LA REPUBBLICA DI WEIMAR

Un libro di David Bernardini sulla storia 

della Germania, dal 9 novembre 1918, 

proclamazione della Repubblica, al 23 marzo 1933, con la legge sui pieni poteri

 

La Repubblica di Weimar, la prima tormentata democrazia tedesca, costituì un innovativo e conflittuale laboratorio, dove si intrecciarono e si scontrarono le grandi correnti politiche del Novecento. Nel tentativo di schematizzare alcuni grandi processi storici, David Bernardini, nel libro “La Repubblica di Weimar” (Ed. Diarkos), scrive che si potrebbe osservare che la Prima guerra mondiale aveva mandato in crisi i due filoni politici che si erano contrapposti nel corso della “Belle époque”: il socialismo riformista e il liberalismo. In questo scenario irruppero due correnti ideologiche, quella rivoluzionaria e quella nazionalista, radicalizzate e fortemente sfaccettate al loro interno, che sfidavano un mondo antiquato. Due i punti principali dello studio. Nel primo, David Bernardini si sofferma sulle organizzazioni paramilitari, di cui si dotò la maggior parte delle forze politiche dell’epoca, sintomo della “militarizzazione sociale della cultura politica della Repubblica di Weimar”. In secondo luogo, Bernardini cerca di mostrare come tale conflittualità avesse dietro di sé i grandi dibattiti ideali e le tensioni sociali, economiche e culturali di quei tempi. Il libro prende il via dalla “Rivoluzione tedesca” (1918-1919). Spesso considerata un evento negativo in quanto rivoluzione “ora tradita ora fallita”. Alcuni studi, recentemente, sono tornati a porre l’accento sul suo impatto nella storia europea, trasformando l’impero guglielmino in una democrazia parlamentare. Nella prima parte di queste pagine, sono esaminate e documentate, con precisi riferimenti, i vari passaggi che hanno portato a “Hitler cancelliere”. I capitoli della seconda parte, che completano il volume, costituiscono ciascuno un focus su un particolare argomento: come quello dedicato all’antisemitismo tedesco, attraverso due episodi di violenza contro gli ebrei di Berlino; o come quello sulla dimensione simbolica di alcune organizzazioni militanti, incontrate nella prima parte.

In appendice: i principali appuntamenti elettorali e i governi della Repubblica di Weimar; i presidenti del Reich e la cronologia essenziale (dal 9 novembre 1918, proclamazione della Repubblica, al 23 marzo 1933, con la legge sui pieni poteri). David Bernardini è docente a contratto presso il Dipartimento di Studi Storici dell’Università di Milano e fa parte della redazione della “Rivista storica del socialismo”. 

I suoi studi sono incentrati sui diversi aspetti della politica in Germania, tra le due guerre mondiali.

red

Un libro di David Bernardini sulla storia 

della Germania, dal 9 novembre 1918, 

proclamazione della Repubblica, al 23 marzo 1933, con la legge sui pieni poteri

 

La Repubblica di Weimar, la prima tormentata democrazia tedesca, costituì un innovativo e conflittuale laboratorio, dove si intrecciarono e si scontrarono le grandi correnti politiche del Novecento. Nel tentativo di schematizzare alcuni grandi processi storici, David Bernardini, nel libro “La Repubblica di Weimar” (Ed. Diarkos), scrive che si potrebbe osservare che la Prima guerra mondiale aveva mandato in crisi i due filoni politici che si erano contrapposti nel corso della “Belle époque”: il socialismo riformista e il liberalismo. In questo scenario irruppero due correnti ideologiche, quella rivoluzionaria e quella nazionalista, radicalizzate e fortemente sfaccettate al loro interno, che sfidavano un mondo antiquato. Due i punti principali dello studio. Nel primo, David Bernardini si sofferma sulle organizzazioni paramilitari, di cui si dotò la maggior parte delle forze politiche dell’epoca, sintomo della “militarizzazione sociale della cultura politica della Repubblica di Weimar”. In secondo luogo, Bernardini cerca di mostrare come tale conflittualità avesse dietro di sé i grandi dibattiti ideali e le tensioni sociali, economiche e culturali di quei tempi. Il libro prende il via dalla “Rivoluzione tedesca” (1918-1919). Spesso considerata un evento negativo in quanto rivoluzione “ora tradita ora fallita”. Alcuni studi, recentemente, sono tornati a porre l’accento sul suo impatto nella storia europea, trasformando l’impero guglielmino in una democrazia parlamentare. Nella prima parte di queste pagine, sono esaminate e documentate, con precisi riferimenti, i vari passaggi che hanno portato a “Hitler cancelliere”. I capitoli della seconda parte, che completano il volume, costituiscono ciascuno un focus su un particolare argomento: come quello dedicato all’antisemitismo tedesco, attraverso due episodi di violenza contro gli ebrei di Berlino; o come quello sulla dimensione simbolica di alcune organizzazioni militanti, incontrate nella prima parte.

In appendice: i principali appuntamenti elettorali e i governi della Repubblica di Weimar; i presidenti del Reich e la cronologia essenziale (dal 9 novembre 1918, proclamazione della Repubblica, al 23 marzo 1933, con la legge sui pieni poteri). David Bernardini è docente a contratto presso il Dipartimento di Studi Storici dell’Università di Milano e fa parte della redazione della “Rivista storica del socialismo”. 

I suoi studi sono incentrati sui diversi aspetti della politica in Germania, tra le due guerre mondiali.

red

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