La Russia potenzia i sistemi di difesa. Ora i droni ucraini sono inefficaci

La Russia avrebbe fortemente incrementato i propri sistemi di protezione, potenziando le sue specialistiche difese anti-aeree al punto da rendere sempre più inefficaci i droni in dotazione all’Ucraina. La prima fase della guerra è stata contrassegnata da un indiscusso vantaggio fornito all’Ucraina dai droni di sorveglianza e dai Byraktar TB2s, di costruzione turca, rivelatisi utili strumenti per la difesa ed il controllo dei territori, contribuendo a colpire l’armata russa in particolar modo distruggendone i tank. L’umiliazione subita avrebbe però spinto la Russia ad imparare dai propri errori, migliorando e perfezionando nuovi sistemi di difesa aerea ed elettronica, consentendo così di bloccare ed abbattere i mezzi nemici.

Queste le parole di Samuel Bendett, analista ed esperto in sistemi robotici militari, al Center for Naval Analysis: “Quello che sta accedendo ora è che i sistemi di difesa elettronica e aerea russi sono più organizzati e strutturati rispetto agli inizi. Le forze russe stanno usando radar di allarme precoce capaci di identificare i droni ed i loro sistema elettronico per rendere inefficace e distruggere la loro comunicazione”. Inoltre prosegue Bendett: “In aggiunta gli apparati militari si stanno avvalendo di altre armi, come mitragliatrici ed il sistema missilistico Tor, per abbatterli”. Dello stesso avviso anche Mark Cancian, analista al Center for Strategic and International Studies, secondo cui l’Ucraina, durante la prima fase, poteva usare i droni così efficacemente in quanto la Russia non aveva adeguatamente organizzato i propri sistemi di difesa.

Oggi, di fatto, i militari ucraini stanno utilizzando molto meno questi strumenti aerei perché le truppe russe molto più facilmente ne stanno vanificando l’uso ed una perdita di tali mezzi presenterebbe ingenti costi in termini economici. Come contromossa, secondo alcuni report, gli Stati Uniti starebbero pensando di fornire all’Ucraina i modelli General Atomics MQ-1C Grey Eagle, aeromobili a pilotaggio remoto multifunzione con un raggio di azione più esteso, dotati di funzioni tecnologicamente più avanzate rispetto ai TB2s.

In questa nuova fase secondo Bendett mentre gli ucraini rinunciano all’uso dei droni, perché meno efficaci, la Russia li utilizza soprattutto per missioni di intelligence, sorveglianza e ricognizione. Per l’esperto della Cna nelle prossime settimane l’esercito russo continuerà ad organizzarsi meglio per portare avanti la sua offensiva: “Stanno cercando di intrappolare gli ucraini nei pressi di alcune città per logorarne la difesa, ed i droni stanno giocando un ruolo chiave nel fornire informazioni e capacità di ricognizione per condurre attacchi aerei e via terra”. Quindi conclude Bendett: “Probabilmente vedremo i droni assumere un ruolo ancora più importante per i russi, se la guerra continuerà così come è ora”.

Mariangela Marchioni

La Russia avrebbe fortemente incrementato i propri sistemi di protezione, potenziando le sue specialistiche difese anti-aeree al punto da rendere sempre più inefficaci i droni in dotazione all’Ucraina. La prima fase della guerra è stata contrassegnata da un indiscusso vantaggio fornito all’Ucraina dai droni di sorveglianza e dai Byraktar TB2s, di costruzione turca, rivelatisi utili strumenti per la difesa ed il controllo dei territori, contribuendo a colpire l’armata russa in particolar modo distruggendone i tank. L’umiliazione subita avrebbe però spinto la Russia ad imparare dai propri errori, migliorando e perfezionando nuovi sistemi di difesa aerea ed elettronica, consentendo così di bloccare ed abbattere i mezzi nemici.

Queste le parole di Samuel Bendett, analista ed esperto in sistemi robotici militari, al Center for Naval Analysis: “Quello che sta accedendo ora è che i sistemi di difesa elettronica e aerea russi sono più organizzati e strutturati rispetto agli inizi. Le forze russe stanno usando radar di allarme precoce capaci di identificare i droni ed i loro sistema elettronico per rendere inefficace e distruggere la loro comunicazione”. Inoltre prosegue Bendett: “In aggiunta gli apparati militari si stanno avvalendo di altre armi, come mitragliatrici ed il sistema missilistico Tor, per abbatterli”. Dello stesso avviso anche Mark Cancian, analista al Center for Strategic and International Studies, secondo cui l’Ucraina, durante la prima fase, poteva usare i droni così efficacemente in quanto la Russia non aveva adeguatamente organizzato i propri sistemi di difesa.

Oggi, di fatto, i militari ucraini stanno utilizzando molto meno questi strumenti aerei perché le truppe russe molto più facilmente ne stanno vanificando l’uso ed una perdita di tali mezzi presenterebbe ingenti costi in termini economici. Come contromossa, secondo alcuni report, gli Stati Uniti starebbero pensando di fornire all’Ucraina i modelli General Atomics MQ-1C Grey Eagle, aeromobili a pilotaggio remoto multifunzione con un raggio di azione più esteso, dotati di funzioni tecnologicamente più avanzate rispetto ai TB2s.

In questa nuova fase secondo Bendett mentre gli ucraini rinunciano all’uso dei droni, perché meno efficaci, la Russia li utilizza soprattutto per missioni di intelligence, sorveglianza e ricognizione. Per l’esperto della Cna nelle prossime settimane l’esercito russo continuerà ad organizzarsi meglio per portare avanti la sua offensiva: “Stanno cercando di intrappolare gli ucraini nei pressi di alcune città per logorarne la difesa, ed i droni stanno giocando un ruolo chiave nel fornire informazioni e capacità di ricognizione per condurre attacchi aerei e via terra”. Quindi conclude Bendett: “Probabilmente vedremo i droni assumere un ruolo ancora più importante per i russi, se la guerra continuerà così come è ora”.

Mariangela Marchioni

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