La svolta del Papa

La nuova Chiesa di Papa Francesco, entrata nel decimo anno di Pontificato, si appresta, ormai, ad assumere sempre più le vesti di “ospedale da campo”, definizione voluta e coniata proprio dal Sommo Pontefice. Una Chiesa povera per i poveri, che sia in grado di spogliarsi dagli afflati mondani e di potere per concentrarsi, invece, sulla cura delle anime e l’attenzione verso il popolo di Dio. Solo due lustri orsono, la Chiesa di Roma, sconvolta dalle dimissioni di Papa Benedetto XVI°, versava in una situazione tale in cui serviva una profonda scossa che la traghettasse fuori dalle ataviche problematicità finora mai affrontate veramente. Il Papa venuto dalla fine del mondo – celeberrimo ormai il suo famoso “Buonasera” scandito dalla Loggia Centrale della Basilica Vaticana il giorno della sua proclamazione -, ha cominciato fin da subito a rendere la Chiesa sempre più universale. I numerosi Concistori, annunciati in questi anni, hanno apportato, nel Collegio Cardinalizio, dei Porporati rappresentanti di Paesi e Nazioni finora mai presenti nei rapporti con la Chiesa. A questo proposito, vale la pena ricordare il gesto rivoluzionario – per quanto concerne il Giubileo Straordinario della Misericordia del 2016 -, dell’apertura della Porta Santa a Bangui, nella Repubblica Centraficana. Molti paesi e nazioni, che hanno aperto relazioni bilaterali e diplomatiche con la Santa Sede negli ultimi anni, cominciano ad apportare notevoli quantità di fedeli; le loro Chiese e Diocesi appena formate, rappresentano, come amava dire San Giovanni Paolo II riguardo i giovani, il futuro della Chiesa. Ora, Bergoglio non si è certo fermato qui: oltre ad aver apportato una nuova immagine “ad extra” della Chiesa Cattolica, è soprattutto “ad intra” che le sue riforme hanno rappresentato il vero e proprio cambio di passo rispetto al passato. La Curia romana, che rappresenta l’organo che funge da coadiuvo per l’ausilio al Santo Padre per le funzioni di governo della Chiesa universale, ha visto una profonda revisione dei propri meccanismi interni, passando dai bizantinismi del passato verso una forma più snella e moderna della propria architettura interna. Tutto questo grazie alla soppressione di alcuni dicasteri ormai non più al passo con i tempi, oppure tramite l’unificazione di talaltri i quali, visti i tempi attuali, non avevano più alcuna ragione di operare in maniera distinta e separata gli uni dagli altri. La questione economica, primaria e prioritaria nel solco della Dottrina Sociale della Chiesa, emanata e voluta da Sua Santità Leone XIII°, tramite l’Enciclica “Rerum Novarum” del 15 maggio 1891, ha finalmente assunto, tramite le modifiche all’Istituto per le Opere di Religione – la famosa Banca Vaticana – le caratteristiche e le peculiarità di un Istituto in linea con gli standard internazionali. Nella fattispecie, il 1° Aprile del 2015, è stata stipulata la convenzione fiscale tra la Repubblica Italiana e lo Stato della Città del Vaticano – ratificata il successivo 15 ottobre – che ha consentito alla Santa Sede di entrare nella “White List” di stati i quali forniscono, in un’ottica di trasparenza, lo scambio di informazioni fiscali bilaterali con l’Italia, consentendogli di uscire dal segreto bancario, e dalle doppie imposizioni fiscali, tipiche etta “Black List”.
Tali riforme degli stati rientranti nella cosiddnon hanno goduto del pieno e totale appoggio di tutte le anime che compongono la Chiesa universale: come in ogni pontificato, infatti, frange contrarie all’attuale Papa provano tuttora ad ostacolare il processo di rinnovamento. Dal punto di vista teologico e pastorale, invece, non possiamo tralasciare le encicliche di Papa Francesco, vale a dire: “Lumen Fidei” del 29 giugno 2013; “Laudato Si’” del 24 maggio 2015; Fratelli Tutti” del 3 ottobre 2020. Anche se attualmente sono solo tre, rappresentano pienamente l’architrave del pensiero di Bergoglio. “Lumen Fidei”, in continuità con le precedenti encicliche “Deus Caritas Est” e “Spe Salvi” di Sua Santità Papa Benedetto XVI – dedicate, rispettivamente, alla carità ed alla speranza -, affronta il tema della Fede, chiudendo così la trilogia sulle virtù teologali. “Laudato Si’”, termine ripreso dal Cantico delle Creature di San Francesco, tratta le attualissime tematiche dell’ambiente e dell’ecologia. “Fratelli Tutti”, emanata in piena pandemia da Covid-19, rappresenta le tematiche della fraternità e della fratellanza, che dovrebbero quanto più possibile, in tempi difficili come questi odierni, essere al centro delle agende sociali dei governi di tutto il mondo. Non si ferma il vento con le mani, sosteneva Seneca. Tradizione verso i sani principi morali, e modernità organizzativa, possono convivere pacificamente tra loro per traghettare la Chiesa, all’alba del terzo millennio, verso un radioso futuro, come prescritto dalla Costituzione Apostolica di riforma della Curia Romana “Praedicate Evangelium” la quale si pone l’obiettivo di vedere il proprio operato come servizio alla Chiesa e al mondo, andando a riformare la struttura del governo della Chiesa cattolica che l’attuale Papa vede orientata alla Misericordiosa e alla Missionarietà, oltre che alla conversione interiore del cuore, sempre nel rispetto della “tradizione”, ma che riguarda ogni cristiano e ogni fedele, nessuno escluso. “Praedicate evangelium” è l’atto finale di un lungo percorso che potrà portare la Chiesa universale di Cristo verso il futuro, ma con uno sguardo nuovo. Proprio quello sguardo di ottimismo e di speranza, che sembrava impossibile da ritrovare all’alba del Pontificato di Papa Francesco ma che Lui, tramite la sua umanità, le sue doti comunicative ed il suo pontificato, hanno di nuovo reso possibile.

Tutto questo proprio quando comincia ad affacciarsi all’orizzonte il grande Giubileo del 2025. Sapranno la Chiesa Cattolica, ed i suoi fedeli, essere pronti per un evento di tale portata? Quale futuro ci aspetta dal Pontificato di Papa Francesco? Non ci resta che aspettare, ma anticipiamo che tale rivoluzione consiste nell’essere nobili di cuore e non di blasone e soprattutto vi è da scommettervi che nessuno “rimanga escluso”.

La nuova Chiesa di Papa Francesco, entrata nel decimo anno di Pontificato, si appresta, ormai, ad assumere sempre più le vesti di “ospedale da campo”, definizione voluta e coniata proprio dal Sommo Pontefice. Una Chiesa povera per i poveri, che sia in grado di spogliarsi dagli afflati mondani e di potere per concentrarsi, invece, sulla cura delle anime e l’attenzione verso il popolo di Dio. Solo due lustri orsono, la Chiesa di Roma, sconvolta dalle dimissioni di Papa Benedetto XVI°, versava in una situazione tale in cui serviva una profonda scossa che la traghettasse fuori dalle ataviche problematicità finora mai affrontate veramente. Il Papa venuto dalla fine del mondo – celeberrimo ormai il suo famoso “Buonasera” scandito dalla Loggia Centrale della Basilica Vaticana il giorno della sua proclamazione -, ha cominciato fin da subito a rendere la Chiesa sempre più universale. I numerosi Concistori, annunciati in questi anni, hanno apportato, nel Collegio Cardinalizio, dei Porporati rappresentanti di Paesi e Nazioni finora mai presenti nei rapporti con la Chiesa. A questo proposito, vale la pena ricordare il gesto rivoluzionario – per quanto concerne il Giubileo Straordinario della Misericordia del 2016 -, dell’apertura della Porta Santa a Bangui, nella Repubblica Centraficana. Molti paesi e nazioni, che hanno aperto relazioni bilaterali e diplomatiche con la Santa Sede negli ultimi anni, cominciano ad apportare notevoli quantità di fedeli; le loro Chiese e Diocesi appena formate, rappresentano, come amava dire San Giovanni Paolo II riguardo i giovani, il futuro della Chiesa. Ora, Bergoglio non si è certo fermato qui: oltre ad aver apportato una nuova immagine “ad extra” della Chiesa Cattolica, è soprattutto “ad intra” che le sue riforme hanno rappresentato il vero e proprio cambio di passo rispetto al passato. La Curia romana, che rappresenta l’organo che funge da coadiuvo per l’ausilio al Santo Padre per le funzioni di governo della Chiesa universale, ha visto una profonda revisione dei propri meccanismi interni, passando dai bizantinismi del passato verso una forma più snella e moderna della propria architettura interna. Tutto questo grazie alla soppressione di alcuni dicasteri ormai non più al passo con i tempi, oppure tramite l’unificazione di talaltri i quali, visti i tempi attuali, non avevano più alcuna ragione di operare in maniera distinta e separata gli uni dagli altri. La questione economica, primaria e prioritaria nel solco della Dottrina Sociale della Chiesa, emanata e voluta da Sua Santità Leone XIII°, tramite l’Enciclica “Rerum Novarum” del 15 maggio 1891, ha finalmente assunto, tramite le modifiche all’Istituto per le Opere di Religione – la famosa Banca Vaticana – le caratteristiche e le peculiarità di un Istituto in linea con gli standard internazionali. Nella fattispecie, il 1° Aprile del 2015, è stata stipulata la convenzione fiscale tra la Repubblica Italiana e lo Stato della Città del Vaticano – ratificata il successivo 15 ottobre – che ha consentito alla Santa Sede di entrare nella “White List” di stati i quali forniscono, in un’ottica di trasparenza, lo scambio di informazioni fiscali bilaterali con l’Italia, consentendogli di uscire dal segreto bancario, e dalle doppie imposizioni fiscali, tipiche etta “Black List”.
Tali riforme degli stati rientranti nella cosiddnon hanno goduto del pieno e totale appoggio di tutte le anime che compongono la Chiesa universale: come in ogni pontificato, infatti, frange contrarie all’attuale Papa provano tuttora ad ostacolare il processo di rinnovamento. Dal punto di vista teologico e pastorale, invece, non possiamo tralasciare le encicliche di Papa Francesco, vale a dire: “Lumen Fidei” del 29 giugno 2013; “Laudato Si’” del 24 maggio 2015; Fratelli Tutti” del 3 ottobre 2020. Anche se attualmente sono solo tre, rappresentano pienamente l’architrave del pensiero di Bergoglio. “Lumen Fidei”, in continuità con le precedenti encicliche “Deus Caritas Est” e “Spe Salvi” di Sua Santità Papa Benedetto XVI – dedicate, rispettivamente, alla carità ed alla speranza -, affronta il tema della Fede, chiudendo così la trilogia sulle virtù teologali. “Laudato Si’”, termine ripreso dal Cantico delle Creature di San Francesco, tratta le attualissime tematiche dell’ambiente e dell’ecologia. “Fratelli Tutti”, emanata in piena pandemia da Covid-19, rappresenta le tematiche della fraternità e della fratellanza, che dovrebbero quanto più possibile, in tempi difficili come questi odierni, essere al centro delle agende sociali dei governi di tutto il mondo. Non si ferma il vento con le mani, sosteneva Seneca. Tradizione verso i sani principi morali, e modernità organizzativa, possono convivere pacificamente tra loro per traghettare la Chiesa, all’alba del terzo millennio, verso un radioso futuro, come prescritto dalla Costituzione Apostolica di riforma della Curia Romana “Praedicate Evangelium” la quale si pone l’obiettivo di vedere il proprio operato come servizio alla Chiesa e al mondo, andando a riformare la struttura del governo della Chiesa cattolica che l’attuale Papa vede orientata alla Misericordiosa e alla Missionarietà, oltre che alla conversione interiore del cuore, sempre nel rispetto della “tradizione”, ma che riguarda ogni cristiano e ogni fedele, nessuno escluso. “Praedicate evangelium” è l’atto finale di un lungo percorso che potrà portare la Chiesa universale di Cristo verso il futuro, ma con uno sguardo nuovo. Proprio quello sguardo di ottimismo e di speranza, che sembrava impossibile da ritrovare all’alba del Pontificato di Papa Francesco ma che Lui, tramite la sua umanità, le sue doti comunicative ed il suo pontificato, hanno di nuovo reso possibile.

Tutto questo proprio quando comincia ad affacciarsi all’orizzonte il grande Giubileo del 2025. Sapranno la Chiesa Cattolica, ed i suoi fedeli, essere pronti per un evento di tale portata? Quale futuro ci aspetta dal Pontificato di Papa Francesco? Non ci resta che aspettare, ma anticipiamo che tale rivoluzione consiste nell’essere nobili di cuore e non di blasone e soprattutto vi è da scommettervi che nessuno “rimanga escluso”.

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