La strage alla Robb Elementary riapre il dibattito contro le armi in Usa

La strage alla Robb Elementary School a Uvalde, in Texas, ha scosso e straziato l’America. La politica reagisce alla cronaca, come al solito, innescando – di nuovo – il dibattito sulla vendita libera delle armi negli Stati Uniti d’America. Stando alle primissime indagini degli agenti texani, infatti, il killer della scuola elementare Salvador Ramos aveva acquistato pistola e fucile da sé. Il presidente degli States, Joe Biden, ha reagito con commozione all’ennesima mattanza in una scuola americana. Si è definito “stanco e arrabbiato” e agli americani ha detto: “Perché vogliamo vivere con questa carneficina? Perché continuiamo a consentire che questo accada? Per l’amor del cielo dov’è la nostra spina dorsale?”. Il riferimento del presidente Usa è, ovviamente, alla libera circolazione di armi da fuoco nel Paese: “Non venitemi a dire che non possiamo avere un impatto su queste carneficine. Possiamo e dobbiamo fare di più. È il momento di trasformare il dolore in azione”.  Sul tema, riportando la cronaca alla politica, è intervenuto anche l’ex presidente Barack Obama che ha pronunciato parole durissime contro i Repubblicani e la Nra, la National Rifle Association, che riunisce i fautori del libero commercio e possesso di armi: “Il nostro Paese è paralizzato non dalla paura ma da una lobby delle armi e da un partito politico che non hanno mostrato alcuna volontà di agire per prevenire queste tragedie”.

Intanto sono giunti dall’estero numerosi attestati di cordoglio e vicinanza agli Stati Uniti dopo l’ennesima strage di bambini in una scuola americana. Tra gli altri, il presidente ucraino Volodymir Zelenskij ha voluto inviare via Twitter un messaggio a Biden e agli americani: “Il popolo ucraino condivide il dolore dei parenti e amici delle vittime della sparatoria verificatasi ieri presso una scuola elementare a Uvalde, in Texas. Sono profondamente rattristato dalla notizia dell’omicidio di bambini innocenti in Texas. Porgo le mie sincere condoglianze alle famiglie delle vittime, al popolo statunitense e al presidente Usa per questa tragedia”. Anche il premier israeliano Bennet ha affidato ai social una preghiera per gli americani: “Israele piange con il popolo americano l’orribile uccisione di bambini e insegnanti innocenti alla scuola elementare di Uvalde, in Texas. Le nostre preghiere sono per le vittime, le loro famiglie e il popolo americano”.

Il cancelliere tedesco Olaf Scholz ha presentato le condoglianze sue e del popolo tedesco: “Questa mattina ci giungono terribili notizie da una scuola di Uvalde, in Texas. Il nostro pensiero va ai feriti e alle vittime di questo massacro inconcepibile per il quale non si trovano quasi parole. Le nostre condoglianze vanno a te, Joe Biden e ai nostri amici americani”.

La strage alla Robb Elementary School a Uvalde, in Texas, ha scosso e straziato l’America. La politica reagisce alla cronaca, come al solito, innescando – di nuovo – il dibattito sulla vendita libera delle armi negli Stati Uniti d’America. Stando alle primissime indagini degli agenti texani, infatti, il killer della scuola elementare Salvador Ramos aveva acquistato pistola e fucile da sé. Il presidente degli States, Joe Biden, ha reagito con commozione all’ennesima mattanza in una scuola americana. Si è definito “stanco e arrabbiato” e agli americani ha detto: “Perché vogliamo vivere con questa carneficina? Perché continuiamo a consentire che questo accada? Per l’amor del cielo dov’è la nostra spina dorsale?”. Il riferimento del presidente Usa è, ovviamente, alla libera circolazione di armi da fuoco nel Paese: “Non venitemi a dire che non possiamo avere un impatto su queste carneficine. Possiamo e dobbiamo fare di più. È il momento di trasformare il dolore in azione”.  Sul tema, riportando la cronaca alla politica, è intervenuto anche l’ex presidente Barack Obama che ha pronunciato parole durissime contro i Repubblicani e la Nra, la National Rifle Association, che riunisce i fautori del libero commercio e possesso di armi: “Il nostro Paese è paralizzato non dalla paura ma da una lobby delle armi e da un partito politico che non hanno mostrato alcuna volontà di agire per prevenire queste tragedie”.

Intanto sono giunti dall’estero numerosi attestati di cordoglio e vicinanza agli Stati Uniti dopo l’ennesima strage di bambini in una scuola americana. Tra gli altri, il presidente ucraino Volodymir Zelenskij ha voluto inviare via Twitter un messaggio a Biden e agli americani: “Il popolo ucraino condivide il dolore dei parenti e amici delle vittime della sparatoria verificatasi ieri presso una scuola elementare a Uvalde, in Texas. Sono profondamente rattristato dalla notizia dell’omicidio di bambini innocenti in Texas. Porgo le mie sincere condoglianze alle famiglie delle vittime, al popolo statunitense e al presidente Usa per questa tragedia”. Anche il premier israeliano Bennet ha affidato ai social una preghiera per gli americani: “Israele piange con il popolo americano l’orribile uccisione di bambini e insegnanti innocenti alla scuola elementare di Uvalde, in Texas. Le nostre preghiere sono per le vittime, le loro famiglie e il popolo americano”.

Il cancelliere tedesco Olaf Scholz ha presentato le condoglianze sue e del popolo tedesco: “Questa mattina ci giungono terribili notizie da una scuola di Uvalde, in Texas. Il nostro pensiero va ai feriti e alle vittime di questo massacro inconcepibile per il quale non si trovano quasi parole. Le nostre condoglianze vanno a te, Joe Biden e ai nostri amici americani”.

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