Una realtà che ha un valore di produzione che si aggira intorno ai 28 miliardi di euro e conta circa 80mila addetti. Tra i settori più colpiti quelli del commercio e dell’edilizia che, da soli, ricomprendono oltre 6000 aziende pari al 50% delle imprese sequestrate. Seguono le attività di ristorazione, con il 10% dei casi e quelle immobiliari con l’8%. Con questi numeri è del tutto evidente la necessità di fare fronte alle criticità gestionali che accompagnano le procedure e le prassi tribunalizie. Senza contare, poi, i profili manageriali richiesti al termine delle procedure stesse che necessitano di professionisti sempre più preparati e formati ad assolvere a questi delicati incarichi”.

Dal canto suo Paolo Ghezzi (direttore generale di Infocamere) chiarisce che “le imprese sequestrate sono state individuate all’interno del Registro delle Imprese – sottolinea con l’utilizzo di tecnologie innovative, per circoscrivere quelle che dimostrano ‘segnali di operatività’, perché non ci sono dati ufficiali dei tribunali penali”.

Secondo Angela Labattaglia (vicepresidente dell’Odcec di Napoli: “I professionisti specializzati nella lotta alla criminalità organizzata sono essenziali per garantire la corretta applicazione della legge durante il processo di confisca. Devono navigare attraverso complessi procedimenti legali per assicurarsi che l’azienda venga gestita in modo conforme alle normative vigenti. Il successo nella gestione delle aziende sequestrate sottolinea l’efficacia del sistema legale nel contrastare la criminalità organizzata, rinforzando il rispetto per la legalità e la giustizia. Attraverso il loro lavoro coordinato, è possibile trasformare queste imprese da strumenti di illegalità a motori di sviluppo economico e sociale”.

Vincenzo Moretta (vertice della Fondazione Odcec di Napoli), sottolinea come “la gestione efficace dei beni e delle aziende sequestrate può portare alla creazione di nuovi posti di lavoro, contribuendo a rafforzare l’economia locale e a reintegrare ex membri delle organizzazioni criminali nella società. Garantire la trasparenza finanziaria è cruciale per ripristinare la fiducia nel sistema. I commercialisti svolgono un ruolo chiave nell’assicurare che l’attività economico-aziendale sia in linea con gli standard etici e legali, contribuendo a dissipare ogni dubbio sulla provenienza dei fondi”.

“Con riferimento ai lavoratori dei beni delle mafie – rileva Stela Gazheli, partner dell’area lavoro di AGN – nelle aziende sequestrate la verifica della regolarità dei contratti di lavoro è particolarmente importante, anche in considerazione dei controlli di legalità che incombono sugli amministratori giudiziari. La simulazione di contratti con mansioni differenti e trattamenti economici finalizzati all’evasione contributiva sono piuttosto diffusi nelle aziende sottratte alla criminalità organizzata. L’asseverazione di conformità dei rapporti di lavoro (Asse.Co) garantisce la regolarità degli stessi riducendo fortemente i rischi di accertamento e quelli di contenzioso da parte del personale dipendente.

Il dibattito sarà moderato da Gianfranco Zaccaria (presidente della Commissione Diritto Penale dell’Economia dell’Odcec di Napoli).


Torna alle notizie in home