LA GHIGLIOTTINA – Se la pop star ivoriana manda in tilt la gauche caviar

Non è tutto (Soumah)oro quello che luccica: lo scoprono amaramente ora i volti noti che più si sono stretti attorno al sindacalista di origini ivoriane, neodeputato con Sinistra italiana e Verdi, ora al centro dello scandalo dei soldi presi con le coop del business dell’accoglienza che vede coinvolta la moglie e ora indagata la suocera. Mentre sui social si scatenano le critiche e gli sberleffi per la scelta della sinistra al caviale che si è rivelata quanto meno improvvida, ci tornano alla mente le immagini di Aboubakar ancora non in lacrime, ma fieramente simbolo dei radical chic impegnati. Prima delle galosce con pugno alzato – una rivisitazione un po’ kitsch di Città del Messico 1968 – c’erano le foto di rito di lui e della famiglia con i Saviano e le Boldrini, c’erano le copertine, gli inviti a Propaganda Live. Tutto l’apparato di certa sinistra si era messo in moto puntando su lui, che ora lascia tutti nel più imbarazzante dei silenzi. Più vengono fuori magagne sulla sua famiglia, più si offusca l’immagine dell’eroe nero in difesa dei lavoratori sfruttati, paladino degli ultimi, icona della sinistra pro-immigrazione. Ora rischia di essere minata tutta la narrazione del “accogliamoli tutti”. Perché spuntano i soldi pubblici, i lauti guadagni nell’accoglierli tutti. Un rischio che certa sinistra non può correre. Ecco perché forse Aboubakar sarà presto avvolto dall’oblio.

Non è tutto (Soumah)oro quello che luccica: lo scoprono amaramente ora i volti noti che più si sono stretti attorno al sindacalista di origini ivoriane, neodeputato con Sinistra italiana e Verdi, ora al centro dello scandalo dei soldi presi con le coop del business dell’accoglienza che vede coinvolta la moglie e ora indagata la suocera. Mentre sui social si scatenano le critiche e gli sberleffi per la scelta della sinistra al caviale che si è rivelata quanto meno improvvida, ci tornano alla mente le immagini di Aboubakar ancora non in lacrime, ma fieramente simbolo dei radical chic impegnati. Prima delle galosce con pugno alzato – una rivisitazione un po’ kitsch di Città del Messico 1968 – c’erano le foto di rito di lui e della famiglia con i Saviano e le Boldrini, c’erano le copertine, gli inviti a Propaganda Live. Tutto l’apparato di certa sinistra si era messo in moto puntando su lui, che ora lascia tutti nel più imbarazzante dei silenzi. Più vengono fuori magagne sulla sua famiglia, più si offusca l’immagine dell’eroe nero in difesa dei lavoratori sfruttati, paladino degli ultimi, icona della sinistra pro-immigrazione. Ora rischia di essere minata tutta la narrazione del “accogliamoli tutti”. Perché spuntano i soldi pubblici, i lauti guadagni nell’accoglierli tutti. Un rischio che certa sinistra non può correre. Ecco perché forse Aboubakar sarà presto avvolto dall’oblio.

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