La politica in pillole

…E RENZI HA ROTTAMATO ANCHE L’AGENTE DEI SERVIZI SEGRETI

Si dice: se lo conosci lo eviti! Ne sanno qualcosa Massimo D’Alema, Walter Veltroni, Enrico Letta e quanti in questi anni lo hanno incontrato sulla sua strada. E Renzi, oramai politicamente in pensione, ma sempre pericoloso, ha finito per rottamare anche l’agente dei servizi segreti Marco Mancini. “Galeotto”, direbbe Dante, fu quel cioccolatino di cui il senatore toscano dice di essere ghiotto, e quel servizio mandato in onda da Report. Ma sarà vero? E poi il grigiore di quel piazzale dell’Autogrill di Fiano Romano!  Tutto per una scatola di Babbi che a Roma, a pochi passi da piazza del Parlamento, una famosa Enoteca ha in bella mostra in una vetrina ricca di specialità. Ma Renzi è senatore e forse non lo sapeva! Comunque a metà luglio il povero Mancini, dopo ben 37 anni di carriera,  dovrà scegliere: Il prepensionamento o il ritorno nell’Arma dei carabinieri come maresciallo. Lo 007 – che a suo tempo riuscì a “superare” vicende come il sequestro Abu Omar e il caso Telekom Serbia – è … inciampato su di una scatola di cioccolatini che il “ghiotto” Renzi avrebbe potuto acquistare in un negozio nel centro di Roma.

SALVINI RISCOPRE I ROSARI. 

QUESTA VOLTA A FATIMA

Si avvicina un importante turno amministrativo e Matteo Salvini è in crisi: In calo nei sondaggi, con Giorgia Meloni che lo tallona e la Lega di fatto spaccata. L’ala governista, con i Giorgetti e i Garavaglia da settimane infatti non comunica con il Segretario, costretto ad esporsi per marcare la presenza della Lega nel Governo del “quasi tutti dentro”. 

Ecco quindi che non gli resta che rispolverare il vecchio copione del… cattolico “acchiappa voti”: Dio, Patria e Famiglia. L’occasione il recente viaggio in Portogallo e la visita al  santuario di Fatima dove dice di aver acceso tre ceri (per i due figli e per gli italiani) e acquistato alcuni rosari che ha regalato ai vari leader del centrodestra.  Il Capitano è rimasto assai colpito dalla visita al luogo dove la Madonna apparve a tre pastorelli e sembra – a pochi mesi dalle urne – essersi risvegliata in lui la stessa spinta religiosa che rese pubblica  in piazza Duomo nel febbraio 2018. Anche allora si era alla vigilia di elezioni.

Evidentemente, quando il clima politico si surriscalda e il Paese deve votare, Salvini viene “rapito” da uno slancio mistico con rosari, crocefissi e preghiere. Anche perché allora gli portò voti (naturalmente solo elettorali). Hai visto mai che gli italiani non subiscano lo stesso slancio mistico e lo premino nelle urne! Prima degli italiani però Salvini si rivolge ai suoi alleati e, mescolando il sacro con il profano, invita il centrodestra all’unità: “Anche questo tempio della fede lo dice” e aggiunge: “penso che un’unione del centrodestra in Italia e in Europa sia il migliore modo per rimettere al centro la famiglia, il lavoro, le radici, la bellezza, la cultura”. 

Diciamo che Salvini fa della politica un palcoscenico per ostentare vere e proprie manifestazioni pubbliche di fede, con un ricorso strumentale a pratiche e segni religiosi.  

PdA

…E RENZI HA ROTTAMATO ANCHE L’AGENTE DEI SERVIZI SEGRETI

Si dice: se lo conosci lo eviti! Ne sanno qualcosa Massimo D’Alema, Walter Veltroni, Enrico Letta e quanti in questi anni lo hanno incontrato sulla sua strada. E Renzi, oramai politicamente in pensione, ma sempre pericoloso, ha finito per rottamare anche l’agente dei servizi segreti Marco Mancini. “Galeotto”, direbbe Dante, fu quel cioccolatino di cui il senatore toscano dice di essere ghiotto, e quel servizio mandato in onda da Report. Ma sarà vero? E poi il grigiore di quel piazzale dell’Autogrill di Fiano Romano!  Tutto per una scatola di Babbi che a Roma, a pochi passi da piazza del Parlamento, una famosa Enoteca ha in bella mostra in una vetrina ricca di specialità. Ma Renzi è senatore e forse non lo sapeva! Comunque a metà luglio il povero Mancini, dopo ben 37 anni di carriera,  dovrà scegliere: Il prepensionamento o il ritorno nell’Arma dei carabinieri come maresciallo. Lo 007 – che a suo tempo riuscì a “superare” vicende come il sequestro Abu Omar e il caso Telekom Serbia – è … inciampato su di una scatola di cioccolatini che il “ghiotto” Renzi avrebbe potuto acquistare in un negozio nel centro di Roma.

SALVINI RISCOPRE I ROSARI. 

QUESTA VOLTA A FATIMA

Si avvicina un importante turno amministrativo e Matteo Salvini è in crisi: In calo nei sondaggi, con Giorgia Meloni che lo tallona e la Lega di fatto spaccata. L’ala governista, con i Giorgetti e i Garavaglia da settimane infatti non comunica con il Segretario, costretto ad esporsi per marcare la presenza della Lega nel Governo del “quasi tutti dentro”. 

Ecco quindi che non gli resta che rispolverare il vecchio copione del… cattolico “acchiappa voti”: Dio, Patria e Famiglia. L’occasione il recente viaggio in Portogallo e la visita al  santuario di Fatima dove dice di aver acceso tre ceri (per i due figli e per gli italiani) e acquistato alcuni rosari che ha regalato ai vari leader del centrodestra.  Il Capitano è rimasto assai colpito dalla visita al luogo dove la Madonna apparve a tre pastorelli e sembra – a pochi mesi dalle urne – essersi risvegliata in lui la stessa spinta religiosa che rese pubblica  in piazza Duomo nel febbraio 2018. Anche allora si era alla vigilia di elezioni.

Evidentemente, quando il clima politico si surriscalda e il Paese deve votare, Salvini viene “rapito” da uno slancio mistico con rosari, crocefissi e preghiere. Anche perché allora gli portò voti (naturalmente solo elettorali). Hai visto mai che gli italiani non subiscano lo stesso slancio mistico e lo premino nelle urne! Prima degli italiani però Salvini si rivolge ai suoi alleati e, mescolando il sacro con il profano, invita il centrodestra all’unità: “Anche questo tempio della fede lo dice” e aggiunge: “penso che un’unione del centrodestra in Italia e in Europa sia il migliore modo per rimettere al centro la famiglia, il lavoro, le radici, la bellezza, la cultura”. 

Diciamo che Salvini fa della politica un palcoscenico per ostentare vere e proprie manifestazioni pubbliche di fede, con un ricorso strumentale a pratiche e segni religiosi.  

PdA

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