La solita liturgia allarme lavoro e tavolo coi sindacati

Alla Cgil e alle altre sigle sindacali, non basta il dialogo con la ministra del Lavoro, ma vogliono avere un incontro direttamente con la premier Meloni. “Un primo incontro doveroso” che tecnicamente non ha portato a nulla se non alla “definizione di un metodo di lavoro” è andato in onda ieri pomeriggio, dopo pranzo. La neo ministra tecnica del Lavoro, Marina Calderone, ha ascoltato ben ventisei sigle sindacali – tra cui Cgil, Cisl. Uil e Ugl – nella sede decentrata di via Flavia a Roma. Pochi minuti a testa, per ogni rappresentate sindacale, i quali sono accomunati tutti dalle parole chiavi: “caro energia” e “priorità.
“Non sarà il primo incontro, questo, perchè è un tavolo di avvio, di presentazione, un tavolo di valutazione di quelli che saranno poi i piani di lavoro. Da questo momento in poi andremo ad affrontare gli argomenti uno per uno e soprattutto per tavoli dedicati, in modo che l’approccio sia strutturale”. Dichiara la ministra Calderone al termine della riunione con i sindacati ed aggiunge: “Era giusto chiedere alle parti sociali il loro punto di vista, sulla base di quello che osservano dai loro ruoli. Serve programmazione”. Dopo le divisioni dei mesi scorsi sul governo Draghi e la sua ultima manovra, sembra tornata l’unità fra i sindacati confederali che oggi saranno insieme in piazza, per la grande manifestazione per la pace nell’est Europa.
Proprio mercoledì scorso i segretari nazionali dei sindacati – Cgil, Cisl e Uil – hanno inviato una richiesta di incontro alla premier Meloni. “Consapevoli che il nostro paese è chiamato ad affrontare una situazione molto difficile e totalmente inedita, siamo a richiederle la convocazione di un incontro preventivo alle decisioni che intenderete assumere in materia”. Firmato: Maurizio Landini (Cgil), Luigi Sbarra (Cisl) e Pierpaolo Bombardieri (Uil).
“Abbiamo scritto nei giorni scorsi una lettera alla presidente del consiglio chiedendole di essere convocati in modo preventivo, prima di prendere delle decisioni. Ad oggi non abbiamo ricevuto risposte, ci aspettiamo ci sia una convocazione nei prossimi giorni”. Evidenzia ai giornalisti il segretario Maurizio Landini, al termine dell’incontro tra le parti sociali e la ministra del Lavoro.
Insomma i sindacati vogliono discutere in prima persona con il presidente del consiglio, la legge di Bilancio in modo tale da non trovarsi ad ascoltare annunci di decisioni prese come è accaduto nello scorso governo.
“Prima della legge di bilancio serve un provvedimento finalizzato a sostenere il reddito dei lavoratori, dei pensionati e della famiglia”. Ha affermato il segretario Sbarra terminato l’incontro con la ministra. “Dare profondità a un sistema di aiuti prorogando le misure del precedente Governo. Poi c’è l’emergenza sicurezza sul lavoro, infine le pensioni per scongiurare lo scalone di 5 anni della legge Fornero. Sulla base di queste priorità il ministro è disponibili a convocare tavoli settoriali. Il giudizio in questa fase è positivo”.
Nel frattempo la Cgil ha presentato alla ministra, anche il dossier sui navigator. I lavoratori assunti in concomitanza con l’avvio del reddito di cittadinanza il cui contratto è scaduto e che ora rischiano di restare a casa. “Abbiamo chiesto anche di discutere dei navigator, lavoratori necessari che dopo 3 anni rischiano di non avere nessuna prospettiva”, ha spiegato Landini.
Ma l’argomento più delicato sul tema “lavoro” è sicuramente la previdenza. Come evitare il ritorno della riforma Fornero? Questo è il vero rebus per il governo Meloni. La piattaforma sindacale chiede l’uscita flessibile dal lavoro dai 62 anni senza penalizzazioni dell’assegno. A quanto pare l’esecutivo a trazione Fratelli di Italia va verso un tentativo di evitare proprio “lo scalone” Fornero con una Quota 41 “temperata” da un soglia di età tra 61 e 63 anni e un bonus per chi resta al lavoro, mirato ad alcune professioni come quelle sanitarie.

Alla Cgil e alle altre sigle sindacali, non basta il dialogo con la ministra del Lavoro, ma vogliono avere un incontro direttamente con la premier Meloni. “Un primo incontro doveroso” che tecnicamente non ha portato a nulla se non alla “definizione di un metodo di lavoro” è andato in onda ieri pomeriggio, dopo pranzo. La neo ministra tecnica del Lavoro, Marina Calderone, ha ascoltato ben ventisei sigle sindacali – tra cui Cgil, Cisl. Uil e Ugl – nella sede decentrata di via Flavia a Roma. Pochi minuti a testa, per ogni rappresentate sindacale, i quali sono accomunati tutti dalle parole chiavi: “caro energia” e “priorità.
“Non sarà il primo incontro, questo, perchè è un tavolo di avvio, di presentazione, un tavolo di valutazione di quelli che saranno poi i piani di lavoro. Da questo momento in poi andremo ad affrontare gli argomenti uno per uno e soprattutto per tavoli dedicati, in modo che l’approccio sia strutturale”. Dichiara la ministra Calderone al termine della riunione con i sindacati ed aggiunge: “Era giusto chiedere alle parti sociali il loro punto di vista, sulla base di quello che osservano dai loro ruoli. Serve programmazione”. Dopo le divisioni dei mesi scorsi sul governo Draghi e la sua ultima manovra, sembra tornata l’unità fra i sindacati confederali che oggi saranno insieme in piazza, per la grande manifestazione per la pace nell’est Europa.
Proprio mercoledì scorso i segretari nazionali dei sindacati – Cgil, Cisl e Uil – hanno inviato una richiesta di incontro alla premier Meloni. “Consapevoli che il nostro paese è chiamato ad affrontare una situazione molto difficile e totalmente inedita, siamo a richiederle la convocazione di un incontro preventivo alle decisioni che intenderete assumere in materia”. Firmato: Maurizio Landini (Cgil), Luigi Sbarra (Cisl) e Pierpaolo Bombardieri (Uil).
“Abbiamo scritto nei giorni scorsi una lettera alla presidente del consiglio chiedendole di essere convocati in modo preventivo, prima di prendere delle decisioni. Ad oggi non abbiamo ricevuto risposte, ci aspettiamo ci sia una convocazione nei prossimi giorni”. Evidenzia ai giornalisti il segretario Maurizio Landini, al termine dell’incontro tra le parti sociali e la ministra del Lavoro.
Insomma i sindacati vogliono discutere in prima persona con il presidente del consiglio, la legge di Bilancio in modo tale da non trovarsi ad ascoltare annunci di decisioni prese come è accaduto nello scorso governo.
“Prima della legge di bilancio serve un provvedimento finalizzato a sostenere il reddito dei lavoratori, dei pensionati e della famiglia”. Ha affermato il segretario Sbarra terminato l’incontro con la ministra. “Dare profondità a un sistema di aiuti prorogando le misure del precedente Governo. Poi c’è l’emergenza sicurezza sul lavoro, infine le pensioni per scongiurare lo scalone di 5 anni della legge Fornero. Sulla base di queste priorità il ministro è disponibili a convocare tavoli settoriali. Il giudizio in questa fase è positivo”.
Nel frattempo la Cgil ha presentato alla ministra, anche il dossier sui navigator. I lavoratori assunti in concomitanza con l’avvio del reddito di cittadinanza il cui contratto è scaduto e che ora rischiano di restare a casa. “Abbiamo chiesto anche di discutere dei navigator, lavoratori necessari che dopo 3 anni rischiano di non avere nessuna prospettiva”, ha spiegato Landini.
Ma l’argomento più delicato sul tema “lavoro” è sicuramente la previdenza. Come evitare il ritorno della riforma Fornero? Questo è il vero rebus per il governo Meloni. La piattaforma sindacale chiede l’uscita flessibile dal lavoro dai 62 anni senza penalizzazioni dell’assegno. A quanto pare l’esecutivo a trazione Fratelli di Italia va verso un tentativo di evitare proprio “lo scalone” Fornero con una Quota 41 “temperata” da un soglia di età tra 61 e 63 anni e un bonus per chi resta al lavoro, mirato ad alcune professioni come quelle sanitarie.

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