LA GHIGLIOTTINA – Tre no forse fanno un sì il tira e molla di Panetta

Tre no fanno un sì? Parafrasando Agatha Christie e il suo “tre indizi fanno una prova”, forse i continui rifiuti di Fabio Panetta, del Comitato esecutivo della Bce, a fare il ministro dell’Economia, come vorrebbe la premier in pectore Giorgia Meloni, sono una formalità, fintanto che non arrivi una proposta ufficiale. Quello che sembra un tira e molla – l’ultimo “gran rifiuto” è quello riportato da Bloomberg in occasione di una riunione dei titolari delle Finanze dell’eurozona – potrebbe essere un invito di Panetta a farsi pregare, un po’ come è stato con il bis di Mattarella. Il Presidente aveva detto moltissime volte no a un secondo mandato ma poi sappiamo come è andata. Si vocifera che Panetta stia rifiutando la poltrona del Mef perché vuole andare a fare il governatore di Bankitalia. Ma ci sembra improbabile che dopo un no definitivo al dicastero dell’Economia, il banchiere possa contare sull’endorsement del governo per subentrare a Visco a Palazzo Koch. La crisi impazza e presto andrà pure peggio: difficile che un economista del suo calibro si sottragga a siffatto dovere istituzionale in un momento così delicato.

Tre no fanno un sì? Parafrasando Agatha Christie e il suo “tre indizi fanno una prova”, forse i continui rifiuti di Fabio Panetta, del Comitato esecutivo della Bce, a fare il ministro dell’Economia, come vorrebbe la premier in pectore Giorgia Meloni, sono una formalità, fintanto che non arrivi una proposta ufficiale. Quello che sembra un tira e molla – l’ultimo “gran rifiuto” è quello riportato da Bloomberg in occasione di una riunione dei titolari delle Finanze dell’eurozona – potrebbe essere un invito di Panetta a farsi pregare, un po’ come è stato con il bis di Mattarella. Il Presidente aveva detto moltissime volte no a un secondo mandato ma poi sappiamo come è andata. Si vocifera che Panetta stia rifiutando la poltrona del Mef perché vuole andare a fare il governatore di Bankitalia. Ma ci sembra improbabile che dopo un no definitivo al dicastero dell’Economia, il banchiere possa contare sull’endorsement del governo per subentrare a Visco a Palazzo Koch. La crisi impazza e presto andrà pure peggio: difficile che un economista del suo calibro si sottragga a siffatto dovere istituzionale in un momento così delicato.

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