La grande beffa del gas ora il costo scende ma la bolletta no

Al Ttf di Amsterdam, il gas viene scambiato a 64 euro al megawattora. Eppure la bolletta degli italiani resta alta. Intanto, con il ritorno delle accise, si irrobustisce anche il prezzo alla pompa per la benzina e il diesel. Che, negli ultimi giorni, ha superato – in alcuni casi – addirittura la soglia psicologica dei due euro. Le crisi, e gli effetti della speculazione, si sono abbattuti sulle tasche dei cittadini. Con le conseguenze quotidiane, di maggiori esborsi, di minori possibilità, del rischio di un avvitamento dei consumi che potrebbe innescare una parabola depressiva dell’economia nazionale. Che, peraltro, se finora ha retto è stato solo grazie alla domanda interna. Cioè gli italiani hanno comprato “italiano” e così facendo il sistema economico non è collassato sotto i colpi dei rincari e degli aumenti.
Capitolo gas. Le bollette di dicembre sono state più alte del 23,3% rispetto a novembre. I conti sono presto fatti. Il Codacons denuncia che quest’aumento “equivale ad una bolletta media del gas che sale a quota 2.113 euro annui a famiglia. Rispetto allo stesso periodo del 2021, infatti, i prezzi del risultano a dicembre più elevati del 55,8%, con un incremento di spesa pari a + 757 euro a nucleo rispetto alle tariffe in vigore a dicembre del 2021”. Ma come mai accade se il prezzo del gas sta perdendo terreno? Secondo Stefano Besseghini, presidente Arera: “Nella prima metà del mese di dicembre i prezzi erano relativamente alti, con prezzi intorno ai 130-135 euro a mwh mentre nella seconda metà di dicembre, complice il clima e una percezione diversa della capacità dell’Europa di lavorare su questo settore e l’effetto degli stoccaggi più pieni del previsto hanno portato ad un crollo significativo, oggi siamo a 80 euro al mwh”. Insomma, paghiamo il gas a prezzo pieno ma lo pagheremo meno, nei prossimi mesi. E ciò grazie, soprattutto, all’inverno caldo e alle strategie di risparmio messe su dalle imprese che, già da mesi, hanno iniziato ad adottare metodi e “tattiche” (come, per esempio, i turni di lavoro di notte) che consentono alle aziende di risparmiare sulle bollette.
Capitolo carburante. Dopo l’approvazione della manovra, sono ritornate a prezzo pieno le accise su benzina e diesel. Un salasso da diciotto cents al litro a cui è unito l’arrotondamento del prezzo (di uno, due centesimi) decretato dalle compagnie. Il risultato è stato che, alla pompa, il costo dei carburanti, in certi casi, ha sfondato quota due euro. Il ministro alla sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, sta in campana. E a La Stampa riferisce che “con i livelli attuali di prezzo del gas e del petrolio, credo che un eventuale sforamento dei due euro sarebbe solo speculazione e comunque, se il prezzo dei carburanti dovesse tornare a crescere in modo stabile e significativo, il governo è pronto a intervenire”. L’opposizione lo sfida e Bonelli (Avs) lo invita a presentarsi in Procura a mettere nero su bianco la sua denuncia. Cosa che ha già fatto il Codacons. I consumatori, secondo cui gli aumenti sui carburanti costeranno agli italiani, nel 2023, ben 366 euro in più, hanno annunciato di avere intenzione di presentare un esposto alla Guardia di Finanza e alla magistratura di tutte le Procure italiane. “La benzina in modalità self ha già superato quota 1,8 al litro, mentre il gasolio in modalità servito ha sfondato la soglia dei 2 euro al litro, tutto ciò mentre le quotazioni internazionali del petrolio sono in ribasso e non giustificano in alcun modo l’andamento dei prezzi alla pompa, al netto del rialzo delle accise”.

Al Ttf di Amsterdam, il gas viene scambiato a 64 euro al megawattora. Eppure la bolletta degli italiani resta alta. Intanto, con il ritorno delle accise, si irrobustisce anche il prezzo alla pompa per la benzina e il diesel. Che, negli ultimi giorni, ha superato – in alcuni casi – addirittura la soglia psicologica dei due euro. Le crisi, e gli effetti della speculazione, si sono abbattuti sulle tasche dei cittadini. Con le conseguenze quotidiane, di maggiori esborsi, di minori possibilità, del rischio di un avvitamento dei consumi che potrebbe innescare una parabola depressiva dell’economia nazionale. Che, peraltro, se finora ha retto è stato solo grazie alla domanda interna. Cioè gli italiani hanno comprato “italiano” e così facendo il sistema economico non è collassato sotto i colpi dei rincari e degli aumenti.
Capitolo gas. Le bollette di dicembre sono state più alte del 23,3% rispetto a novembre. I conti sono presto fatti. Il Codacons denuncia che quest’aumento “equivale ad una bolletta media del gas che sale a quota 2.113 euro annui a famiglia. Rispetto allo stesso periodo del 2021, infatti, i prezzi del risultano a dicembre più elevati del 55,8%, con un incremento di spesa pari a + 757 euro a nucleo rispetto alle tariffe in vigore a dicembre del 2021”. Ma come mai accade se il prezzo del gas sta perdendo terreno? Secondo Stefano Besseghini, presidente Arera: “Nella prima metà del mese di dicembre i prezzi erano relativamente alti, con prezzi intorno ai 130-135 euro a mwh mentre nella seconda metà di dicembre, complice il clima e una percezione diversa della capacità dell’Europa di lavorare su questo settore e l’effetto degli stoccaggi più pieni del previsto hanno portato ad un crollo significativo, oggi siamo a 80 euro al mwh”. Insomma, paghiamo il gas a prezzo pieno ma lo pagheremo meno, nei prossimi mesi. E ciò grazie, soprattutto, all’inverno caldo e alle strategie di risparmio messe su dalle imprese che, già da mesi, hanno iniziato ad adottare metodi e “tattiche” (come, per esempio, i turni di lavoro di notte) che consentono alle aziende di risparmiare sulle bollette.
Capitolo carburante. Dopo l’approvazione della manovra, sono ritornate a prezzo pieno le accise su benzina e diesel. Un salasso da diciotto cents al litro a cui è unito l’arrotondamento del prezzo (di uno, due centesimi) decretato dalle compagnie. Il risultato è stato che, alla pompa, il costo dei carburanti, in certi casi, ha sfondato quota due euro. Il ministro alla sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, sta in campana. E a La Stampa riferisce che “con i livelli attuali di prezzo del gas e del petrolio, credo che un eventuale sforamento dei due euro sarebbe solo speculazione e comunque, se il prezzo dei carburanti dovesse tornare a crescere in modo stabile e significativo, il governo è pronto a intervenire”. L’opposizione lo sfida e Bonelli (Avs) lo invita a presentarsi in Procura a mettere nero su bianco la sua denuncia. Cosa che ha già fatto il Codacons. I consumatori, secondo cui gli aumenti sui carburanti costeranno agli italiani, nel 2023, ben 366 euro in più, hanno annunciato di avere intenzione di presentare un esposto alla Guardia di Finanza e alla magistratura di tutte le Procure italiane. “La benzina in modalità self ha già superato quota 1,8 al litro, mentre il gasolio in modalità servito ha sfondato la soglia dei 2 euro al litro, tutto ciò mentre le quotazioni internazionali del petrolio sono in ribasso e non giustificano in alcun modo l’andamento dei prezzi alla pompa, al netto del rialzo delle accise”.

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