LA GHIGLIOTTINA – L’ultima di Soumahoro “Mia moglie? Chi la conosce”

 

Soumahoro in versione “chiagne e fotte” (dal vernacolo napoletano: piangi e fotti) non conosce limiti né vergogna. Pur di restare uno stipendiato del Parlamento è disposto a tutto. Dopo il tristemente famoso video del pianto (degno di un Morgan Freeman o di un Denzel Washington) in cui diceva che non c’entrava niente con la moglie e la suocera e il giro di soldi fatti con l’accoglienza, ora si è spinto oltre e fotte (in senso figurato) la consorte. Sì, perché nel goffo tentativo di liberarsi anche della polemica sul “diritto all’eleganza” con cui aveva difeso la moglie, nota come Lady Gucci, è arrivato a dire che all’epoca della foto in questione, lui non la conosceva. Parole che seguono un calcolatissimo e comunque breve silenzio e che accompagnano l’annuncio pavloviano del suo addio al gruppo Verdi-Sinistra e del passaggio al gruppo Misto. Il tutto condito con il consueto vittimismo: “Una persona di colore va bene se è povera e sta ai margini. Se fa il negro da cortile”. In verità, Mr. Soumahoro, il colore della pelle con i furbetti poltronari non c’entra proprio niente.

 

Soumahoro in versione “chiagne e fotte” (dal vernacolo napoletano: piangi e fotti) non conosce limiti né vergogna. Pur di restare uno stipendiato del Parlamento è disposto a tutto. Dopo il tristemente famoso video del pianto (degno di un Morgan Freeman o di un Denzel Washington) in cui diceva che non c’entrava niente con la moglie e la suocera e il giro di soldi fatti con l’accoglienza, ora si è spinto oltre e fotte (in senso figurato) la consorte. Sì, perché nel goffo tentativo di liberarsi anche della polemica sul “diritto all’eleganza” con cui aveva difeso la moglie, nota come Lady Gucci, è arrivato a dire che all’epoca della foto in questione, lui non la conosceva. Parole che seguono un calcolatissimo e comunque breve silenzio e che accompagnano l’annuncio pavloviano del suo addio al gruppo Verdi-Sinistra e del passaggio al gruppo Misto. Il tutto condito con il consueto vittimismo: “Una persona di colore va bene se è povera e sta ai margini. Se fa il negro da cortile”. In verità, Mr. Soumahoro, il colore della pelle con i furbetti poltronari non c’entra proprio niente.
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