Editoriale

LA RETRO DEMOCRAZIA

di Tommaso Cerno -

Tommaso Cerno


La Francia in fiamme. L’Italia zitta. L’Europa che lo mette nero su bianco nell’ordine del giorno di un consiglio che era inutile fare. E’ la retrodemocrazia il problema del continente più antico del mondo, dove è nata la democrazia ma anche la rivoluzione, è quello di non andare né avanti né indietro. A leggersi tutti i documenti che ormai da mesi ci propinano per spiegare che una soluzione ai nostri problemi ci sarebbe, se ci mettiamo nelle mani dell’Unione Europea, il problema è che da ormai molto tempo sappiamo non essere così. Certo che l’Europa esiste e figuriamoci, esiste quando si tratta di imporre regole e scadenze, per cambiare il nostro mondo portandolo verso l’elettrico, verso le case a emissioni zero, tutte a spese di chi lavora, come se il resto non esistesse. Mentre se scendiamo nella strada, la stessa strada da Parigi a Roma, ci rendiamo conto che il nostro modo di vivere è profondamente mutato e che le famiglie non hanno più fiducia nel futuro, che tradotto significa non avere fiducia nelle istituzioni pubbliche. C’è un problema grande come una casa e riguarda la democrazia. Perché la forma di governo più avanzata che l’umanità abbia concepito non sembra in grado di reggere al mondo condizionato da forme di dominio del tutto diverse, eppure maggioritaria. Noi dobbiamo renderci conto che c’è uno scontro reale tra l’Occidente, guida americana, e un Oriente che ha trovato all’estremo confine orientale qualcuno o qualcosa, di natura del tutto diversa da noi, che vuole prendere il nostro posto. Vuole essere arbitro del pianeta, vuole creare un nuovo modello di società esportabile nella fase in cui il mondo vive in povertà e non più in un’era di sviluppo. La Cina è tutto questo e fino a quando non ce lo saremo detti chiaramente non potremo trovare alcuna ricetta alla crisi in cui versiamo. Tutto il resto è un’agenda politica che sembra fuori dal tempo. Mentre si parla di pensioni che stanno per saltare, di redditi di cittadinanza più costosi degli stipendi e delle pensioni, di un Paese che ha fatto un passo indietro nella scala del progresso togliendo alle famiglie la garanzia di un futuro, le uniche cose che sentiamo sono i piani di attuazione di un progetto di sviluppo del nostro modello di civiltà probabilmente progettati a tavolino molti anni fa, che comportano per noi ulteriori sacrifici e per la grande finanza mondiale ulteriori guadagni. Ormai l’hanno capito anche i sassi. Non quelli di Bonelli, estratti con decenni di ritardo da un fiume in secca ma piuttosto quelli con cui abbiamo a che fare ogni giorno quando rientrando per un attimo nella vita reale ci rendiamo conto di non avere più la certezza del domani. Dopo Cutro e tutte le manifestazioni di solidarietà a quelle povera gente morta in mare perché l’Europa da almeno 15 anni non vuole affrontare il tema delle grandi migrazioni davvero, ci resta questo Consiglio Europeo del tutto inutile, ideologico, propagandistico che ha come unico obiettivo la sola cosa che l’Europa ha in mente di fare da un anno a questa parte: produrre nuove armi e condurre una nuova guerra nel nome di una democrazia che non è più in grado di alimentare con i fatti e quindi alimenta con le parole. Quelle della democrazia che ci dice che noi difendendo l’Ucraina sotto le bombe russe possiamo dirci occidentali e possiamo credere di non avere mai mentito a milioni di persone che ci chiedono perché il sistema che avevamo inventato per stare meglio da ormai molti anni produce solo un passo indietro. La retrodemocrazia.


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