La pace di Putin

Chiunque oserà attaccare la Russia con armi nucleari “sarà cancellato dalla faccia della Terra”. Il presidente russo Vladimir Putin lancia un terrificante avvertimento nel corso di una conferenza stampa a Bishkek, in Kirghizistan, a margine della riunione della Comunità economica eurasiatica, di cui, oltre al Paese ospitante, fanno parte Bielorussia, Armenia e Kazakistan. La Russia, ha aggiunto, non intende lanciare per prima un attacco nucleare preventivo, “ma le avanzate armi ipersoniche di cui dispone le garantiscono di poter rispondere con forza a qualsiasi attacco”. Putin ha anche annunciato che Mosca potrebbe “ridurre la produzione di petrolio” e interrompere la sua esportazione verso quei Paesi che hanno introdotto il price cap.
Il leader del Cremlino, in un videomessaggio per una riunione dei ministri della difesa dei Paesi dell’Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai (Sco) e della Comunità degli Stati indipendenti (Csi), ha attaccato frontalmente l’Occidente: “Vediamo le gravi conseguenze di tali azioni oggi in Ucraina. Per un certo numero di anni, l’Occidente ha spudoratamente sottratto e sfruttato le sue risorse, ha incoraggiato il genocidio e il terrore nel Donbass, ha trasformato questo paese in una sua colonia e ora usa cinicamente il popolo ucraino come carne da macello, come ariete contro la Russia, continuando a fornire all’Ucraina armi e munizioni, inviando mercenari, la sta spingendo su un percorso suicida”.
Secondo lo “zar”, puntando sull’espansione aggressiva della Nato, gli Stati Uniti hanno minato la stabilità esistente. “La natura e la portata delle minacce moderne impongono crescenti esigenze alla nostra interazione nei dipartimenti della difesa. E’ necessario lavorare insieme per formare un sistema di sicurezza e di cooperazione più flessibile e sostenibile che sia adeguato alle sfide attuali e possa essere basato sul diritto internazionale e sul rispetto degli interessi reciproci”, ha spiegato Putin ai membri della Sco.
Per il presidente russo, citato dalla Tass, raggiungere un accordo sull’Ucraina “è inevitabile”, anche se “il potenziale di conflitto nel mondo sta crescendo”, a causa dei tentativi “di alcune élite occidentali di mantenere la loro egemonia politica, economica, finanziaria, militare e ideologica con ogni mezzo”.
Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha in programma per domani un colloquio telefonico con il leader ucraino Volodymyr Zelensky, per discutere della guerra in Ucraina. A riferirlo è stato lo stesso Erdogan precisando che con Zelensky parlerà di come “rafforzare l’accordo sui cereali” raggiunto a Istanbul lo scorso 22 luglio. Per la stessa giornata è prevista anche una conversazione con il presidente russo Vladimir Putin.
Ad Istanbul si è tenuto un incontro fra “diplomatici statunitensi e russi”. A darne notizia è stata la Tass. La conferma è arrivata dal vice ministro degli Esteri russo Sergei Ryabkov.
“Oggi è difficile parlare di linee dirette di comunicazione con l’amministrazione Usa. Bisogna creare condizioni per la prosecuzione di un dialogo costruttivo e i possibili incontri devono avere senso. Per ora non abbia sentito idee costruttive in tal senso da parte americana”, ha detto ancora Ryabkov, intervenendo al panel “Russia-Usa, quali i limiti del Confronto?” sulla piattaforma del club Valdai.

Chiunque oserà attaccare la Russia con armi nucleari “sarà cancellato dalla faccia della Terra”. Il presidente russo Vladimir Putin lancia un terrificante avvertimento nel corso di una conferenza stampa a Bishkek, in Kirghizistan, a margine della riunione della Comunità economica eurasiatica, di cui, oltre al Paese ospitante, fanno parte Bielorussia, Armenia e Kazakistan. La Russia, ha aggiunto, non intende lanciare per prima un attacco nucleare preventivo, “ma le avanzate armi ipersoniche di cui dispone le garantiscono di poter rispondere con forza a qualsiasi attacco”. Putin ha anche annunciato che Mosca potrebbe “ridurre la produzione di petrolio” e interrompere la sua esportazione verso quei Paesi che hanno introdotto il price cap.
Il leader del Cremlino, in un videomessaggio per una riunione dei ministri della difesa dei Paesi dell’Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai (Sco) e della Comunità degli Stati indipendenti (Csi), ha attaccato frontalmente l’Occidente: “Vediamo le gravi conseguenze di tali azioni oggi in Ucraina. Per un certo numero di anni, l’Occidente ha spudoratamente sottratto e sfruttato le sue risorse, ha incoraggiato il genocidio e il terrore nel Donbass, ha trasformato questo paese in una sua colonia e ora usa cinicamente il popolo ucraino come carne da macello, come ariete contro la Russia, continuando a fornire all’Ucraina armi e munizioni, inviando mercenari, la sta spingendo su un percorso suicida”.
Secondo lo “zar”, puntando sull’espansione aggressiva della Nato, gli Stati Uniti hanno minato la stabilità esistente. “La natura e la portata delle minacce moderne impongono crescenti esigenze alla nostra interazione nei dipartimenti della difesa. E’ necessario lavorare insieme per formare un sistema di sicurezza e di cooperazione più flessibile e sostenibile che sia adeguato alle sfide attuali e possa essere basato sul diritto internazionale e sul rispetto degli interessi reciproci”, ha spiegato Putin ai membri della Sco.
Per il presidente russo, citato dalla Tass, raggiungere un accordo sull’Ucraina “è inevitabile”, anche se “il potenziale di conflitto nel mondo sta crescendo”, a causa dei tentativi “di alcune élite occidentali di mantenere la loro egemonia politica, economica, finanziaria, militare e ideologica con ogni mezzo”.
Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha in programma per domani un colloquio telefonico con il leader ucraino Volodymyr Zelensky, per discutere della guerra in Ucraina. A riferirlo è stato lo stesso Erdogan precisando che con Zelensky parlerà di come “rafforzare l’accordo sui cereali” raggiunto a Istanbul lo scorso 22 luglio. Per la stessa giornata è prevista anche una conversazione con il presidente russo Vladimir Putin.
Ad Istanbul si è tenuto un incontro fra “diplomatici statunitensi e russi”. A darne notizia è stata la Tass. La conferma è arrivata dal vice ministro degli Esteri russo Sergei Ryabkov.
“Oggi è difficile parlare di linee dirette di comunicazione con l’amministrazione Usa. Bisogna creare condizioni per la prosecuzione di un dialogo costruttivo e i possibili incontri devono avere senso. Per ora non abbia sentito idee costruttive in tal senso da parte americana”, ha detto ancora Ryabkov, intervenendo al panel “Russia-Usa, quali i limiti del Confronto?” sulla piattaforma del club Valdai.

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