“La politica ora ruba la piazza”

“Il sistema sta cercando di criminalizzare l’intero fronte della protesta per prendersi la piazza”. A dirlo Francesco Toscano, leader di Italia, Sovrana e Popolare.

Tra qualche giorno tornerete in strada. Perché?
“Occorre dare continuità a una protesta pacifica e serena di gente che non può rimanere inerme di fronte alle scelte scellerate degli ultimi governi, che hanno condotto il Paese in un vicolo cieco. Bisognare affrontare i problemi alla radice e non invogliare la gente ad accettare soluzioni tampone, che in alcuni casi scadono nel grottesco. Basti pensare a chi dice che bisogna cucinare l’acqua senza fuoco o dormire col cappotto. È un dibattito surreale. Dobbiamo, poi, fare attenzione a un altro pericolo che è una riedizione, in chiave soft, di una strategia della tensione. Il sistema cerca di accreditare come rappresentanti di una resistenza democratica, pacifica e costituzionale figure che nulla hanno a che fare con questo mondo. Penso a Giuliano Castellino”.

Tanti grillini tra gli striscioni della Cgil. Le sembra strano che Conte prenda le redini della protesta?
“Spera che gli italiani abbiano poca memoria. Stiamo parlando di chi ha votato per l’invio delle armi in Ucraina. Detto ciò, non sono tra quelli che dicono perché hai sbagliato ieri non hai più legittimità. Se Conte fa un’ onesta autocritica, una rivalutazione delle scelte, benvenuto in piazza. Non deve trattarsi, però, di un’operazione strumentale”.

Esiste ancora spazio per l’antisistema?
“C’è stato un blitz di agosto per consolidare posizioni. È stato impedito alle forze del dissenso di gareggiare alla pari degli altri. L’Agcom non ha sanzionato i grandi network televisivi. Le poche volte che siamo stati invitati, non ci siamo mai trovati di fronte giornalisti neutri”.

Il piano è riuscito?
“Non siamo morti nella culla come voleva qualcuno. 400 mila voti, presi con un simbolo sconosciuto, rappresentano un miracolo”.

La guerra in Ucraina, intanto, rende difficile la vita a tanti italiani…
“Bisogna aprire subito un tavolo negoziale con Putin, chiedere a una commissione internazionale di indagare sull’atto di terrorismo che ha devastato il gasdotto che collegava l’Europa alla Russia, respingere a viso aperto, facendo nomi e cognomi, i tentativi del mondo anglosassone di separare Mosca dal vecchio continente, dire agli inglesi e agli Usa che non faremo più il gioco sporco per loro, non consentire ai Paesi Baltici di trascinarci in un clima di odio permanente. Solo così passerà il momento difficile”.

L’Europa come si sta comportando?
“È occupata. Dopo la II guerra mondiale, c’erano margini di autonomia, anche se non pieni. Adesso, invece, siamo in una tale condizione di sudditanza che basta accennare al riconoscimento della dignità di un Paese per finire nelle schede dei servizi segreti”.

Esiste, intanto, un piano reale per ridurre il caro bollette?
“I governi non lavorano per ridurre l’effetto del caro energia. L’esasperazione del conflitto ha tra i vari fini quello di distruggere quanto resta del nostro apparato produttivo, trascinando nel girone della povertà permanente tante persone abituate a vivere del proprio lavoro. Siamo di fronte a un progetto perseguito da tempo che viene spacciato per emergenza. Sono gli stessi potenti che prima hanno distrutto il tessuto produttivo greco e poi si sono presentati come salvatori della patria. È sempre lo stesso gioco”.

Occorre, quindi, un’opposizione compatta?
“Il palazzo è blindato. Non esiste opposizione in Parlamento, così come non c’è nelle piazze. Il mainstream sceglie il capo più comodo, in modo che le proteste non assumano forme insidiose per il sistema”.

“Il sistema sta cercando di criminalizzare l’intero fronte della protesta per prendersi la piazza”. A dirlo Francesco Toscano, leader di Italia, Sovrana e Popolare.

Tra qualche giorno tornerete in strada. Perché?
“Occorre dare continuità a una protesta pacifica e serena di gente che non può rimanere inerme di fronte alle scelte scellerate degli ultimi governi, che hanno condotto il Paese in un vicolo cieco. Bisognare affrontare i problemi alla radice e non invogliare la gente ad accettare soluzioni tampone, che in alcuni casi scadono nel grottesco. Basti pensare a chi dice che bisogna cucinare l’acqua senza fuoco o dormire col cappotto. È un dibattito surreale. Dobbiamo, poi, fare attenzione a un altro pericolo che è una riedizione, in chiave soft, di una strategia della tensione. Il sistema cerca di accreditare come rappresentanti di una resistenza democratica, pacifica e costituzionale figure che nulla hanno a che fare con questo mondo. Penso a Giuliano Castellino”.

Tanti grillini tra gli striscioni della Cgil. Le sembra strano che Conte prenda le redini della protesta?
“Spera che gli italiani abbiano poca memoria. Stiamo parlando di chi ha votato per l’invio delle armi in Ucraina. Detto ciò, non sono tra quelli che dicono perché hai sbagliato ieri non hai più legittimità. Se Conte fa un’ onesta autocritica, una rivalutazione delle scelte, benvenuto in piazza. Non deve trattarsi, però, di un’operazione strumentale”.

Esiste ancora spazio per l’antisistema?
“C’è stato un blitz di agosto per consolidare posizioni. È stato impedito alle forze del dissenso di gareggiare alla pari degli altri. L’Agcom non ha sanzionato i grandi network televisivi. Le poche volte che siamo stati invitati, non ci siamo mai trovati di fronte giornalisti neutri”.

Il piano è riuscito?
“Non siamo morti nella culla come voleva qualcuno. 400 mila voti, presi con un simbolo sconosciuto, rappresentano un miracolo”.

La guerra in Ucraina, intanto, rende difficile la vita a tanti italiani…
“Bisogna aprire subito un tavolo negoziale con Putin, chiedere a una commissione internazionale di indagare sull’atto di terrorismo che ha devastato il gasdotto che collegava l’Europa alla Russia, respingere a viso aperto, facendo nomi e cognomi, i tentativi del mondo anglosassone di separare Mosca dal vecchio continente, dire agli inglesi e agli Usa che non faremo più il gioco sporco per loro, non consentire ai Paesi Baltici di trascinarci in un clima di odio permanente. Solo così passerà il momento difficile”.

L’Europa come si sta comportando?
“È occupata. Dopo la II guerra mondiale, c’erano margini di autonomia, anche se non pieni. Adesso, invece, siamo in una tale condizione di sudditanza che basta accennare al riconoscimento della dignità di un Paese per finire nelle schede dei servizi segreti”.

Esiste, intanto, un piano reale per ridurre il caro bollette?
“I governi non lavorano per ridurre l’effetto del caro energia. L’esasperazione del conflitto ha tra i vari fini quello di distruggere quanto resta del nostro apparato produttivo, trascinando nel girone della povertà permanente tante persone abituate a vivere del proprio lavoro. Siamo di fronte a un progetto perseguito da tempo che viene spacciato per emergenza. Sono gli stessi potenti che prima hanno distrutto il tessuto produttivo greco e poi si sono presentati come salvatori della patria. È sempre lo stesso gioco”.

Occorre, quindi, un’opposizione compatta?
“Il palazzo è blindato. Non esiste opposizione in Parlamento, così come non c’è nelle piazze. Il mainstream sceglie il capo più comodo, in modo che le proteste non assumano forme insidiose per il sistema”.

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