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Esteri

La Global Sumud Flotilla abbordata a poche miglia da Gaza da 20 barche di Israele: video oscurati, attivisti fermati

Vicina una svolta per le sorti della missione

di Ernesto Ferrante -


La Global Sumud Flotilla era stamattina a meno di 130 miglia nautiche da Gaza. “Non arriveremo a Gaza ovviamente, siamo convinti che ci fermeranno prima. Poi se succede il miracolo, arriveremo domani pomeriggio più o meno”. Lo diceva, in un collegamento con RaiNews24, l’attivista Maso Notarianni che è a bordo della Karma, imbarcazione Arci della Flotilla. Nelle ultime ore, una tensione aumentata a dismisura. È stato lo stesso Notarianni a ricostruire l’accaduto: “Abbiamo avuto un ‘jamming’, ovvero ci hanno interrotte le comunicazioni per più di mezz’ora. Alcune imbarcazioni, prima dell’alba, hanno circondato la nave ‘madre’ della Flotilla, Alma, ma non hanno ancora fatto l’abbordaggio. Dopodiché hanno bloccato le comunicazioni anche ad altre imbarcazioni, ovviamente c’è grande tensione tra tutti. Siamo stati fermi per una un’oretta quando sono accadute le intercettazioni, adesso siamo ripartiti”.

Gli avvicinamenti di imbarcazioni con le luci spente

La Global Sumud Flotilla ha fatto sapere che imbarcazioni non identificate si sono avvicinate a diverse navi della Flotilla, alcune con le luci spente. I partecipanti hanno applicato i protocolli di sicurezza in preparazione di un’intercettazione.

Le accuse a Giorgia Meloni

Scontro tra gli attivisti e la premier Giorgia Meloni che ha collegato le attività della flotta agli esiti del controverso piano di pace in 20 punti di Donald Trump, che il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha già provveduto ad “amputare”. “La Presidente del Consiglio ha definito la Global Sumud Flotilla un pericolo per il ‘piano di pace’ americano. Avete letto bene: civili disarmati, attivisti nonviolenti e navi cariche di farina e medicinali sarebbero una minaccia alla stabilità. Il paradosso è evidente: si chiama pace un progetto che condanna Gaza a restare prigione a cielo aperto, e si bollano come ‘nemici’ coloro che tentano di spezzare un assedio illegale”, si legge in una nota della Global Sumud Flotilla.

“Stanotte non è a rischio solo l’equipaggio della Flotilla – prosegue il comunicato – ma il diritto internazionale stesso, calpestato da un Governo che preferisce accodarsi ai diktat di una strategia neocoloniale. Diversi Paesi hanno scelto di rispettare la legge; l’Italia, invece, certifica la propria noncuranza. Colpisce che la Presidente Meloni non abbia mai pronunciato la parola ‘legalità’ e non abbia citato l’artefice del genocidio: lo Stato di Israele. Non una calamità naturale, non una ‘guerra’, ma la responsabilità precisa di un potere che assedia, affama e bombarda una popolazione civile”.

I naviganti hanno ricordato l’allarme lanciato dall‘Oms ad agosto. Entro la fine di settembre oltre 640 mila persone a Gaza sarebbero entrate in carestia, “l’equivalente dell’intera città di Palermo”.

La premier ritorna sulla questione da Copenaghen: “Credo che in questa fase, di fronte ad una possibilità che sarebbe storica, insistere in una iniziativa che ha dei margini di pericolosità e di irresponsabilità, io devo capirlo…”. E ancora, ricordando gli appelli del presidente Mattarella e che anche la “Spagna sta facendo esattamente quello che ha fatto anche l’Italia”.

L’affondo di Francesca Albanese

Francesca Albanese, relatrice speciale delle Nazioni Unite per la Palestina, ha criticato la decisione del governo italiano di abbandonare la flottiglia mentre si avvicina a una cosiddetta “zona di pericolo” più vicina alla costa di Gaza.

Il comunicato di Flotilla delle ore 8.54

Nelle prime ore di questa mattina, le forze navali di occupazione israeliane hanno lanciato un’operazione intimidatoria contro la Flottiglia Global Sumud. Una delle nostre navi di punta, Alma, è stata aggressivamente circondata da una nave da guerra israeliana per diversi minuti.

Durante l’incidente, le comunicazioni di bordo, comprese le nostre trasmissioni a circuito chiuso, sono state disattivate da remoto e la nave si è avvicinata pericolosamente, costringendo il capitano a una brusca manovra evasiva per evitare una collisione frontale.

Poco dopo, la stessa nave ha preso di mira Sirius, ripetendo simili manovre di disturbo per un lungo periodo di tempo, prima di ritirarsi definitivamente.

Queste manovre sconsiderate e intimidatorie hanno esposto i partecipanti a gravi rischi.La Flottiglia Global Sumud è una missione pacifica e non violenta che trasporta aiuti umanitari e civili da oltre 40 Paesi.

Interferire con il nostro passaggio è illegale e qualsiasi attacco o intercettazione costituisce un crimine di guerra. Nonostante questi atti di aggressione, la flottiglia prosegue la sua corsa con determinazione.

La nostra missione rimane chiara: sfidare l’assedio illegale di Gaza da parte di Israele, stare al fianco del popolo palestinese e fornire aiuti a una popolazione assediata che rischia la fame e il genocidio.

I video

La conferenza stampa

La Global Sumud Flotilla ha convocato per le 12.30 una conferenza stampa per un briefing sulle azioni notturne di Israele contro la flottiglia, illustrerà il contesto giuridico del blocco navale israeliano da parte di avvocati internazionali ed esperti marittimi, esporrà dichiarazioni dei passeggeri della flottiglia sulla loro missione, le motivazioni e l’urgenza di rompere l’assedio di Gaza. Parteciperanno Lisi Proenca, partecipante a bordo di Sirius; Thiago Ávila, membro del comitato direttivo del GSF a bordo di Alma: Francesca Albanese, relatrice speciale sui Territori Palestinesi Occupati; Lamis J. Deek, avvocato internazionale, direttore degli affari legali e diplomatici per la Commissione PAL.

Parla Thiago Ávila: Siamo dove intercettarono a giugno la Madleen con Greta

Thiago Ávila in un video dalle acque prossime a Gaza dice: “Siamo ora a 118 miglia nautiche da Gaza – a sole 8 miglia da dove è stata intercettata la Madleen (accadde il 9 giugno di quest’anno, a bordo tra i fermati e poi espulsi Greta Thunberg, ndr). Durante la notte abbiamo subito intimidazioni: una nave militare israeliana ha circondato le barche Alma e Sirius, ha lanciato un attacco informatico che ha causato molti danni ai nostri dispositivi e continuiamo ad avere problemi di connettività per la navigazione. Tuttavia, continuiamo a navigare”.

“Questo è il più grande tentativo di rompere l’assedio di sempre – 41 barche, supportate dal diritto internazionale e dalla volontà dei popoli del mondo – aggiunge -. Rimaniamo impegnati nella non violenza e nella creazione di un Corridoio Umanitario Popolare – una via di salvezza per Gaza. La comunità internazionale ci ha affidato questa missione, e non falliremo”.

Il premier svedese Ulf Kristersson arrivando al vertice di  Copenaghen ha invitato l’attivista a “tornare a casa”. Thunberg aveva lanciato un appello al  governo sul quotidiano Expressen, pubblicato oggi: “Proteggete i diritti  dei vostri cittadini e garantite un passaggio sicuro agli aiuti  umanitari fino a Gaza”. Ma il primo ministro svedese ha riposto in modo  secco e netto. “Il governo ha detto con una chiarezza che non può essere mal  interpretata: sconsigliamo tutti i viaggi per Gaza nei prossimi 10 anni e  ho sentito che l’Italia dice la stessa cosa. Tornate a casa”. 

La missione a poche decine di miglia da Gaza

Cerchiamo un passaggio sicuro”: si conclude così un comunicato della missione diffuso sui social alle 18.34. La flotta è a poche decine di miglia da Gaza, ormai meno di 70.

Prossimo un abbordaggio o un blocco navale

Entro un’ora – sono le 19.10 – potrebbero arrivare vicine alla flotta 12 imbarcazioni non identificate che si trovano a 5/15 miglia dalle barche della Global Sumud Flotilla. Un messaggio in inglese veicolato sui social scrive di “una possibile intercettazione illegale da parte dell’unità di commando navale israeliana” con radar che “mostrano attualmente una concentrazione di circa 12 imbarcazioni non identificate, a 5-15 miglia dalla flottiglia”.

Un nuovo post della Flotilla – sono le 19.26 – segnala che le imbarcazioni in avvicinamento sono 20, a sole 3 miglia da loro che temono la preparazione di un blocco navale.

L’abbordaggio

Intorno alle 20.00 il via dell’abbordaggio. Il live diffuso dalla Flotilla alle tv di tutto il mondo si è oscurato a partire dalla imbarcazione Alma, la prima ad essere stata agganciata. Dove le immagini facevano vedere decine di attivisti seduti a terra, al termine dell’oscuramento, una tolda vuota. Gli attivisti, probabilmente, trasferiti a bordo delle imbarcazioni israeliane. Un’operazione che non durerà poco, se prosegue con queste modalità. Intanto, il ministro degli Esteri Antonio Tajani faceva sapere di aver ribadito all’indirizzo del suo omologo israeliano la richiesta di non usare violenza nei confronti degli attivisti.

(in aggiornamento…)


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