LA GHIGLIOTTINA – Le facce di Letta e gli occhi di tigre

L’immagine plastica della crisi del Pd e di quella sinistra che dovrebbe rappresentare non è tanto la Meloni che, lei sì, con occhi di tigre, si impegna a fare il bene della nazione puntando su battaglie che un tempo erano quelle dei dem, ma le facce di Enrico Letta durante il discorso della premier. Il linguaggio del corpo, lo chiamano: con la testa abbandonata alla mano che disperatamente la sorregge, il segretario del Pd ha espresso tutto lo sgomento possibile. La faccia della disperazione, di chi sa che se resterà in Italia e non fuggirà di nuovo a Parigi dovrà fare l’opposizione a un leader politico con una determinazione e un carisma che Letta non avrà mai. E’ il contrappasso: lui che durante la (devastante) campagna elettorale chiedeva ai suoi di tirare fuori gli occhi di tigre, ora se li ritrova addosso. Puntati sempre su di lui, fissi. Pure se Giorgia non lo vede proprio.

L’immagine plastica della crisi del Pd e di quella sinistra che dovrebbe rappresentare non è tanto la Meloni che, lei sì, con occhi di tigre, si impegna a fare il bene della nazione puntando su battaglie che un tempo erano quelle dei dem, ma le facce di Enrico Letta durante il discorso della premier. Il linguaggio del corpo, lo chiamano: con la testa abbandonata alla mano che disperatamente la sorregge, il segretario del Pd ha espresso tutto lo sgomento possibile. La faccia della disperazione, di chi sa che se resterà in Italia e non fuggirà di nuovo a Parigi dovrà fare l’opposizione a un leader politico con una determinazione e un carisma che Letta non avrà mai. E’ il contrappasso: lui che durante la (devastante) campagna elettorale chiedeva ai suoi di tirare fuori gli occhi di tigre, ora se li ritrova addosso. Puntati sempre su di lui, fissi. Pure se Giorgia non lo vede proprio.

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