LA GHIGLIOTTINA – Lunga vita alla Iervolino: peste e corna ai giornali

“Rosa Russo Iervolino è morta”: ieri mattina tutti i giornali online hanno riportato la bufala poi smentita del decesso dell’ex ministro e sindaco di Napoli. “Sta benissimo”, afferma la figlia dell’ultimo presidente della Dc, “Non so quale idiota abbia messo in giro questa notizia. Sarebbe il caso di non scherzare sulla vita delle persone… napoletanamente facciamo le corna!!!”, aggiunge Francesca Russo. “Quando lo abbiamo detto a mamma si è fatta una bella risata – spiega il figlio Michele – non so come sia potuta uscire una cosa del genere”. E lei, la diretta interessata di quella che oggi si chiama fake news? “Sto bene, non c’è male, ho solo un po’ di mal di schiena. Stamattina ho ricevuto un sacco di telefonate, ho pensato che fosse successo qualcosa a qualcuno e invece non era successo niente”, racconta la Iervolino. Il funerale invece andrebbe fatto ai media online, che nella fretta di dare la notizia per primi si son dimenticati la prima regola di questo nostro bellissimo mestiere: verificare le fonti. Invece ormai si fa l’opposto: si dà in fretta e furia l’ipotetico scoop, tanto poi si fa sempre in tempo a dare la smentita. A perderci è la serietà, la professionalità, la credibilità, ma non i click sul momento, in questa spasmodica ricerca di like, di view, in cui sono precipitate le testate online. Neanche fossero aspiranti influencer. Quello che fa specie poi è sentire “e beh, ma la notizia l’hanno data tutti”. Come a dire, “non possiamo essere gli unici a non darla”. Come la cantonata colossale di Beppe Grillo. “Ripetete una bugia cento, mille, un milione di volte e diventerà una verità”, lo disse Joseph Goebbels, nazista, si legge in un suo famigerato post sui social. Peccato che quella frase, il ministro della Propaganda del Terzo Reich, non l’ha mai pronunciata. Il pensiero unico è anche questo, mascherato da una parola inglese (tanto per cambiare): mainstream.

“Rosa Russo Iervolino è morta”: ieri mattina tutti i giornali online hanno riportato la bufala poi smentita del decesso dell’ex ministro e sindaco di Napoli. “Sta benissimo”, afferma la figlia dell’ultimo presidente della Dc, “Non so quale idiota abbia messo in giro questa notizia. Sarebbe il caso di non scherzare sulla vita delle persone… napoletanamente facciamo le corna!!!”, aggiunge Francesca Russo. “Quando lo abbiamo detto a mamma si è fatta una bella risata – spiega il figlio Michele – non so come sia potuta uscire una cosa del genere”. E lei, la diretta interessata di quella che oggi si chiama fake news? “Sto bene, non c’è male, ho solo un po’ di mal di schiena. Stamattina ho ricevuto un sacco di telefonate, ho pensato che fosse successo qualcosa a qualcuno e invece non era successo niente”, racconta la Iervolino. Il funerale invece andrebbe fatto ai media online, che nella fretta di dare la notizia per primi si son dimenticati la prima regola di questo nostro bellissimo mestiere: verificare le fonti. Invece ormai si fa l’opposto: si dà in fretta e furia l’ipotetico scoop, tanto poi si fa sempre in tempo a dare la smentita. A perderci è la serietà, la professionalità, la credibilità, ma non i click sul momento, in questa spasmodica ricerca di like, di view, in cui sono precipitate le testate online. Neanche fossero aspiranti influencer. Quello che fa specie poi è sentire “e beh, ma la notizia l’hanno data tutti”. Come a dire, “non possiamo essere gli unici a non darla”. Come la cantonata colossale di Beppe Grillo. “Ripetete una bugia cento, mille, un milione di volte e diventerà una verità”, lo disse Joseph Goebbels, nazista, si legge in un suo famigerato post sui social. Peccato che quella frase, il ministro della Propaganda del Terzo Reich, non l’ha mai pronunciata. Il pensiero unico è anche questo, mascherato da una parola inglese (tanto per cambiare): mainstream.

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