Attualità

“La religione è cultura e la sanzione pericolosa. Valditara interverrà”

di Redazione -

VITTORIO SGARBI POLITICO


“La religione è un elemento fondante della società: non c’è via di scampo. Non si tratta di imposizione, ma di tradizione”. Queste le parole del sottosegretario alla Cultura Vittorio Sgarbi che ha commentato la vicenda della maestra sospesa per aver fatto recitare preghiere in classe e per aver costruito con gli alunni dei rosari. I fatti risalgono allo scorso dicembre, quando Marisa Francescangeli aveva fatto una sostituzione in una classe della scuola elementare di San Vero Milis (Sardegna).
Ha avuto un incontro con la maestra protagonista di questa vicenda. Può raccontarcelo?
“Si tratta di una donna matura, equilibrata, una maestra come una volta. Una maestra che era stata a fare una supplenza in una classe diversa dalla sua e non ha fatto altro che quello che deve fare un insegnante e cioè educare alla disciplina. E la preghiera è una disciplina, perché induce a delle riflessioni e non ha mai fatto male. Comporre un rosario, costruirlo, è un atto manuale e sono tutte cose che hanno a che fare con la tradizione cristiana che faceva dire – sul piano della contrapposizione tra laicismo e religione – a Benedetto Croce ‘non possiamo non dirci cristiani’”.
Eppure è stata sanzionata con una sospensione…
“Non riesco a capire. E ho chiesto infatti che uffici di riferimento e dirigenti che lo hanno fatto debbano essere sanzionati. Perché il comportamento di questa donna è assolutamente regolare. Come si insegna il latino, insegna qualcosa che ha a che fare con delle tradizioni. E vorrei sottolineare che i fatti sono avvenuti a dicembre, in occasione delle festività natalizie: noi a scuola abbiamo le vacanze che corrispondono con le feste religiose e anche in questi giorni per le festività di Pasqua le città si sono animate di riti, di celebrazioni. Tutto ciò fa parte della nostra cultura, delle tradizioni popolari, di storia e antropologia”.
Una questione quindi da porre sul piano tradizionale e non religioso?
“Certo, la religione non c’entra niente, ma è elemento fondante della nostra società, che è quella di Alessandro Manzoni e de I Promessi Sposi. Un rosario o un Ave Maria non hanno a che fare con una imposizione di una religione, ma si tratta di un recupero di tradizioni antropologiche di riti e quindi di tutto quello che si fa per tradizione a Pasqua e a Natale dove in tutte le città si vedono riti, canti, messe”.
Lei ha detto che Valditara ha ricevuto sulla vicenda una relazione solo parziale su quanto accaduto. È così?
“Valditara, che ha una posizione intellettuale autonoma e fa parte di un partito il cui leader – Matteo Salvini – va in giro con il rosario, si trova in difficoltà nel criticare ciò che il suo capo di partito ha fatto. Valditara si è fidato dell’ufficio scolastico regionale che ha indicato dei criteri col bilancino. Io l’ho interrogata due ore”.
E cosa è emerso?
“Non ha fatto nulla di strano. Ha fatto fare dei rosari componendo con filo e perline e poi ha salutato gli alunni con ‘Dio vi benedica’. Non c’è niente che esca dal territorio della nostra cultura”.
Valditara però ha twittato “se non intervengo ci sono buoni motivi”. Quali?
“Ho avuto occasione di parlare con Valditara e manderà degli ispettori. Lui ha una relazione che dà torto alla maestra ma dopo la mia interrogazione nonriesco a capire l’interpretazione della direzione regionale e del direttore dell’Ufficio scolastico regionale Feliziani. Considero sia pericoloso visti i provvedimenti sanzionatori: il percorso psicologico dell’insegnante deve essere studiato nella sua globalità. Ed è una donna in perfetto equilibrio”.
L’ufficio scolastico regionale ha affermato che tutto è avvenuto con correttezza e senza “finalità ideologica”, ma secondo lei si tratta di abuso di potere?
“Un abuso di potere evidente. Verrà fuori dal ricorso fatto dall’insegnante che non è affatto una fanatica. Verrà fuori che non ci sono imposizioni, ma ci sono dialoghi. Feliziani è uno che non ha mai fatto niente di utile e ha voluto affermare l’autorità, ma hanno affermato una autorità senza che ci fosse alcuna infrazione. È impossibile che non si tenga conto che il cristianesimo non danneggia nessuno. E dopo quello che ha fatto il Dalai Lama vorrei capire come si possa dire di non poter insegnare una preghiera”.

Torna alle notizie in home