LA GHIGLIOTTINA – Il presidente Meloni e la lievità di Marrazzo

I musoni lunghi della Serracchiani, le note acidissime della Boldrini e poi (finalmente) arriva Fabrizio Marrazzo. Dopo il gusto amaro della polemica sterile una nota di colore dal retrogusto dolce: un modo stavolta carino per intervenire sulla (già) vexata quaestio dell’articolo davanti “presidente del Consiglio” quando ci si rivolge a Giorgia Meloni. Come è noto Palazzo Chigi ha diffuso una nota ufficiale in cui si fa presente che la premier vuole essere chiamata “Il presidente del Consiglio” e non “la presidente del Consiglio” (un po’ vintage, se vogliamo, visto che se andate a vedervi la pagina ufficiale di Nilde Iotti è “il presidente della Camera”). Ebbene, Marrazzo del Partito Gay Lgbt+ coglie la palla al balzo: “Rispettiamo la scelta di Meloni di cambiare genere senza intervento chirurgico, che rientra nelle richieste delle persone Transgender, che le chiediamo pertanto di sostenere”. E’ vero: le parole sono importanti (Nanni docet) e la battaglia delle parole del governo Meloni è chiara a tutti. Però anche farsi una risata, leggera, che plana sulle cose ci vuole, ogni tanto. E’ la lezione di Calvino.

I musoni lunghi della Serracchiani, le note acidissime della Boldrini e poi (finalmente) arriva Fabrizio Marrazzo. Dopo il gusto amaro della polemica sterile una nota di colore dal retrogusto dolce: un modo stavolta carino per intervenire sulla (già) vexata quaestio dell’articolo davanti “presidente del Consiglio” quando ci si rivolge a Giorgia Meloni. Come è noto Palazzo Chigi ha diffuso una nota ufficiale in cui si fa presente che la premier vuole essere chiamata “Il presidente del Consiglio” e non “la presidente del Consiglio” (un po’ vintage, se vogliamo, visto che se andate a vedervi la pagina ufficiale di Nilde Iotti è “il presidente della Camera”). Ebbene, Marrazzo del Partito Gay Lgbt+ coglie la palla al balzo: “Rispettiamo la scelta di Meloni di cambiare genere senza intervento chirurgico, che rientra nelle richieste delle persone Transgender, che le chiediamo pertanto di sostenere”. E’ vero: le parole sono importanti (Nanni docet) e la battaglia delle parole del governo Meloni è chiara a tutti. Però anche farsi una risata, leggera, che plana sulle cose ci vuole, ogni tanto. E’ la lezione di Calvino.

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