La grande paura

Sei consumatori su dieci sono preoccupati: la crisi morde e le prospettive sono nere, nerissime. Ma il report annuale di Capgemini sottolinea quanto il periodo sia più pesante soprattutto per i più giovani che, in questo momento storico, stanno tagliando tutte le spese superflue.

Intanto, la federazione dei bancari snocciola numeri da paura: nel 2022, sui conti corrente degli italiani, ci sono addirittura venti miliardi di euro in meno.
Meno soldi uguale meno consumi. Secondo l’indagine di Capgemini, compiuta su un campione di 11.300 persone di undici Paesi diversi, il 61% dei cittadini è preoccupato per la propria situazione finanziaria e il 44% degli intervistati ha assicurato che ridurrà le sue spese. Quest’ultimo dato è in netto aumento rispetto all’ultimo report, datato novembre 2020 e registra un aumento del 33% per cento dei consumatori “timorosi” che adesso chiuderanno i cordoni della borsa. Si tratta di una cifra che aumenta fino al 73% se si prende in considerazione il numero di chi ha iniziato a riflettere prima di acquistare, limitando al massimo lo shopping compulsivo, e si attesta al 69% se si parla di chi ha tagliato le spese superflue, individuate dagli stessi intervistati in quelle legate a prodotti di elettronica, uscite al ristorante e beni di lusso.

La parola d’ordine è risparmio: il 65% sceglie marche economiche e il 64% ha imparato a far la spesa nei discount. Se si analizza il campione per fasce d’età emerge che i più “tranquilli” sono i cosiddetti boomer (nati tra il 1946 e il 1964) che pure non se la passano granché bene dal momento che il 55% di loro teme per la propria situazione finanziaria. Lo scetticismo sale fino al 64% nella cosiddetta Generazione X (nati tra il 1965 e il 1980) mentre l’ottimismo sprofonda tra i millennials (nati tra il 1981 e il 1996) che sono letteralmente terrorizzati: il 66% di loro ha paura.
E ne ha ben donde. La Fabi ha fotografato, solo in Italia, un assottigliamento consistente dei conti corrente degli italiani. I depositi, da agosto a oggi, hanno perso qualcosa come poco meno di venti miliardi di euro. Già a maggio si erano “persi” dieci miliardi. Attualmente, i conti degli italiani contengono non più di 1.177 miliardi a fronte dei 1.159 miliardi di agosto scorso. Per gli analisti della federazione dei bancari, non c’è che una spiegazione: i cittadini comuni, le famiglie, stanno pagando di tasca propria la crisi. Infatti, gli italiani più che cicale sono sempre stati formiche. E lo storico recente lo dimostra: “A fine 2017 l’ammontare complessivo era a quota 967 miliardi, a fine 2018 a quota 990 miliardi (+23 miliardi), a fine 2019 a 1.044 miliardi (+54 miliardi), a fine 2020 a 1.110 miliardi (+66 miliardi) e a fine 2021 a 1.144 miliardi (+34 miliardi)”, spiega la Fabi.

Non sono, dunque, i cittadini a essere diventati spendaccioni. Ma, più semplicemente, stanno intaccando i propri risparmi per pagare bollette stratosferiche, prezzi pompati dall’inflazione a due cifre, rinunciano a tutto e sono costretti a fare i conti con il caro vita, ma così aggressivo, come non si registrava da decadi. E le previsioni per quest’anno sembrano tutt’altro che positive.
Insomma, quello che si temeva sta per accadere. I soldi stanno finendo e i consumi si congelano. La spirale più temuta s’è innescata.

Sei consumatori su dieci sono preoccupati: la crisi morde e le prospettive sono nere, nerissime. Ma il report annuale di Capgemini sottolinea quanto il periodo sia più pesante soprattutto per i più giovani che, in questo momento storico, stanno tagliando tutte le spese superflue.

Intanto, la federazione dei bancari snocciola numeri da paura: nel 2022, sui conti corrente degli italiani, ci sono addirittura venti miliardi di euro in meno.
Meno soldi uguale meno consumi. Secondo l’indagine di Capgemini, compiuta su un campione di 11.300 persone di undici Paesi diversi, il 61% dei cittadini è preoccupato per la propria situazione finanziaria e il 44% degli intervistati ha assicurato che ridurrà le sue spese. Quest’ultimo dato è in netto aumento rispetto all’ultimo report, datato novembre 2020 e registra un aumento del 33% per cento dei consumatori “timorosi” che adesso chiuderanno i cordoni della borsa. Si tratta di una cifra che aumenta fino al 73% se si prende in considerazione il numero di chi ha iniziato a riflettere prima di acquistare, limitando al massimo lo shopping compulsivo, e si attesta al 69% se si parla di chi ha tagliato le spese superflue, individuate dagli stessi intervistati in quelle legate a prodotti di elettronica, uscite al ristorante e beni di lusso.

La parola d’ordine è risparmio: il 65% sceglie marche economiche e il 64% ha imparato a far la spesa nei discount. Se si analizza il campione per fasce d’età emerge che i più “tranquilli” sono i cosiddetti boomer (nati tra il 1946 e il 1964) che pure non se la passano granché bene dal momento che il 55% di loro teme per la propria situazione finanziaria. Lo scetticismo sale fino al 64% nella cosiddetta Generazione X (nati tra il 1965 e il 1980) mentre l’ottimismo sprofonda tra i millennials (nati tra il 1981 e il 1996) che sono letteralmente terrorizzati: il 66% di loro ha paura.
E ne ha ben donde. La Fabi ha fotografato, solo in Italia, un assottigliamento consistente dei conti corrente degli italiani. I depositi, da agosto a oggi, hanno perso qualcosa come poco meno di venti miliardi di euro. Già a maggio si erano “persi” dieci miliardi. Attualmente, i conti degli italiani contengono non più di 1.177 miliardi a fronte dei 1.159 miliardi di agosto scorso. Per gli analisti della federazione dei bancari, non c’è che una spiegazione: i cittadini comuni, le famiglie, stanno pagando di tasca propria la crisi. Infatti, gli italiani più che cicale sono sempre stati formiche. E lo storico recente lo dimostra: “A fine 2017 l’ammontare complessivo era a quota 967 miliardi, a fine 2018 a quota 990 miliardi (+23 miliardi), a fine 2019 a 1.044 miliardi (+54 miliardi), a fine 2020 a 1.110 miliardi (+66 miliardi) e a fine 2021 a 1.144 miliardi (+34 miliardi)”, spiega la Fabi.

Non sono, dunque, i cittadini a essere diventati spendaccioni. Ma, più semplicemente, stanno intaccando i propri risparmi per pagare bollette stratosferiche, prezzi pompati dall’inflazione a due cifre, rinunciano a tutto e sono costretti a fare i conti con il caro vita, ma così aggressivo, come non si registrava da decadi. E le previsioni per quest’anno sembrano tutt’altro che positive.
Insomma, quello che si temeva sta per accadere. I soldi stanno finendo e i consumi si congelano. La spirale più temuta s’è innescata.

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