LA GHIGLIOTTINA – Speranza e il Covid la ricetta perdente

Roberto Speranza, ministro della Salute uscente, ossessionato dal Covid, candidato capolista del Pd a Napoli, è un disco rotto: “Bisogna andare avanti con le vaccinazioni, i politici dicano parole chiare, la pandemia non è finita”. Ora che la campagna elettorale è entrata nel vivo, Speranza torna a ripetere in modo monomaniacale compulsivo la sua filastrocca horror. “A metà mese dovrebbero arrivare i vaccini aggiornati alla variante Omicron che potranno rafforzare la campagna di vaccinazione. Ieri l’Ema ha dato il via libera e lunedì arriverà l’Aifa. La campagna di vaccinazione ci ha consentito di aprire una stagione diversa, ora non devono esserci ambiguità, non è un patrimonio di un ministro ma di un Paese. Sulle vaccinazioni anti-Covid non sento dalla Meloni e da Salvini parole chiare in cui si dica che dopo il 26 settembre la campagna di vaccinazione continua”, dice Speranza. Come se al Pd di Letta non bastasse aver candidato Andrea Crisanti, lo zanzarologo catastrofista altrettanto fissato con il Covid: un Autan voto-repellente, pure lui. Mentre gli italiani sono preoccupati dalle bollette sempre più care e spaventati dall’idea di dover passare l’inverno al buio e al freddo, Speranza sta lì a ricordare che c’è pure il Covid, che etternamente dura. L’unica speranza (mai nome di ministro della Salute fu meno appropriato) è che gli italiani si siano davvero stufati della pandemia, delle restrizioni, del green pass, dei lockdown (anche se ora arriveranno quelli energetici) e che quindi l’esponente di LeU non se lo fili nessuno. Lui intanto prosegue con i suoi appelli: “Non spostate i soldi dalla sanità, anzi i soldi vanno aumentati”. Tutto giusto, per carità. Ma il tono così accorato lascia intendere che Speranza spera di essere ancora ministro. Per carità. Speriamo nel contrappasso dantesco: Bassetti ministro. Intanto imperterrito continua: “Con l’energia in Europa bisogna fare come con il Covid”. Non c’è niente da fare: ormai vive in una dimensione parallela fatta solo di mascherine, vaccini e tamponi.

Roberto Speranza, ministro della Salute uscente, ossessionato dal Covid, candidato capolista del Pd a Napoli, è un disco rotto: “Bisogna andare avanti con le vaccinazioni, i politici dicano parole chiare, la pandemia non è finita”. Ora che la campagna elettorale è entrata nel vivo, Speranza torna a ripetere in modo monomaniacale compulsivo la sua filastrocca horror. “A metà mese dovrebbero arrivare i vaccini aggiornati alla variante Omicron che potranno rafforzare la campagna di vaccinazione. Ieri l’Ema ha dato il via libera e lunedì arriverà l’Aifa. La campagna di vaccinazione ci ha consentito di aprire una stagione diversa, ora non devono esserci ambiguità, non è un patrimonio di un ministro ma di un Paese. Sulle vaccinazioni anti-Covid non sento dalla Meloni e da Salvini parole chiare in cui si dica che dopo il 26 settembre la campagna di vaccinazione continua”, dice Speranza. Come se al Pd di Letta non bastasse aver candidato Andrea Crisanti, lo zanzarologo catastrofista altrettanto fissato con il Covid: un Autan voto-repellente, pure lui. Mentre gli italiani sono preoccupati dalle bollette sempre più care e spaventati dall’idea di dover passare l’inverno al buio e al freddo, Speranza sta lì a ricordare che c’è pure il Covid, che etternamente dura. L’unica speranza (mai nome di ministro della Salute fu meno appropriato) è che gli italiani si siano davvero stufati della pandemia, delle restrizioni, del green pass, dei lockdown (anche se ora arriveranno quelli energetici) e che quindi l’esponente di LeU non se lo fili nessuno. Lui intanto prosegue con i suoi appelli: “Non spostate i soldi dalla sanità, anzi i soldi vanno aumentati”. Tutto giusto, per carità. Ma il tono così accorato lascia intendere che Speranza spera di essere ancora ministro. Per carità. Speriamo nel contrappasso dantesco: Bassetti ministro. Intanto imperterrito continua: “Con l’energia in Europa bisogna fare come con il Covid”. Non c’è niente da fare: ormai vive in una dimensione parallela fatta solo di mascherine, vaccini e tamponi.

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